SAG
ladini, omministrava la giustizia cosi ci-vile come criminale, e dalla sentenza diquesti portavansi le appellazioni al capi-tano.
Rilevasi ancora daü’accennalo slaluloche due erano i consigli, l’uno maggiore,I’altro minore, il quäle consiglio di cre-denza norainavasi: inollro v’avea purel’adunanza di tutto il popolo, col nomeantico di concione.
ln questa assemblea, di cui era presi-denle il capitano, si facevano gli ordina-raenti c si proraulgavano le leggi, ehevcnivano poi soltoposte all’approvazionede’ patriarehi.
Si eleggevano eziandio uella deüa po-polare concione lulte le subalterne ruagi-strature e gli altri uffici della cittä.
Ecco il sistema di civile governo conche si reggeva Sacile solto i patriarehid’Aquileja . che n’erano i teniporali si-gnori.
In mezzo alle politiche vicende chesconvolsero l'Italia in sul cominciare delsecolo XV, Sacile, eh’era slata reiteratevolle assediata, e presa quando da’ Ca-minesi, quando dagli Ungheri , e quandoda Francesco di Carrara, si College con laRepubblica veneziana stipulando nel 1411duraturo per un decennio il patto d’ al-leanza; ina nel 1419 la cittä davasispon-tansamente alla della repubblica, onderitrarne piii efficace protezione.
La repubblica infaUi spedi allareggenzadi Sacile un nobile del consiglio maggiorecol titolo di podeslä e capitano, e confer-ino le consuetudini e gli statuti con varjdecreti emanati negli anni 1433 e 1453.D’allora segui sempre le sorli di quelgoverno, linche passö a formar parle delregno Lombardo-Veneto.
Degni per altro di speciale menzionesono i fatti d’ arme avvenuti nelle suevicinanze in marzo del 1797 e in apriledel 1809.
Fel combaltimento del giorno 12 marzo1797 la vanguardia dell’ esercito francese potä passare il Livenza inseguendo la re-troguardia dell’esercito comandato dal-l’arciduca Carlo. — V. Piave.
Piü micidiale fupoi lo scontro del 1809.Il 10 d’aprile l’arciduca Giovanni, var-cala la soramitä dei monti al passo diTarvisio, e superato, non perö senza qual-che difficoltä per la resistenza dei Fran-cesi comandati dal principe Eugenio,quello della Chiusa, s’avvicinava al Ta-güamento.
Al tampo stesso con abbondante cor-
SAC 618
rede di artiglierie e di cavalleria passaval’lsonzo, e minacciava con tutto lo sforzode’ suoi la fronte de’ Napoleeniani.
Fuvvi un feroce incontro al ponte diDignano, perche quivi Broussier combattemolto valorosamente.Ma ingrossando viep-piü nelle partl piü basse gli Austriaci ,che aveano passato l’lsonzo, Broussier siriparö per ordine del viceresulla destra;che anzi, crescendo il pericolo, andö ilprincipe a piantarc il sno alloggiamentoin Sacile, nttendendo continuamente araccorre in queslo luogo tutto le schiere,si quelle che avevano indietreggialo, co-me quelle che gli venivano dal Trevisanoe dal Padovano.
Stringevano j Tedeschi d assedio le for-tezze di Osopo e di Pahnanova, Eugenio,rannodati tutti i suoi, eccelto quellt chevenivano dalle parti superiori del regnoItalico e dalla Toscana , si deliberava adassaltar 1’inimico, innanzi ch’egli avessecol grosso della sua mole congiunto lealtre parti che a lui si avvicinavano. Delquäle consiglio (dice Botta) nonche lodare,biasimare pinltosto si dovrebbe il prin-cipe ; poiche sebbene l’arciduca non avesseancora tutte le sue genti adunate in unsol eorpo, tultavia sopravanzava non pocodi forze , e non che fosse dubbio il ci-menlo , era da temersi che gli Austriacisarebbero riinasti superiori; che, se con-veniva all’arciduca , siccome fornito dimaggior forza, il dare dentro, non con-veniva al principe, che 1’ aveva minore:doveva Eugenio in queslo caso anteporrela prudenza all’ardire.
Erano i Francesi ordinati per modonei contorni di Sacile, che Seras e Seve-roli occupavano il canipo a destra, Gre-nier e Barbon nel mezzo, Broussier a si-nistra : le fanterie e le cavallerie del re-gno Italico fonnavano gran parte delladestra.
Fu quest’ala la prima ad assaltare iTedeschi , correva il di 16 aprile: destossiuna gravissima contesa nel villaggio diPalse, da cui e questi e quelli restaronoparecchic volte cacciati e rincacciali: isoldati italiani combalterono egregiamen-te; cid nondimeno Palse rimase in pote-stä dell’ arciduca: e giä i Tedeschi , mi-nacciosi, colla loro sinistra, fornitissimadi cavalleria, insistevauo; la destra daiFrancesi molto pativa; Seras e Severolisi trovavano pressati con urto grandissi-mo ed in grave pericolo.
Sarebbero anche stati condolti a malpartito, se Barbon dal mezzo non avessemandato gente fresca in loro ajuto,