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[Volume primo. Parte seconda.]
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nuciva polla. Dopo varie ricerche, guidalosempre dagl’indizj del terreno circostantee dai gemitivi d’acque di quel contorno,gli riusci, facendo scavare sollo un granmasso di lufo, di scoprire a qualche di-stanza dalla fonle principale, il di 19 aprile1779, tre vene d’acqua minerale, che cercöracchiudere in apposito condotto , endenon si dovessero confondere con le polled’aequa dolce che loro erano vicine. Que-sta sorgente porta adesso il noine del suoscoprilore.

Finalmente siamo giunli a GemelloVilla, il primo che, investigando la corn-posizione delle acidule di Hecoaro, diedeal principio acido volatile del Beccari edair«n'a (icido-vitriolica di Lorgna il nornedi acido carbonico.

L’analisi del medico dottor Villa com-parve in un giornale che stampavasi aPavia sotto la direzione del professoreßrugnatelli. Strelto l’autore a dover fer-marsi a Valdagno per attendere alla gua-rigione di un suo malalo , gli nacque i !pensiero di metlere a profillo il tempoche riinanevagli libero , con l’intraprendere qualche gita montanistica in quedinforni, e principalmente a HecoaroQuantunque l’escursioni del Villa fosseropiuftosto dirette a Lien osservare la slrut-tura de’inonti, che a conoscere la coin-posizione delle acidule, ciononpertantoja loro vicinanza al luogo di sua dimoragli risvegliü il desiderio di fare su d’essealcuni sperimenti, fra cui i piü essenzialifurono eseguiti alla fonle. Dal cumulo deifatli raccoili e degli avuti risullamenti sitrovd in grado di poter giudicare sullanatura dei componenti, e presso a pocosul loro valore. Dopo fatte alcuno con-siderazioni intorno agli effeüi che pro-duce sull’acqua acidula il calore dell'at-mosfera, il Villa passa a dimostrare cheil gas , di cui si spoglia quando rimaneall’aria lihera, e propriamente acido car-bonico, e non altro. Ecco riepilogati i ri-sultamenti di quell’analisi.

t. li color rosso assunto dalla linluradi tornasole lo assieuro della prevalenzad’ un acido libero. La tintura di violespiego nell’acqua un colore \erdiccio,prodotlo non giä dagli alcali che man-cano nella minerale, sibbene dalla ealce,dalla magnesia e da altri principj con-tenuti nella medesima.

2. La potassa pure produsse nell’acquadelle nuvolette, che poi calarono al fondosotto forma di una maleria. bianca.

3, I| uiedesimo eöetto consegui pure

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daH’ammoniaca : se non che la mibe biancasi soslenne per qualche tempo sospesasul iiquido.

U. Col carbonato di potassa ottenne su-bito lo stesso primo fenomeno, e la pre-eipitazione in bianco fu piü abbondante-,che con gli altri due reagenti alculini.

8. L’acqua di calce intorbidö notevol-mente la minerale, inolta porzione calöal fondo ; e questa, trattata con gli acidi,si moströ effervescente; 1’ altra porzioneritnase sospesa nel Iiquido.

6. La magnesia caustica gettata nel-l’acidula cadde al fondo poriando secoun precipitato ehe si avvicinava al coloredell’ocra.

Dalla somma di questi ed altri spe-rimenti il dottor Villa ha creduto di po-ter dedurre 1' esistenza nella minerale :1. dell’acido carbonico tanto libero checombinalo; 2. della calce tanto allo statodi carbonato, quanto a quello di solfato;

5. della magnesia, e questa non solo allostato di solfato, ma ben anche di carbo-nato ; 4. del carbonato di ferro, in copianotabile se l’acqua sia di rccente altintaalla fonte; 8. dell’acido solforico, saluranlenon solo la calce, ma anche la magnesia ;

6. dei maleriali capaci dicolorarein verdela tintura di viole, tranne perü qualun-que alcali, non avendo egli potuto rico-noscerne l’esistenza. Tutte queste dedu-zioni peiö seinbrarono al Villa alquantovaghe; quindi, affinche riuscissero piüfondalc, passd albevaporazione deU’acqua ,non senza richiamare alla mente del let-tore i fenomeni che dapprima aveva os-servati duranle questa operazione. 11 se-dimento otlenulo a fuoco mite in piügiorni da libbre 60 di acqua mineralepesava once due , dramme tre e graniventuno. Esso era di color giallo-bruno.Vi gellö sopra 1’acqua distiituta ; e agi-tando frequentemente il Iiquido , facilitöla soluzionedei sali in esso so’ubili; dopomolle ore passö l’acqua pel filtro; sva-porö a fuoco lento la soluzione ; e la-sciata poscia a placida cristallizzazioneuna piccola parte di essa , ottenne deicristalli quadrangolari, che riconobbe persolfato di magnesia. Onde allontanare ildubbio che il solfato di magnesia potesseavere a compagno il solfato di soda,sciolse una porzione del sale, e la traltöcon l’acqua di calce fino ’a saturazione,precipitando cosi tutta la magnesia, econ essa il solfato di calce che in questocaso vi si forma; indi verso nel fluidouna soluzione di muriato di calce. Da