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[Volume primo. Parte seconda.]
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ROV

strumento rtirale. II Uno e la canape,ma sovratulto la seconda della qualiräoccorrente per la niarina e per le teleusuali, sono arlicoli ricercatissimi e ehepagansi ad alto prezzo attesa la loro du-rata : il commercio di essi viene facilitatodai fiunii laterali alla provincia, nonehedalle strade inlerne omai ridolte a eo-inodo transito.

La seta non da oggidi molto profilto,nia in addictro costituiva nna importantederrala, poiche sappiamo che nel 1796questa sola piazza ne avea venduto per40,000 zecchini. La liera che vi si tienein ottobre per otto giorni escluse le fe-ste, cominciando daf 20, ä assai frequen-lata, ma non e piu si celehre come inpassato per la razza de’eavalli esclusiva-jnente proprj della provincia, e delli ap-punto perciö Polesanij cavalli nali e man-tenuti nelle sue vaste praterie a pubblicoe privalo vanlaggio, e che pur tuttodisi ricercano.

11 niercato ha lnogo nel niartedi, gio-vedi e sabato d’ogni settimana,

Notizie storiche. — Non e cosa facile ildeterminare in quäl tempo Rovigo comin-ciasse ad aver posto considerevole tra lecittä della Venezia : situata in paese bas-so, soggetla alle alluvioni dei due mag-giori fiumi d’Italia , surse e perl: ebbe co-inuni le sue vic.ende, da’primi tempi cri-stiani fino al principio del medio evo, conl’antica cittä di Adria , e oo’ luoghi giämolto ragguardevoli di Gavello, Lendi-nara, Badia, Cavarzere e Loreo, espostipur cssi, per la loro situazione, alle stessesvenlure.

lneerta egualmente e l'etiniologia delsuo nome: l’Arioslo fece di quesla cittä laTerra delle rose, il Nicolö la chiainaBuon Vieo, non senza dare in istrancconghietture, allri infine BodUje: per noibasti l’accennare che latinainente appel-lasi Rhodigium.

Rovigo era il capolnogo d’un vasto ter-ritorio accresciulo con quelio della di-strutta Ga\ello, l’anno 859, coine ricavasida un solenne placilo ivi tenuto in detloanno da due vescovi, 1’ uno mandato dalpontefice, l’altro dairimperatore, con du-chi e corteo di vassalli.

La misera condizione di que’tempi po-nendo le minori cittä d’Italia inetle a di-fendersi da sole, nella dura necessilä didarsi a qualche signore potente anzicheessere sopra falle, anchc Rovigo videsi co-stretta a scegliere questo partito.

11 primo ad aver dominio del Polesine ,

VEVETO

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con residenza in Rovigo stessa, fu certoAhnerigo detlo gloriosi&simus Marchio,ri< co di molti bcni, forse francese perchediceasi sottoposlo alla legge salica, ed at-linente per parentela ad Ugone il Grandemarchese di Toscana : quest’AImerigo e adogni modo il primo di cui fa cenno lastoria. Ad Ugone semhra essere pervenutal’ereditä di iui e di Franca sua moglie,tranne nna parte lasciata alla chiesa diAdria e all’abaziadi Vangadizza. Da Ugo-ne poi il dominio di Rovigo credesi tra-sferito per via di feminine ad Oberto fi-gliuolo di Adalberlo, slipite della casad’Este. Il eastello con che venne presi-diata la cittä e probabilmenle opera diAhnerigo o de'suoi anlenati;non essendosupponibile, come vogliono aleuni, lo edi-ficasse Paolo vescovo d’Adria, nel 920,poiche qnel prelato, povero, senza forze,fuggiaseo dalle incursioni barbariche emoleslato da’suoi, non poteva aver mezzine tempo da costruire un forte per il ri-covero che sul momento occorrevagli. Co-mincia bensi dalla della epoca la resi-denza de’vescovi d’Adria in Rovigo perholla di Giovanni X non interrotta fino alpresente.

L’imperatore Oltone I, verso la metädel secolo XII, diede o confermö la si-gnoria di Rovigo e del suo territorio adAlbertazzo I marchese d’Este.

I successori di lui lo tennero fino al1285, nel quäl anno la repubblica pado-vana ne compero a danaro una parte;dopo di che gli Eslensi passarono a Fer-rara col titolo di inarchesi d’Este, contidi Rovigo e duchi di Ferrara.

II Polesine di Rovigo divenne in se-guilo causa di iitigi fra i Carraresi di Pa-dova, gli Estensi di Ferrara e i Veneziani .Nicolö III d’ Este lo impegnö a questiper 60,000 ducati d’oro e non n’ebbe larestituzione che nel 1457 , come prezzodell’ abbandonata alleanza con FilippoMaria Visconti .

Finalmente nella pacefatla tra il ducaErcole I e la repubblica, fu definitiva-mente ceduto a Venezia l’anno 1484.

Duranle la dominazione degli Estensi,Rovigo era governata, da un viceconte :sotto a' Veneziani la reggeva un patriziocui veniva dato il titolo di Podestä_, capi-tano e provcedilore generale di tntto ilPolesine. La cittä era poi rappresentatada un consiglio maggiore composto di62 cittadini, i quali eleggevano gli ufficjsubalterni, cioe i regolatorij i provveditorialle rittuarie , ed altri sopra gli argini,

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