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[Volume primo. Parte seconda.]
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biamo nella nostra eilta e forse in tullaEuropa, per quello die tocea al cultodegli dei Penali ». L'onservasi essa tut-tora in Padova e forrna parte di un pi-laslro soslenenle una casa press» le Bec-cherie Fecchie di fianco alla Universitä ,nia essend» coperla di calce viene toltaalla visfa del pubblieo.

Ancbe la dea Vesta ebbe culto in Pa-dova . se pur dee tenersi conlo d’nnalapida tuliaviu conservala, beuche talunodubiti della sua aulenlicilä, sapendo c^enelle sole ciltä di Alba e di Tivoli , obreKoma, essa dea onoravasi.

Giunone pure fu qui anticamenle ve-nerata; anzi da qud luogo di Livio incui accenna il lempio veccliio di quelladea, puo argomentarsi die n’esislesse unaltro piii recentemenle in onore di leiinnalzato.

II culto prestato alla dea Concordia fuparlicolare ai Padovani in guisa che vennestituitf) un sacerdozio detto de’ Coiicor-dialij il quäle perö era di grado inferiorea quello degli Augustiali e forniava unordine di societa, medio fra gli Augustialistessi e la plebe. Di questi Concordialinon fa parola veruno degli anlichi scrit-tori lalini, ina soltanto alcune lapidi ingran parle quivi conservate.

Egunlmente peculiare al lminicipio pa-dovano fu i’oracolo di Gerione die ve-neravasi in Abano e di cui il solo Sve-tonio reca memoria nella vita di Tiberio .Ne men eeiebre fu in Abano il culto pre-slalo a quelle aeque termali, culto cheviene altestato da otto iscrizioni votive,l itrovate parle in antico , parte recen-lemenle in quelle vicinanze. Finalmenledie in Abano si venerassero Esculapio ed Iside , mostralo evidenteinente unastatua di Esculapio disolterrala nel 1766negli seavi pralicati in Montegrotlo epoi depositala nella biblioteea Mareia-na di Venezia ; un frammento di la-pida ivi pure Irovato e recato dal Pol-castro ; ed una iscrizione che tult.oraconservasi nell’Accademia di scienze, let-lere ed arti.

Nou sara inopportuno il far qui cennodel collegio de’pontelici die solea esservinelle ciltä soggette a Koma e che nep-pure mancö a Padova , poiche nel niesedi luglio de! 1810 fu ritrovata , a inezzomiglio circa fuori della porta di SantaCroce , 1111 a grande pietra di maciguoeuganeo 1 di figura parallelepipeda, diedev’ essere stala la liase d’ una statuaeretta in onore di uno de’ pontelici pa-

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dovani , con la seguente iscrizione ingrandi e mlide leltere: Q. Camerio. Q. F.Culleoni Pontifici. (die vi fosse anciie ilcollegio degli augiiri comprovasi per viadi qud Cornelio die st-ando sopra uncolle euganeo, predisse la vittoria di Ce-sare; e dei 1’ iscrizione di Seslo Pompeorecala dal Grnlero, (die nel 1562 trovossia Carrara , villa del territorio padovano,la quäle iscrizione e scolpila sulla pietrache servi poi di sepolcro a Galearea mo-glie di Marsilio da Carrara, come narralo Scardeone , ed ora conservasi nel museoObiciano al Catajo.

Dioc.esi. — La sede vescovile di Pado-va vuolsi eretla nd secolo I, suffraganeadel patriareato d’ Aquilcja, poi di quellodi Venezia , di cui lo e tuttora. Giuslaquesla opinione il primo vescovo sarebbeslalo Sau Prosdocimo, greco di nazione,discepolo di Sau Pietro, die 1’ avrebbeordinato vescovo nd 66 e spedito a Pa-dova a prediearvi il Vangelo; nia sicco-ine gli storici ecclesiaslici ässeriscono cheegli morl nel 159 cosi sarebbe vissuloper Io ineno 115 anni.

A lui nel 160 succedelte San Massimode’ Vilaliani, padovano, che governö per27 anni e mori nel 166.

Nd 168 divenne vescovo San Fidenzio,armeno, ch' ebbe la eorona del marlirio.

, 'Fra i successori si ricordano San Leo -nino, padovano, del 256; Sanl’Ilario, ro-mano, del 562; il bealo Severiano Danlo,jiadovano, del 619; Keracelo, ilaliano, del628; che per la totale desolazione di Pa-dova cagionata da Attila , si trovö eoslrel-to d’ impelrare da San Leone I di tra-sferire la sua sede vescovile in Malamoc-co, ed ivi mori.

Giovanni, padovano, del 656, fu il se-condo vescovo che visse in Malainoeco, ejirocuro 1’erezione della caltedrale.

Gli succedelte nel 657 Cipriano, italia -no, che in Malamocco come vescovo diPadova sedetle 58 anni.

Nicolo , padovano, del 695, per averTeodorico reslaurata Padova , lasciato do-po due anni Malamocco, reslitui alla pa-tria il seggio vescovile e la governo al-tri 10 anni.

Nel 551 il bealo Pietro da Limena;nel 594 Feliee HI, italiauo, che dopo lerovine cagionate a Padova dai Longobar-di, fu olibligato passare al solito rifugiodi Malamocco, ed ivi mori.

Nel 611 gli succedelte Audacio, greco,morto pure in Malamocco; e nel 620 fuvescovo il padovano Tricidio Fontana, il