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sima Bartoliniana. Abbonda di codici ma-noscritti ebraiei, greci e latini, fra cuinotevolissiino e un originale del Tasso ;e va fornita d’ opere di vario argomentonon ineno che di molte pregevoli edi-zioni, alcune delle quali rarissime, come1’ Aristotele niembranaceo dell’ Aldo de-scritto dai fratelli Yolpi.
Provveduto di buoni libri e di pnree-chi giornali e il gabinetto di letlura; fio-rentissimo Pistiluto filannonico.
Per P educazione de’ niascbi v’ hannoil liceo, il ginnasio vescovile e il ginna-sio comunale; a quest’ ultimo e gnnessoun collegio convitto, dove i giovani dellepiü distinte famiglie eominciano dal ri-eevere i primi rndimenti e (erminano rolcoinpimento degli sludj lilosoliei.
V’e pure una scuola elementare mag-giore cui atlendono nove maestri e uneatechista sopravvegliali dal direltore.
Le feminine ricevono educazione in unascuola elementare maggiore cui si consa-crano quattro maestre oltre un catechi-sla e il direttore; nel collegio delle Di-messe, nel monastero di S. Chiara, e nelcollegio delle zitejle, islituto d’edueazionead un tempo e di beneficenza , assolula-mente private, sotto la sorveglianza d’uncoinmissario governativo.
IsTiTCTi pu.—La confraterniladi S. Marindei Batluti fece erigere nel seeolo XIIIVOspital maggiore, onde sovvenire i po-veri, raccogliere e curare gl’infermi. Glisi unirono nell'anno 1684 allri due o^pi-tali, uno che sussidiava gli infermi del-l’arte de’calzolaj e l’altro die accoglievagli esposti; poseia vennegli pure aggre-gata la commissaria Piani destinata amantenere e rimettere in salute i conva-lescenti dell’Ospitale, che a tal uopo sitra.sportano in apposilo e adatto localenella vicina frazione di Lovaria. Seguendolultora le regole delle primitive istitu-zioni raccoglie 160 infermi ed oltre a 500esposti.
Non e molto, nel 1846 -47, formossi ungrandioso progetto pel ristabilimento ela conveniente ampliazione dell’ Ospitale.11 disegno affidavasi all’iatelligcnza di unarchitetto segnalatissimo, Giuseppe Se-gusini, il quäle ben rispondeva alla co-mune aspettazione ed alla soinma im-portanza dell’incarico.
Nell’anno 1788 il P. Filippo Zeccalieresse co’proprj fondi V Orfanotrofio^ cheseguendo precisamente le regole del fon-datore accoglie ed alimenta luttogiorno44 orfani, di cui 22- maschi e 22 fem-inine;
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Il eomune di Udine somministrü nelseeolo XV e propriamente nel 1496 ifondi occorrenti per 1’ islituzione delMonte di Pietät istituzione che beneficataposeia dai generosi lestatori ottenne ri-levante aumento. Continua con la rile-nuta del lissato Interesse ad accordareprestiti in danaro contro il pegno cor-rispondente.
L’ interesse che si paga e del 8 per<‘ento annuo, esclusi i prestiti non ecce-denti una lira austriaca. La durata perla conservazione de’pegni e quella di 20mesi decorrihili dal giorno in cui ven-nero fatti. II Monte di Pieta di Udine euno de’ piü ricchi e meglio amministratidelle Province Y'enete, e di cio puo convin-cersi chiunque voglia esaminare per pocoil piano disciplinare di codesta benelicainstituzione slampato in Udine nel 1841.
Nella Casa delle Convertite si raccol-gono donzelle traviate o in pericolo ditraviare, le quali vengonvi educate e ri-mangonvi o fino a un collocamento odan che a vita.
Abbiamo piü sopra aecennato essere ilcollegio annesso all ’Orfanotrofio delle zi-telle un istitulo privato, ora aggiungiamoch’ esso orfanotrofio manliensi con ren-dite proprie, ed e destinato all’accogli-mento di fanciulle dell’ etä d’ anni 7 ai10. Compiuta 1’educazione si procura ilcollocamento in matrimonio col mezzo didoli dalle lire 600 alle mille delle fan-ciulle ricoverale.
Fin dalP ottavo seeolo esisleva una cor-porazione laica sotto il titolo di Ospitaleo Confraternita della SS. Annunziata de’Calzolaj. Aveva per iscopo la beneficenzacol soccorso ai poveri, con esercizj dipietä e di religione , e con 1’ accoglierein apposito ospizio e sonnninistrare me-dicinali ai proprj confratelli miserabilinonche alle loro famiglie. Il governo ita-Iico avocö le sostanze che si calcolavanodel reddito d’anuue venete lire 24,000,In seguito poi alle suppliche di chi rap-presenlava quella pia istituzione l’impe-ratore Francesco I ordinava, con sovranarisoluzione 8 novembre 1833, il ripristi-namento dell’ istituzione medesima, e lareslituzione dei beni avocati, nella parleche trovavasi tuttawa sotto l’amministra-zione della cassa d’ammortizzazione, collacorrisponsione de’ censi dal 1814 in poi.In conseguenza di ciö fu nel 1837 riat-tivata la Scuola o Confraternita de’ Cal-zolaj,
La Casa delle Derelitte e uno stabili-