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senza del doge, degli ambasciatori e delsenato. Dallo stesso cantavasi pure la epi-stola, come dal superiore il vangelo.
Segue la cappella di S. Isidoro fatlamurare dal doge Andrea Dandolo per ri-porvi il corpo di quel sanlo recato daChio a Venezia dal doge Domenico Michiel nel 1125, e compiula sotto il ducato diGiovanni Gradenigo nel 1588. Quivisulla parete sovrastanlc all’ingresso, altrimusaici d’antico stile; negli angoli i SantiPigasio ed Esaudino, musaici di Giannan-tonio Bianchini, e nel muro sotto la völtail grande albero genealogico di Maria,condotto pure in musaieo da VincenzoBianchini fra il 1842 e il 1852, sopra car-toni di Giuseppe Salviati .
Sopra la mensa dell’altare vedesi l’areadi marmo con la figura del Santo slesavisopra, e con bassorilievi nel parapettorappresentanti azioni del Santo stesso. 01-tr’essi v’ha l’Annunciata, il Salvatore e iSanti Marco e Isidoro.
L’arcone sovraslante e nella solloghierafoggiato a meandri e bestie lottanti, la-voro del secolo XIV.
I musaici delle pareti rafiigurano fattirelativi alla vila di 8. Isidoro ed al rin-venimento del suo corpo: la maniera n'ebisantina.
Usciti da questa cappella, e vedute ledue figure delle Sante Giustina c Marinamusaici nell’intercolonnio centrale in fac-cia aH’altare della Madonna, s’incontra lacappella della Madonna dei Mascoli, erettasotto il doge Francesco Foscari nel 1450.Trasse questa il nome da una confrater-nita di divoti istituita nel 1221, c che so-leva raccogliersi nella sotto confessione. Mainvasa questa cripta dal mare, continua-rono il pio loro uflicio all’altare di S. Gio-vanni fino al 1617, in cui vi fu riposta1’ immagine bisantina della Madonna. Laconfraternita, nella quäle fu allora accor-dato l’uso della presente cappella esclu-deva le donne, e fu perciö detla de’ ma-scoli o maschi.
L’altare presenta tre nicchie decorateda corniciamenti di stile archi-acuto conle statue della Vergine, di S. Marco e diS. Giovanni, opere pregevoli del secolo XV,che sentono il fare di mastro Bartolomeo.I musaici delle pareti figurano fatti rela-tivi alla vita della Vergine; bei lavori diMichele Giambono , veneziano, eseguitinel 1490.
Nel piccolo arco esterno della cappellasi veggono i SS. Gennaro, Filippo, Ales-sandro, Felicita , Felice, Silvano, Vitale,
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Marziale ed il Salvatore, condotti in mu-saico da ignoto, come lo sono, nella völtavicina, i fatti della Vergine e di S. Giu-seppe. La sloria di Susanna, sul muro so-pra la porta, furono eseguiti da LorenzoCeccato sui cartoni di Jacopo Palma eDomenico Tintorelto. I vecchioni lapidatisono per altro il primo lavoro di Gian-antonio Marini, sul cartone del mede-simo Tintoretto . Sotto e sopra le finestresono altri musaici, d’antico stile; quellidei due angoli con üsea e Mose furonoeseguiti da Lorenzo Ceccato nel 1890. Al-tri se ne veggono nella cupola che segue,sulla gran parete contigua, poi nel völtoverso la navata, nella mezzaluna sopra ilcorridojo e neH’ultimo arco inferiore, parted’antico Stile e di musaicisti ignoti, partedi Luigi Gaetano eseguiti su cartoni del-l’Aliense , di Girolamo Pilotli, del Palma,del Padovanino, di Tiziano e del Tizia-nelio, obre due, i SS. Processo e Marti-niano, eseguiti da Domenico Bianchini ,nell’arco che guarda la cappella maggioresotto la cupola suaccennata.
S. Simeone profeta, volgarmente S. Si-mon grande. I cronisti riferiscono all’anno967 la erezione di questa chiesa, procu-rata dalle famiglie Ghisi, Aoldo e Briosi.ln seguito, e principalmente nella fronte,fu alquanlo ristaurata da Bartolomeo deCommenda, non per altro in modo chenon si ravvisi e ne’ lati e nell’ interna di-sposizione, la fabbrica antica, E’ divisa intre navi, sorrette da archi e da colonnedi stile semi-gotico. L’altare a destra dichi entra per la porta maggiore e operalombardesca del 1821. Dietro alla mensadell’altar maggiore la statua giacente delprofeta Simeone, venne scolpita da MarcoRomano nel 1517.
Durante la pestilenza del 1650 essen-dosi tumulato in questa cfiiesa un appe-stato, il magistrato di sanita condannavail parroco a ricoprirne il pavimento conuno strato di sabbia e calce con sopraviun secondo pavimento. Dei quali due ilprimo rimane ancora coperto dal nuovo,e in un recente riconoscimento lo si ve-rificö ricco di sigilli sepolcrali, fra cui unodi bronzo del parroco Marsilio de Mar-sili, fuso nei primi anni del secolo XVII.
S. Jacopo dall’Orio o de Lorio. Sursein onore di S. Jacopo apostolo nell’iso-letta di Lnprio (nome corrotto nella pro-nuncia volgare in quello di Lorio) nelsecolo XIII,e precisamenteintorno al 1228,ma fu soggetta nel secolo decorso atl es-senziale ristauro. E’ a tre navate: il sof-