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[Volume primo. Parte seconda.]
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lasgi ed Etmschi fiorissero grandementein Ualia, e che poi, abbandonala da quelliPopulentissima Spina, questi, giunti al-l’apice della grandezza e eonfederati coiVeneti, fissassero in Adria l'emporio delpiü vasto commereio.

Nobilissimo fa poi quel povto e moltele grandezze d’Adria cui, oitre a Livio,celebrarono e Strabone e Plinio eome an-tica colonia etmsca. Fu essa forse chediede il suo nome al niare vicino.

Ma se quegli Etruscln ch’erano in gradodi fondare nna si ragguardevole cittä, eche giä dominavano un gran tratto d’Ita -lia con altissima fama di sapienza, di virtii,di valore, erano eonfederati co’ Veneti,couvien dire che questi fossero, se nonpari, almeno molto prossiini a ioro nel-l’arti, nella civiltä, nel nome; altrimentinon avrebbe potuto sussistcre nna cornu-nanza d’interessi, se una troppo grandedilferenza fosse corsa tra’ contraenti.

Or questo e tutto eiö che se ne sa, ne,aleun falto particolaro ci viene di quegliantichi tempi ricordato, se non che amiciappunto e xnescolati coigli Etmschi, diconogli storici, ehr ad un tempo con essi lio-i'irono.

L Veneti fuiono anidie noli per la lorointelligenza nd nutrire generöse razze dicavalli, il che parve ai Greci fantastica-tori nuovo argomento per giudicarli di-scesi dagli Eneti di Paflagonia , nei qualivantö Omero una simile industria.

E molto verosimile che le paludi e leacque copiose e sparse, tra le quali stavarinchiusa la Venezia dalia parte di mez-zogiorncr e di ponente, la rendessero primainaccessibile alPinvasione etrusca, siccomepoi a queila dei Galii . Nondimeno puövedersi di Icggieri che la vicinanza ed ibisogni sociali aprissero in seguilo scam-bievpli comunicazioni tra’ Veneti e le co-lonie eirusche piü prossime al loropaese,come il persuade ancora il nome di certecomunitä nel distretto di Verona , chia-uiate Arusnatesj nella quäl voce pare diriconoscere vestigio etrusco; dal che siasipoi venuti a queila confederazione piüsopra avvertita. Ma non si vede che i Ve-neti confinati tra paludi stendessero inverun tempo la corrispondenza col mez-zodi dell’Italia . Anzi la storia loro, al paridi queila delle nazioni che tennero l’Ita-lia superiore, puö considerarsi puramentedomestica e locale, sino a che la guerra ele conquiste non istabilirono nuove con-venienze col propagare in piü largo spa-zio le usanze e gl’interessi de’ popoii.

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La invansione dei Galli e il per'icolo diuna tal vicinanza tennero per veritä sve-gliate le genti della terrestre Venezia , lequali profitlarono molto accortamente deivantaggi della loro situazione; ma per-che la forza de’ costumi e 1’ ainore delleloro lagune non permisero a’ Veneti diportare la loro altivita al di lä delle lorofrontiere, fn questa forse la cagione pereni, soli fra tutti gii Slali, non conteseromai per la liberla coi Romani , ne anchequando avrebbero dovuto indnrveli lapolitica e il nazionale vantaggio. In-fatii, qualtro o einque sccoli prima dellavenuta di Gesü Cristo, i Romani da unlato ed i Celto-Galli dall’ altro comincia-rono a turbarc la^quiete di queste felicicontrade. 1 secondi, eoprendo tutto ilterritorio (lalle Alpi al Rubieone ed al-V Arno, fecero diventare 1’ Italia setten-trionale queila Gallia , che i Romani chia-marono Cisalpina; ed i priini con passerapido dilatavano sulle varie provincie ita-liche il loro dominio e soggiogavano al-cuni di quei Galli che aveano scacciatigli Etruscln, giungendo alla fine alla re-gione eircopadana. Si spinsero poi colleforze anche nella Venezia , ma pare cheIo faeessero con moderazione e riguardo,a cagione forse della fedele ainicizia e del -l’ajulo dai Veneti conseguito nelle criti-che circostanzc che fecero vacillare la po-tenza di Roma ; imperocche e da sapereche quando Brenno, incendiata Roma ,strinse co’ Galli la rupe Tarpea, un eser-cito di Veneti , secondo che ne dice Po-libio, invadendo il gallico territorio, l’ob-bligö a stabilire frettolosamente co’ Ro-mani la pacc per accorrere alla cüfesa deisuoi: la quäle alleanza col Lazio a dannidell’itala Gallia e l'avversione reciprocadelle due nazioni dei Veneti e dei Galli ,si mantennero tenacemente anche nei se-coli posteriori.

Comunque iösse, la Venezia dall’alleanzapassö sotto la dipendenza de’ Romani ,senza die se ne sappia l’epoca precisa, laquäle perö quasi tutti si accordano a col-locare vicino alla seConda guerra Punica ,poco piü di due secoli prima delFera vol-gare.

All’apparire di Annibale , molte provin-cie d’Italia scossero il giogo romano , esem-pio ehe a’Veneti non piaeque d’imitare,mantenendosi costantemente fidi a Roma e ajuti inviandole e soccorsi; e buonfrutto ne raccolsero, die poco stante daquel gran periglio, l’aquila romana spiegöl’ali a protezione del loro territorio, mi-