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[Volume primo. Parte seconda.]
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sosi il pohtefiee Clemente VI , vennesiügli accordi e fu segnata la pace.

Ucciso Bertrando nell’ elä di 90 anrridai feudatarj del Friuli , gli succedetteNicolö vescovo di Neoburgo, figlio natu-rale di Giovanni re di Boemia, e fratellodeU’iraperatore Carlo IV, il quäle ölten -ne dal papa, ch’essendo Udine divenutala cittä piü nobile, ricea, salubre, mer-cantile e popolata di tutta la provincia,fosse quivi trasferita la sede patriarcalecon tutti gli onori, privilegj e prerogative,si temporali come spirituaii, di cni go-deva la dislrutta Aquileja c ehe perciöNuova Jquileja si denonhnasse. Primadi quest’epoca e fin da quando i duchilongobardi aveano fissato la propria re-sidenza in Forogiulio ossia Cividale , an-che i patriarchi s’erano ivi condotli asoggiornare, benche da ultimo avesserogiä palesato d’esser vaglii di stabilire inUdine la ioro sede.

Con la curia Nicolö trasferivvi ancheJa zecca, e affinche la cittä fosse degnacapilale del suo temporale dominio, eo-spicue sonnne profuse per abbellirla disontuosi editizj/

A lui succedette Lodovico della Torre ,che dopo alcune sfortunatc conlese cogliarciduchi d’Austria , terminale con la pacesegnata in Vienna l’anno 1362, pensö asistemare le cose della provincia non pocoturbate dalle mene di alcuni faziosi.

Convocö adunqne in Udine il parla-mento de’ feudatarj, e da essi ölten neformale promessa che non avrebbero maipiu rifabbricate le castella demolite nelleprecedenli guerre, castella che sarebberostate una permanente minaccia alla so-vranitä de’ patriarchi.

Morto Lodovico, il pontelice Urbano Vdiedegli a successofe Marguado o Mar-guardo vescovo d’Augusta e gran cancel-liere dell’ imperatore Carlo IV , il mede-simoche nella qualitä di alleato di Fran-cesco da Carrara e di Lodovico re d’Un-gheria molestö i Veneziani nella guerradi Chioggia co’ Genovesi, tentando d’im-possessarsi de’luoghi dalla veneta repub-blica posseduli nell’lstria , de’ quali anziaccordö l’iuvestitura col titolo di marchesea Francesco Savorgnano suo vicegerentenel Friuli .

L’anno appunto in cui segui la paceco’ Genovesi (1381) moriil patriarca Mar-guado , cui Urbano VI sostitui Filippod’Alanpon, nipote di Filippo Valois re diFrancia , allora cardinale della Chiesa ro-mana.

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Gli fu da Urbano accordato il palriar-calo in commenda; ma i grandi feuda-tarj cominciarono a reclamare ch’egli ri-siedesse nel Friuli’ , e come che ottenutoavessero l’abolizione della commenda eFilippo si fosse anche portato ad Udine ,ciö nondimeno pretendevano ch’egli de-ponesse la porpora come incompatibilecon la dignitä patriarcale.

A sostenere la quäl domanda insorseroin armi, creando capo il conte Federicodi Savorgnano, uno de’piü potenti signorifriulani, e cercando ajuto presso gli Sca-ligcri e la repubblica di Venezia .

Il conte di Gorizia, i Carraresi ed ilVisconti soslennero il patriarca, e un’ac-canita guerra civile desoJö a lungo ilpaese.

Intanto Venezia giovandosi dell’ oppor-tunitä , insinuossi destramente ne’ pub-blici affari, e per modo seppe cattivarsi1’ amore degli abitanti, che nel 1420 l’in-tiero Friuli si pose volontariamente sottoil dominio di lei. E fu questo convali-dato per la cessione che fece de’suoi di-ritti il patriarca Lodovico III nel 144B.

Il Friuli fu replicatamente invaso nel-1’ultima metä del secolo XV dai Turchi,che lo altraversarono incendiando i vil-laggi e scannando gl’infelici abitanti; maper buona Ventura Udine, che male avrebbe potuto difendersi, non fu assalita.

Dopo la pubblicazione del manifesto diguerra contro la repubblica di Venezia fatta da Napoleone Bonaparte in Palma-nova il giorno 3 maggio 1797 , questacittä proclamö la propria indipendenza,e formö un governo separato da quellodi Venezia fino al trattato di Campofor-jnio, pel quäle soggiacque all’Austria .

Nel 180B, dopo la pace di Presburgo ,fece parte del regno d’Italia , e fu capo-luogo del dipartimento di Passeriano.

Gli avvenimenti del 1814 la ritorna-rono sotto la sudditanza dell’Austria , dacui per brevisslmo tempo si sottrasse nelleturbolenze del 1848.

Fin da’ primi tempi dell'acquisto delFriuli i Veneziani spedirono alla generalereggenza di esso un nobile del consigiiomaggiore col titolo di Luogotenente ge-nerale di tutta la Patria del Friuli, aun solo anno limitando il periodo dellasua carica, indi prolungandolo a mesi se-dici, senza che mai piü venisse posciaalterato.

Prhno luogotenente fu Roberto Moro-sini, a cui si aggiunse un dottore in leggeche lo consigliasse nellemanazione delle