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[Volume primo. Parte seconda.]
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nile, nella cui eima e un indizio del gu

sto orientale.

Non mancano nel convento alenne pit-ture ehe possono essere ricordate. come,nel refeltorio, la Cena del Novelli, o nellavölta della libreria tre qnadri di Fran-cesco Zugni.

, Nella chiesa vedesi ima copia della Ver-gine di Sassoferrato dipinta da nn tnrcoconvertilo, noniinato Giovanni Emir.

Duo tombe sospese ai lati esterni dellachiesa ferinano l’atlenzione del i'ore-sliero.

Qnella gotica raecbinde la salma di nnantico direttore dell’isola al tenipo in cuieravi F ospedale.

L’ultra, di mariuo reeente, aspella leceneri del cavaliere Alessandro Raphael,armeno dell’Indie, il cui padre donö al-cuni fondi per islitnire nn collegio ar-meno in Venezia .

Un’iscrizione lapidaria ricorda la visitache fece a S. Lazzaro Pio VIl, allorchefu consacrato papa nella chiesa di S. Gior-gio Maggiore.

Intralasciando di descrivere il refetto-rio, le celle e le altre parti dell’edificio,le quali cose tutte rassomigliano ad ognialtro stabilimento di simil genere, fare-nio alcun cenno della biblioteca,

E’ dessa una bella sala adorna di imbusto in inarmo rappresentante l’elfigiedel venerando padre Meohitar fondatoredell’ ordine.

Ivi conservansi importanti codici ina-no«critti armeni dell’VIII e del IX secolo,oltre parecchie preziose edizioni, fra lequali la Bibbia magna in otto lingue; laBibbia poliglotta di Walton a cui e unitoil dizionario di Castelli, opera rarissima;la migliore edizione che si conosca deiPadri greci e latini; le Orazioni di Ci-cerone degli Aldi; le Opere di Byron spe-dite ai religiosi di S. Lazzaro dall’editoreMurray di Londra .

Fra le cose notevoli veggonsi: un avanzodel monte Sinai portante caratteri Sama-ritani; un papiro dell’Indie orientali; unainumniia di tremila anni ornata di perlesimili a quelle di Murano ; mappamon-di, ecc.

La tavola lunga nel centro e quella sucui studiava lord Byron allorche prendevalezioni di lingua armena.

La biblioteca orientale offre la raccoltadi tutte le opere uscite dai tipi del con-vento noncht di quelle degli Armeni diCostantinopoli e di altre contrade; unevangelio che dicesi abbia appartennto

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ad una regina d'Armenia nominata Melke;e finalmente una splendida Bibbia per-siana adorna di vaghi disegni.

Il libro ove sono inscritti i visitatorie degno anch’esso d’osscrvazionc.

Tra i nomi che vi si leggono cileremoi segnend: Lord Byron , il quäle, sia pervanitä sia per modestia, aggiunse al pro-prio nome la voce 1 nylese. Elena gran-duchessa di Russin . Enrico (duca di Bor-deaux) due volle; accoinpaguatola primadal duca di Levi, dal visconte de Rest edal signor Villaret Joyeuse; la seconda,nel 1857 , segm'to soltanto dal duca diBlacas. Maria Cristina di Spagna (1842).Luigi re di Baviera (1841, sotto il nomedi Luigi conte di Augusta). Il re di AViir-tenberg. Alberto arciduca d’Austria. Ilprincipe e la principessa di Wasa. 11conte di Siracusa. Stefano arciduca d’Au-stria. Ahmed Fetlii Pasciä (1838). II ducadi Brunswich. 11 duca di Modena e la suafamiglia (1842). ResCid Pascia , ministrodegli affari esteri della Sublime Porta .Maria Luigia duchessa di Parma. Ales-sandro principe ereditario di Russia (1838).E molti altri ragguardevoli personaggi.

Fra le eelebritä politiche, letterarie odartistiche trovansi i nomi di : AugustoThiers, Gilizol, Salvandy, Sauzet, GiorgioSand , Delavigne, Alfonso Lamartine, Al-fonso Royer, Fulgenzio Girard, Carlo No-dier, Tonvaldsen e Rossini, L. Robert,Donizzetti, Ferdinando Hiller, Maria Ma-libran, Adolfo Nourrit, ecc.

11 convento possede inoltre un piccolomuseo di ritratti dei principali meinbridella comunilä, ed un gabinetto di fisicacontenente un magnifico telescopio.

Inline vuolsi ricordare la tipografiadove assai splendidamente si stampano li-bri armeni, greci, latini ed italiani; mapiü che altro armeni, tendenti a pro-muovere l'educazione; i quali, posti incommercio, si vendono lutti in Oriente, echiaro dimostrano cosi la operosa sollecitu-dine, come il profondo sapere di queipadri benefici ed ospitali.

Fra le opere quivi stampate citeremole piü recenti: una traduzione di Omeroin versi armeni, fatla dal P. Elia Toma-zian, traduttone dell’intero Plutarco j unatraduzione dei discorsi sulla Storia uni-versale di Bossuet; di Telemaco ; delleStorie di Rollinj del Fiaggio di Ana-carsi, dal francese; del Paradiso perduto di Milton, dall”inglese ; della ,'dorte diAbele di Kermea, dal tedesco ; ed altremoltissime.