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rolamo Paliario, che ancora sussiste, Lavicina fontana e di ottimo disegno delCinquecento, probabilmente di Giovannida Udine, e ricorda le fontane di Roma .Essa rimase, come le altre minori dellacittä, lunghi anni asciutta, ma, non haguari vi si fecero nuovamente gli acque-dotti di pietra e le si ridonö 1’ acqua.In questa piazza vedesi pure la statnadella Pace, che Napoleone voleva innal-zare a Campoformio in memoria del fa-moso trattato iviconcliiuso. Appiedi dellastatua leggesi il nome dello scultore Co-molli unito a quello dell’architetto Va-lentino Presani, con la direzione e coldisegno del quäle fu ivi collocala. Leiscrizioni latine che leggonsi sulla bassfurono dettate dall’ abate Morcelli.
Nella piazza S. Cristoforo e degno diconsiderazione il profondissimo pozzo sca-vato nel sasso, il quäle si ridusse a pub-blico uso e beneficio sotto il prefetto Teo--doro Soinenzari, ed e 1’unico che siaaperto de’ cinque decantati pozzi, la cuiorigine risale a rematissimi tempi, e chefece ristaurare il patriarca Raimondo dellaTor re.
La piazza A'. Giactmio, chiamata ancheil Mercato Nuovo, ftu lastricata fin dal-l’anno 4487 c fillta di begli edilicj. Lafontana che inuiezzo nuovamente vi gorgo-glia, e disegno fatto con l’approvazione diGiovanni da Udine ; e 1’ antica colonna,lavoro del qualtrocento , eon sopravi laVergine, merita particolare osservazione,non altrimenti che la cisterna situata inun angolo della piazza, e nell’epoca stes-sa costrutta.
Giardino. Ad occidente ha la magnificavista del castello e della collina su cuie piantato, la quäle, allorquando si dannole corse dei barberi, essendo tutta co-perta dal popolo curioso offre uno spet-tacolo singolare. Alzasi dirimpetto il tempiodella ß. V. delle Grazie, c il suo immen-so convento: dai lati torreggia una lungalila di palazzi e di minori case. pittore-scamente disposte, una parte delle qualiviene lambita dall’acqua che poi corre aformare in un canto del giardino un’i-soletta ed un lago.
Nel tempo del governo italico venneagli Udinesi il pensiero di riformarlo men-tre allora non prescntava che lunghi vialiirregolarmente piantati. Siffatta idea benconcepita , non sorti poi una corrispon-dente esecuzione; imperocche, senza trarpartito dalla singolarita della situazione,ricorsero ad un cotal Antonio Lerner in-
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gegnere polacco, il quäle, tagliati gli an-tichi maestosi alberi, tirar fece nel mezzouna regolarissima elissi.
Passeggi. Uno e fuori della porta Po-scolle sulla strada maestra che mette aa Codroipo ; un altro fuori di quella diGemona, conducente in Germania . Il pri-mo ha due viali magnifici, ombreggiati daalberi altissimi, e termina con un tor-rente. Alla destra uno stradone fiancheg-giato da lugubri cipressi guida al gran-dioso cimitero dianzi edificato dall’archi-tetto Valentino Presani.
Assai piu svariato e 1’ altro passeggiosulla via di Gemona . Quivi un sol vialesi trova, ma questo e sinuoso e dalle caseinterrotto. Hawi presso il canale, ed oras' incontra un mulino, ora e tagliato daponti rustici che mettono a villerecci abi-turi. Il paesetto di Chiavris gli sta a capo.
IsTITllTI SCIEMTIF1C1 E D’lSTRUZIOME. - L’aC-
cademia agraria di Udine , una delle pri-me ad essere instituita nelle provincievenete, si occupa di cose scientifiche eletterarie, ma particolarmente agricole. Edirelta da una presidenza: i suoi meinbrisi dividono in 52 ordinärj e 26 liberi, 12onorarj e 19 corrispondenti.
Oltre quest’acoademia avvi puresociazione agraria friulana teste rialtuataper cura del conte Mocenigo, la quäle sipropone di giovare possibilmente ai pro-gressi dell’agricoltura della provincia colfar conoscere i varj sistemi agrarj vigenliin altri paesi, col migliorare le razze ca-valline, bovine e pecorine, col propagarei melodi piü atti al pvogresso della ve-terinaria, nonche quelli relalivi alle ir-rigazioni, ecc., ecc.
La societä poi impartisce incoraggia-menti mediante distribuzione di premjper prodotti cereali, vini, sete, lane, api,formaggi, aratri, corse di cavalli, e perallievi cavallini, bovini e pecorini. Pub-blica un foglio settimanale, acquista se-menti, piante e modelli di macehine, creavivaj per gelsi, magliuoli, ecc., fonda unabiblioteca e un museo, non meno cheun tenimento modello con lezioni di agri-coltura, di agrimensura, tenuta di libri eveterinaria. 1 socj sono divisi in tre clas-si; le tornate si tengono due volte ognianno quando in uno e quando in altroeapo-distretto della provincia.
La pubblica biblioteca appartiene allamensä vescovile: come di giä notainmo,venne fondala dal patriarca Dionigi Del-fino, ma fu mano mano arricchita dai suoisuccessori e ultimamentc con la sceltis-