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a capo d’una sedizione : Ronco, ueciso conun suo fratello. fu trascinato in brani perJe pubbliebe vie; AHielinio venue Iruei-dato eon trc suoi figli presso il veseovoPagano della Torre ove spcrava scamparela vita. La dislruzione dei loro palagi in-volse anelie Je case vicine hello stermi-nio. Finaluieiitc il furo re calmossi; e ilpodeslä Ponzino Ponzone, a impedire siriuuovasscro lanli orribili eecessi, rivolseFaltenzione alla guerra esterna: sorprcsenolletempo Vicenza e sc ne impadroni;ma gli amici dello Scaligero , al primoapprcssare de’ Padovani, spacciali a Ve-rona speditissimi avvisi, i’attendcvano iin-pazienti. Egli chiarito del fallo, slaneibssiin sella e corse di galoppo sotto alia cilla.Ivi adunati in frelta inen che cenlo ea-valli, sbueö furiosaniente sdrucendo ne’mercenarj. Fnor del sobborgo feoero te-sla i piii gagliardi: gli allri disordinatidella frotta de’ fanti che mesceasi a’ ca-valli, confusi dalle grida, non riconoscendoinsegna ne voci di condollieri, voltaronole spalle. Novcraronsi in quel fatto 700prigionieri gregarj e 50 cavalieri tra cuiJacopo c Marsilio da Carrara. Morli nonsi rinvenncro che 0 genliluomini e 50plebei. jNulladimcno suppli la dispersioncalla spada e sarebbesi Io Scaligero insi-gnorilo di Padova inclifesa se non lasalvavano diroltissime pioggie e il trari-pare dei fiumi. '
Affezionossi Io Scaligero al suo prigio-niero Jacopo da Carrara , e il mando aPadova inaneggiatoro di pace. S’opposcMacaruffo diflidente della earrarese am-bizione; ma prevalse l'equiiä delie eon-dizioni proposte, le quali crano : rien-trerebbe ciaseuno nei limiti del suo ter-ritorio; sarebbero conservati ai ciltadinipadovani i diritti patrimoniali nel dislreltodi Vicenza, Venezia veglierebbe l'adein-pinienlo. Trc anni dopo (1517) Macaruffolegö segrete pratiche cui nialcontunti A i-cenlini che promisero „ se si presentussein anno, d’agevolargli 1' ingressu nellacittä. Inteso a tradire fu tradilo eglistesso. Cane, lutlo sapeudo . I’ aspettavaenlro la eiltä nella notte sceita per lasoi’presa. Furono morli ud iinprigionaliquelli che entrarono priuii; assalili, ro-vesciali, perseguituti fino ai confini dellaloro provincia i riinasli al di fuori. LoScaligero allainenlc lainento la rottafede; invoeo Venezia custode clelle con-di/.ioni; diessi a guastarc le lerre deiPadovani e, sotlomesse le castella di Mon-tagnana, Este, Monselice, minacciö d’ as-
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sedio la cilla. 11 popolo, accusando Ma-caruffo, reo delie pubbliche calamitä, locostrinse cogli amici della indipendenzaa eercare sieurezza uell’ esilio. 1 favoreg-gialori dei Carraresi raccolsero il senatodei decurioni acciö deliberasse iuloruoalla salutc della patria, c i! 2« luglio 1518segno la fine della rcpubblica e il co-miuciamento del principato nella personadi Jacopo da Carrara .
Jacopo fratlö iminediatamcnle Ja pace,ma se piueque ailo Scaligero privato eprigioniero, libero e signore gl’increhbe,agognaudo egli pure d’aversi Padova sog-getla. Prclesti per rigetlarc le propostecondizioni non niancarono. Lo Scaligeroslringe Padova coil’escrcilo, riinpetto alleniura di essa alza un castello, distornaiJ fimne che la bagna. Jacopo implorasoccorso dai Veneziani , ma senza frutto;vuol abdicarc cd e impedito dal popoloche nel pericolo cstremo gli raccomandale proprio sorti. Allora s’accorda col contedi Gorizia aeciocche tenga la cittä a no-me del duca (F Austria Fedcrico, da pa-rccchie cittä d’ Italia riconosciuto re deiRomani. Fermate le condizioni, un uffi-ciale alemanno vennc a prenderne j>os-sesso (1320). Da quel moniento le fazionigucrrcsclie cambiarono: Jo Scaligero sceseagli accordi, c la pace vennc concliiusa.
Morlo Jacopo (1324) lasciö crcde suoilipote Marsilio, per a'Jabilitä c corlesiacaro al popolo, invidialo da suo zio Ni-colo autorc d’infame congiura per dare aCanc la cilla. Trapelarono le praticlic,per lo che Nicolo salvossi a Venezia , icomplici suoi inandaronsi ai confini. Eglipeni, levale milizie, radunati fuoruscili,indeltatosi collo Scaligero, corse depre-dando il territorio, per vemliearsi dellacasa spianata, dei beui conliscati, dei figliprigionieri. Peggiorava la condizionc dellacittä il presidio tedeseo, giä aecorsovi persedare precedenti tumulli, e dal disordineincoraggiato a licenza. ln lali estremitäMarsilo s’ avviso di eongedarlo , trallocon Cane, e gli eonsegno Padova ii 10seltenibrc 1528.
Lo Scaligero ridonolle colla pace l ab-bondnnza. Disse al popolo helle parole ,presento i nobiii , costilui Marsilio suovicario, e morendo raccomando a cosluii proprj nipoti. Essi tuttavia l’ebbero insospetto, ond’egli altese che Veneziani eFiorentiui, Stretta insieme alleanza controla soverehiante polenza degli Scaligeri ,campeggiassero presso Padova . Schiusauna porla ve gl’ introdusse e n’ebbe in