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[Volume primo. Parte seconda.]
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Cattiva ä la torba delle Campagne Priu-li, poste nel comune di Bastia, all’occi-dente della casa Pozzo ; raa di qualitäassai meritevole di riguardo riusci quellaehe nn tempo scavavasi nelle Campagnedi Galzignano .

Quivi Fortis costrusse un porticato suf-ficientemente ampio per la disseccazionedella torba, e costrusse aitresi una ca-panna destinata al custode.

Queste due opere sussistevano ancoranel 1812; ma pochi anni appresso il por-ticato fu converlito ad uso di stalla.

Nel 1840 si sono ripresi i lavori colline di utilizzare il combustibile del pri-mo e secondo strato; ma invece di limi-tare lo scavo sopra di questi si volle pro-fondarlo nella torba terrosa e cattiva deltcrzo strato, la quäle prevalendo in quan-titä alla buona, mise in discredito il ge-nere. ne piü P azienda trovö compratori.

La torba dei piani di Cive e di Correz-zola, chiamata dai villici del luogo Pe-gorin, benclie molto terrosa , arde conbella fiamma per essere piena di frantu-mi di piantc arundinacee e legnose. Fer-inenlata nei letamaj, darebbe un ottimoconcime; e molto piü , se dopo abbruc-ciata, fosse a dovere distesa sopra Je vi-cine Campagne.

La torba estratta dai fondi piü prossi-mi al lago di Fimon, nella provincia diVicenza , e identica alla inigliore che siha dalle paludi di Fagagna . nel Friuli .— V. Udine.

E’ leggiera, facile ad accendersi, e man-tiene un calore equabile, non inferiore inforza a quello della legna.

Nel novero delle buone qualitä di questatorba va compresa quella che non tra-smette verun odore quando brucia, pur-che venga adoperata dopo la semplice sta-gionalura, senz’altre preliininari prepa-razioni.

Oltre la torba si trovo nella provinciavicentina il legno fossile sotto forma digrossi tronclii, tuttavia solidi e sani, ap-partenenti a piante conifere del generedei pini.

Lo scoscendimento della montagna dettale Buse scure, non lungi da Recoaro, miseallo scoperto il di 8 novembre 1790 grandequantitä di alberi resinosi deperiti inepoche assai remote in causa d’un’allu-vione estesissima, che ancora si vede ada-giata solle pendici del monte, e dellaquäle si scorgono le tracce in piü d’ unluogo della valle dell’Agno, dove furonorecate dall’acqua dopo accaduto lo sfal-

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dainento. (Pedoni , Sullo sfaldauiento d’unmonte di Recoaro, gioinale enciclopedicodi Vicenza per l’anno 1790, gennajo).

Piante resinose d’alto fusto, disposte leune sulle allre, e sonmiamente compres-se pel verso della loro lungliezza, si os-servano a Roana nel distretto cFAsiago,al di sotto del terreno alluviale ciottolosoche ricopre i fianchi d’una vicina vallala.Quivi i tronclii sono stati rovesciati dal-l’alluvione per modo che formano unalinea parallela con F orizzonte; mentrequella parte dei pedali o ceppaje che rie-sce piü prossima all’angolo d’inflessioneformato dai tronclii, rimane tuttavia ver-ticale, e abbarbicata con le sue radici alsuolo, per lo che e facile l’accorgersi chequelle piante vegetavano un tempo nelluogo stesso nel quäle si trovano oggidi.

I tronclii conservano interamente F a-spetto del legno, e le radici si sono con-vertite in una sostanza nera, fragile, cli’e-sala, quando brucia , odor di bitume, edha tutta 1' apparenza della lignite. Spac-cando alciuie di queste radici il chiaris-siino professore Catullo vi ha trovato perentro granellini di succino, o nieglio diresina-succina, inatlaccabili dall’alcool.

I tronchi aderenli alle ceppaje si pre-stano mirabilmente ai lavori di tarsia, mainvece di eontenere il succino dänno ri-eetto a piccoli nodi di resina, la quälevi esiste bene spesso in tale slato da poterofferire gli stessi caratteri della resinache trasuda dagli abeti in piena vege-tazione.

Molte son le localitä nella provincia diVerona dove trovansi depositi di torba,si ai margini de’fiumi e si sotto ipascolidelle pianure: il sito piü abbondante eper altro nelle vicinanze di Povegliano,dove il terreno torboso, lauibilo dalle a-cquedelTar(aro,costanteinentecorrispondecon la torba che si vede copiosa nei ca-nali scolatorj della vasta prateria diGrozzan.

Nel botro delto Pal dei Scajetti 3 chemette in un altro botro chiamato Pal diSgolmerej non lungi da Bolca, una selvafossile giace' sepolta sotto un ammasso dipietre, parte sciolte eparle legate insiemeda uncemento argilloso. I tronchi, tuttaviariconoscibili, di faggio e di larice conser-vano neU’interno, con la tessitura i na-tu rali colori.

Anche le provincie di Treviso e Ro-vigo hanno depositi di torba, dove piüdove meno copiosi; ma l’importanza loroe inferiore a quella dei depositi che stannonelle localitä suddescritte.