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mento privato, istituito da qualche tempo,ma da ultimo sensibilmente accresciuto eperfezionato dal sacerdote Carlo Filla-ferro. E’ destinato all’ educazione dellefanciulle dell'infima classo con lo scopodi farle divenire huone servenli. Se neraccolgono alcune in convitto, altre inpura custodia diurna. In tutte sono circa5220.
Varie altre Commissarie separatamenleamminislrate spargononella cittä di üdinepietosi sovvenimenti ai poveri, agli or-iani ed ai giovani di civil condizione madi tenui fortune, onde provvedere alla loroeducazione.
Ikdustria, commercio, Ecc. — In Udine molto fiorisce l’industria, la quäle si eser-cita in numerosi fdatoj di seta, telaj dilino e canapa, ragguardevoli concie dicuoj, fabbriche di utensili di rame, liquori,biacca, carta, e in una grande raflineriadizucchero checonsuma oltread 1,800,000chilogrammi di zuccliero greggio all’anno.
La posizione della cittä sembrerebbenon molto acconcia al commercio ; non-dimeno fa esteso traaffico di biade e be~stiami, al che giovano grandemente imercati e le fiere ehe vi si tengono indiverse epoche deU' anno: i primi, cioe,il terzo giovedi e venerdi del niese dimarzo, il 22, 25 e 2!4 aprile, il 50 e 31maggio, il 9, 10 ed 11 agosto, il terzogiovedi e venerdi di settembre, il 24, 25e 26 novembre, il terzo giovedi e ve-nerdi di dicembre. Le seconde, il 16, 17e 18 gennajo, il 13 , 14 e 18 febbrajo ,dal 20 al 26 aprile, il 30 e 31 maggio,dal 8 al 20 agosto, dal 24 novembre al5 dicembre.
Il trasporto delle derrate udinesi a Ve-nezia e Tricste viene eseguito mediantePorlobuso ed altri minori scali del lito-rale.
Udine e residenza d’un arcivescovo, liaIribunale di prima istanza civile, crimi-nale e mercantile, archivio notarile, uffi-zio delle ipoteche, pretura urbana, delega-zione provinciale, congregazione munici-pale, ispettorato scolastico, e varie altremagistrature civili e militari.
E popolata da circa 20,000 abitanti.
Notizie storiche. — Non incontrasi ilnome di Utinum o Utina in monumentipiü anticlii del secolo IX: avvi nondime-no chi vuole che questo nome e quellodel torrente Torre, che vi scorre vicino,derivino da Odino e da Thor suo figlio,divinitä degli Scandinavi,primiCelti ch’eb-bero stanza nel Friuli anteriormente aiyeneto
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Romani. Ammessa perö tale origine bi-sogna pur confessare che ne’primi secolila cittä di Udine fu poco rinomata o perla sua picciolezza o per la poca celebritäde’suoi ahitatori, essendo cosa certa chedistrulta la famosa Aquileja, Cividale fu riconosciuto quäle capoluogo della pro-vincia friulana, e non Udine , cittä que-sla ehe solo nel secolo XIII cominciö adivenire famosa merce la residenza sta-bilitavi dai patriarchi d’ Aquileja , comevedremo in appre*so.
Il Friuli durante la repubblica e l’im-pero di Roma comprendeva la parte set-tentrionale della Venezia ed aveva percapitale Aquileja, edificata dai Romani nel 873 a. C. I Rarbari che nel quintosecolo dell’ era volgare calarono alla di-struzione d’ Italia , si fecero per lo piüstrada per queste contrade, cioe per leAlpi Giulie .
Nel 401 vi pervennero i Goti condottida Alarico , e nel 482 penetraronvi gliUnni guidati dal feroce Attila: costorodistrussero Aquileja suddetta, Concordiaed altri rinomati luoghi della provinciafriulana , ma dalle ceneri di esse furonoampliate per cosi dire quelle che nonaveano soggiaciuto a rovina, come Udine ,Saoile, l’ortogrnaro, ecc.
Allontanatisi gli Unni, Odoacre re de-gli Eruli, occupata Roma e posto fineall’impero d’ Occidente nella persona diAuguslolo (476), invase pur il Friuli , indiper la via medesima ch’egli erasi aperta,nel 489 entrarono gli Ostrogoti sotto lacondotta di Teodorieo , il quäle benchein due sanguinose battaglie superasse l’e-sercito di Odoacre , ciö nondimeno solonel 493 pote stabilire il suo regno inItalia spento che fu il suo emulo.
Teodorieo avvisö tosto alla necessitä diopporre un baluardo lä donde i setten-trionali calavano in Italia , il perche neimonti del Carso innalzö quella rocca dettapoi Monfalcone , e desideroso che il nu-mero stesso degli abitanti servisse incerto modo di avanguardia alla difesa delsuo regno, invitö i fuggiaschi a ritornarein questa desolata regione. In seguito,Belisario dapprima (840 ), indi Narsete cacciarono d’Italia gli Ostrogoti, e cosirisoggiacqueil Friuli all’impero d’ Oriente,allora dominato da Giustiniano il Grande.
Se non che, trascorsi pochi anni, danuovi forestieri fu invasa questa provin-cia, vogliamo dire dai Lon^obardi capita-nati dal re Alboino (868). La prima cittäda costui occupata fu Forogiulio ossia Gi-
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