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[Volume primo. Parte seconda.]
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A questo proposito scrive il professoreCatullo . « Non v’ha paese, le eui acqueminerali sieno inen eonosciute di quelleehe la Provvidenza a larga mano profusenelle provincie venele; poiche ad eccezione di alcune poche rese celebri peivantaggi che ne ritrae la medicina, eper essere accessibili ad ogni online dipersone, tulte le altre o sono ignorate. onole soltanto agli abitanti del luogo ineui esistono. Di qui viene chequelli i qualisi fecero a discorrere cumulativamentedelle nostre sorgenti si limitarono a ri-eordare le termuli dyll Agro Padovano ole aciduie di Recoaro. ove sono agiatistabilimenti per alloggiarvi gran nutnerodi persone; e pochissimi sono gli auioriche nelle loro opere sulle minerali del -l’Italia , allre ne abbiano indicate; oltre aquelle delle prefate loealitä! » II sullo-dato professore divide in quattro classile acque minerali del veneto territorio:l'una comprende le acque saline; la se*conda le fermginose ; la terza le ucklnle;la quarta le solforose o epa-tiche. Noi ri-mandiamo il lettore agli articoli Abmio,Cahliero, Ceneda, Civil, lim, Monte (Jrtone,Motto di Gmppo, Recoaro , Sacile, Salce,S. Daniele, S. Pietro Montagnone , Val-grande; c qui prendendo a scorta quantosul proposito delle acque saline diee lostesso Catullo , faremo una breve digres-sione per offrire un’ idea generale delleacque polabili di queste provincie.

E noto che la denominazione di salinepuö competere a tutte le acque ch’esisto-no sulla terra, non essendovene alcunache si trovi nel suo perfetto stato di pu-ritä. QuiDdi P epiteto di pure che si *däalle acque dolci, e sempre relativo alla po-chezza e alla lieve sapiditä dei sali in essedisciolti, non all’assoluta maneanza di ogniprincipio estraneo alla loro natura. Quellechesi attingonoin vicinanza al luogodondesgorgano, non essendo state sbaltute, neeontenendoindissoluzionela maggior quan-titä possibile di aria, sono sempre menopure e meno salubri delle acque dei fiu-mi e dei laghi. Tal e il caso di tulte leacque che si bevono a Belluno , prescin-dendo da quelle che vengono attinte daivicini due fiumi e dalle cisterne. Il bre-ve tratto di strada che percorre 1’ acquadalla sua sorgente alla cittä, impedisee adessa di perdere tra via le sue impuritä,ed entra nelle fontane piena zeppa disali. Il carbonato di calce con eccesso diacido vi esiste in quantita cosi notabile,da ostruire nel giro di pochi anni i ca-

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nali posti al contatto delle fontane me-desime. Tuttavia esse sono bevute comeacque pure e vengono preferite alle acquedell’Ardo e del Piave, perche piü limpide,c, a quanto dicono, piü salutari di quellaclie puö aversi dai nominati due tiumi.Peru l’abhondanza dei sali in queste acquee tale da moditicarne notevolmente ^ilpeso specifico; c mentre quello dell’acquadell'Ardo e di 1,000, 18,1 altro dell’acquadeila fontanadi S. Pietro, riconosciuto dalfarmacista Zanon, e di 1,000,46. ( Zanon,Sülle acque potabili di Belluno . Saggiochimico. Belluno, 1855).

Ottiine sono in generale le acque po-tabili delle due provincie di Udine e diTreviso , perche vengono sommiuistrate dafiumi che lianno lunghissimo corso, e dasorgenti che distanno piü miglia dallacittä. Tali sono, rispetto ad Udine , le acquedeila Iloggia, che concorrono con altread alimentarc i pozzi, e servono eziandioad altri iniporlantissimi usi. ( Marcolini,Memoria sul clima di Udine , p 36).

Quanto alle acque polabili di Venezia ,sappiamo dalle accurate analisi fatte dalfarmacista Domenico Galvani, che ve n’hadi buone, di cattive e di mediocri. Leprimc non prevalgono in quantita allealtre, essendo stato fissato il numero deipubblici pozzicontenenliacijuabuona.a 52;quolli che la dänno mediocre, a 19; egli altri che la dänno caltiva, a 29. Persupplire al difetto di acqua buona, sonostate ristaurate nel 1796 le sorgenti d’a-cqua dolce che sono al Lido; nel 1800 siriaprirono altre quattro vasche in quellospazio sabhioso ch’e ai quattro cantoni diSanta Maria Elisabetta del Lido, le qualisomministrano 42,000 seechie d’acqua algiorno;eda Ultimo furono scavati alcunipozzi artesiani. Del resto, fra i 32 pozziche in Venezia si considerano i migliori,ve n’ha piü di venti forniti di acqua sipura e salubre da poter reggere al con-fronto con le acque piü perfette e cele-brate dello Stato.

Non puö dirsi altrcttanfo delle acquepotabili di Padova e di Vicenza . Le pri-me sono di cattiva qualitä, le putealisingolarmente, in causa dei carbonati emuriati di calce che contengono (Sal-mon , Topographie medicale de Padue,p. 14), quantunque Morgagni le ripu-lasse saluberrirae, sulla considerazioneche non fossero atte a produrre calcolivescicali. Le seconde sono ancora peg-giori di quelle di Padova , ad eccezioneaidue meschinissime fonti, una nel Campo