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[Volume primo. Parte seconda.]
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nacciato dai Transalpin!, die tentavanostabilirsi sulle frontiere venete. orienlali.Silvio Ilalico narra il fatto: niun monu-menlo perö iudica la conquista della Ve-nezia in rjuei tempi, niuno slorico rain-nienta la di lei riunione ai dominj diRoma prima die i Padovani, nella guerraeontro Marcantonio, si didiiarassero pelsenalo cui sovvennero di danaro, armi esoldati, onde Cicerone gli encomia in unadelle Filippiche. Forse in questo fralteinpoi Romani si c.ontentarono di lenere ami-slä con quei popoli o di csercitare versodi loro una specie di protclloralo, iuviandocolä magistrali temporanei e solamenlein occasioni straordinarie, giacche sap-piamo che nell'anno di Roma B77, tro-vandosi Padova disturbata da fazioni, ilsenalo spedi Emilio Repido a rimeltervil’ordine.

Tale si conservo, a quanlo pare la con-dizione dei Veneti fino alla melä circa delsettimo secolo di Roma , epoca della guerracoi Cimbri; ma d’allora in poi la Vene-zia fu provincia romana, ed ebbe a go-vernarla un pretore.

Scoppiö la guerra sociale, lerribilmenleeombattuta e diretla ad oltenere la cilta-dinanza romana.

Alto parlarono in quoll’occasionc i Ve-neli, che per la loro ledelta se ne cre-deano piü degli altri in diritfo, e fu loroconceduto prima il gius lalino, che nonera gran cosa: e poi, conosciuto da Giu-lio Cesare quanlo' valesse l appoggio loro,gli ascollö ineglio e ad essi concedette1‘agognala cittadinanza.

Perö fu data in principio senza il di-ritto di suffragio; poscia vi si aggiunseanche questo, cli’era il dirilto d’intervc-nire ai comizj , ma senza poter essereelelti alle dignitä , e finalmente tutto fuloro accordato sino alla capacitä per quan-lunque carica od onore.

Le venete citta furono dunque ascritte,diciamo le piü cospicue, alle tribü di Romae con esse volarono, finche piü tardi Au-gusto, a facilitare i suffragi, stabili chedai municipj potessero spiegare i lorovoti.

Riconoscenli i Veneti al favore di Ce-sare, gli prestarono i possenti ajuti chela sua profonda politica ne aspettava, eche formarono il nerbo di quelle forze,colle quali vinse TElvezia e le Gallie , epoi a Roma il condussero, ove.si fe’ dit-tatore e il sostennero a domare i Pom-pejani dovunque; e poi, reduce vincitoredalle Spagne , con lui tragittarono F A-.

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driatico a vincere e distruggere Poinpeopur difeso da tante nazioni, e finalmenle

10 feeero padrone dell’impero.

La celebrilä dei Veneti li rese oggettodi pretensioni a coloro che, morto Cesare,aspiravano al somrno potere. Allora infatti, merce i eonsigli di Cicerone , i Ve-lieli, come abbiatno accennato , nonchefavorire Marcantonio, si valida resistenzaopposero all’ambizione di lui, che lo co-strinsero a fuggire avvilito d’ltalia.

Se non che fu richiamato da Ottaviano,

11 quäle, abbandonati gFinteressi della re-pubblica e sceso eon poderose forze, nespinse con Pollione una parte nella Ve-nezia per costringerla ad abbracciare quelpartito suo malgrado.

Augusto mcdesimo ne’suoi eontrasti conMarcantonio, chiese ed ottenne F appog-gio dei Transpadani; cosi con altri popoliunivansi i Veneti, da’quali ebbe quegliajuti, che contribuilo aveano alla gran-dezza di Giulio Cesare , e con essi e conle navi dei veneti lidi riporlö ad Azzioquella vittoria che lo rese padrone di Ro-ma e dell’impero.

Salito cosi sul trono, sotto il nome diAugusto , si circondö degli uomini piü fa-mosi di tutta Italia , e tra costoro moltiVeneti allora figurat'ono a Roma ne’con-sigli, negli eserciti e nelle dignitä, siechelungo sarebbe il fesserne la enumerazione.

Pomponio Secondo , Cec.ina , .CornelioGallo, Trasea Peto e Cornelio Nepote ,Valerio Catullo , Emilio Maero , VirgilioMarone, Cornelio Augure, Tito Livio , Rem-mio Polemone, Asconio Pediano e piüaltri che a Roma fiorirono, erano Veneti .

FTisi, per cosi dire nella grande fami-glia romana, i Veneti seguirono le sorlidi quelPimpero, e come le terre loro era-no locate agl’ingressi d’ltalia dalle parted’oriente e in parte da quella di setten-trione, cosi ebberp prima degli altri po-poli italiani a sofferire le nordiche inva-sioni, le quali cominciale nel terzo secolodell’ era cristiana , seguirono nel quartodando fine all’ impero d’ Occidente. Per-locche, popolate duranfe queste scorrerieda’profughi della terraferma le isole quasideserte poste all’estremitä libecciale del-l’Adriatico , e in esse dagli abitatori tra-sfeiüta la denominazione della patria ab-bandonata, surse, in faccia alla Venezia terrestre, una seconda Venezia che ma-rittima fu detta per distinguerla dallaprima.

Ma qui ci arrestiamo perche la storiadella seconda Venezia legasi necessaria-