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nete i diritti dell’ impero e deila sua fa-miglia.
II A giugno 1509 Leonardo Trissinofuoruscito di Vicenza , ne prese possessoa nome dell’imperalore, a cui era desli-nata nel parteggio deila repnbblica diVenezia . Ma appena questa riprese 1’ of-fensiv», lenld il riacqnislo di Padova .
Andrea Gritti presenlossi alla porlaCodalnnga, menlre Crisloforo Moro di-vertiva l’attenzione con un falso attaceoa! Porlello.
11 17 luglio Padova ritornö ai Yene-ziani quaSi senza »Avedersenc, II di se-guente s’ arrese il caslello.
I Veneziani non dubilando che Ma.ssi-miliano non si chnentasse a ricuperarePadova , la posero in uno slalo formida-bile di difesa. inlrodncendovi im presidiodi 2B e piCi inila uomini, nioltissinie ar-tiglierie e nuinizioni e 1’alTorzarono confosse, baluardi e con una triplice lineadi fortificazioni.
Per destare negli abilanli e nelle Iruppe1’entusiasino, il (iglio del doge con 100giovani palrizj andd a chimlersi in Pado\aper dividernc i pericoli. Ulilissimi riu-scirono tulti eodesti apparecchi pcrclie,sc,eso in Ilalia Massiiniliano con un eser-cito di 80 inila uomini e ‘200 cannnni ,pose 1’ assedio alla eiltä.
Presenlossi alla porla di Santa Croee,nva leiiipeslalo dal -l'uoco ilolla piazzaIrasferi gli aHoggiamenli al Porlello enel convento deila beala. F.lena l'ermd ilquartier generale.
Stil qtiinlo giorno scopcrle le batleiie,fulminö tutta la linea d’assedio e quatü'ogiorni dopo parvero in piü Juoglii prati-cabili le brecce. Massiiniliano ordinö 1’ as-sallo pel bastione deila porla Codalnnga.1 fanli tedcschi spingendosi a Inila possaper monlare alla breccia , affoltandosi inun lerreno inolliccio, salendo a disagio,conibaKendo eorpo a corpo in sito angu-slissimo, perdeltero niolli dei loro e ro-vesciali nellä fossa ricoverarono alle tende.OslinatosiMassiinilianoconqnassö !o squar-eiato bastione colle artiglie'rie franccsi edopo due di rinnovö l’assallo.
I fantaccini alemanni e spagnuoli ga-reggiarono in valore , gli uni animandogli aItri coli’ esenipio , sostonulo furiosoconibattiinenlo, si slabilirono sul baslione;ma i Veneziani abbandonandolo appicca-rono l'uoco alla mina sottoposta.
Sgomentato dall’ improvviso sinistro eZitlolo da Perugia avendo nella conl'u-sione rimaceiato nel eampo i sopravve-
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gnenti, il 3 otlobre del delto anno 1809Massiiniliano leNÖ il eampo e ricondusse1’ escrcilo a Vicenza dove in gran parlevenne disciolto. Da ciö si rileva essere intutlo falsa la popolare credenza , che lacolonna eretta a non grande dislanza dallaporla Codalnnga segni il punlo lino alquäle 1’ imperatore Massiiniliano inoltröcoli’ esercilo.
Merila d’ esser lella a questo proposilo1’ elegante memoria dell' abate ArrigoArrigoni, giä prefelto in Padova del civicoarchivio, nella quäle si prova essere quellacolonna un monumenlo deila lamigliaCapodilista
Da quell’ epoca Ire secoli decorserosenza ciie Padova fosse per politiche vi-cende disgregala dalla repubblica di Ve-nezia . La pace , il tempo, la inilezza dibenelic.o governo originarono 1’ avvicen-daniento di eure malerne, di liliale devo-zione e la cilta seppe apprezzare un do-minio che, imposlo silenzio all’armi, go-deva nel!’ esercizio dell’ arti e de’beglistiulj feeondare i germi deila pubblicaprosperilä.
Posla in seguito l’Luropa sossopra dalleguerre napoleoniclie, Padova fu occupatadai l’rancesi nel 1796. Geduta pel Iratlalodi C.ampoformio , accolse nel giorno ‘20gennajo 1798 gli eserciti austriaci inviat'ia governarla in forma provvisoria. FuinKnamenle oocupala dai I’rancesi sulcominciare del 1801 ; iudi ai B d’ aprile\i ricnlrarono gli Austriaci.
La pace di Presburgo cedetle allal’rancia tutlo ciö che l’Auslria possedevanei (lominj veneti.
Giä le truppe francesi erano in Padova lino dal mese di novembre del 1805 :fece in allor'a parle del regno d’ Italia ,come capolnogo del dipartiincnlo delBrenla, cd ebbe lilolo di ducato, cheP imperatore Napoleone assegnö al gene-rale Arrighi.
Nel 1813 lornö sotto il douiinio del-1’Austria , fu aggregata al regno Lombardo-Veneto, e lino ai di nostri non soggiacquead altri nuitamenti politici, tranne i duemesi circa di governo provvisorio, con-seguenza dei Unnulli del 18A8.
Divimta’ pacane adorate mel Padovamo. —Che nel Padovano si venerassero gli deiPenali lo dimoslra un' antichissima la-pida giä ritrovata in Abano e recata in-cisa in legno dal Pignoria , intorno allaquäle cosi egli parla : « Dalla forma deicaratteri c dalla materia del marino io1’ ho per la piii antica memoria ehe ab-
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