Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
825
JPEG-Download
 

VBN

fitto della navala centrale e contesto dilegname e foggiato a carena di nave, Puötenersi Opera del secolo XIV.

La cappella maggiore e semplice e noninelegante opera di stile lombardesco, de’primi anni del secolo XVI. Di fronte adessa inalzasi il pulpito, piü che per altrosingolare per la bizzarria del concetto.Sorge sopra un solo soslegno, e presentala figura d’una tazza oltaedra, decorata aciaseuno degli spigoli da una mensola po-sta pel lungo e gentilmente rivestita dauna foglia d’ulivo.

Fra le pregevolissime opere di pitturache adornano questa chiosa, primeggia latavola di Giovanni ßuonconsigli detto ilMarescalco, figurar.te S. Sebastiano, S. Lo-ren zo e S. Roceo. Vengono poscia: la Pre-dicazione del Battista, di Francesco Bas-sano; gli Evangelisti, del Padovanino ; laFede, la Speranza e la Caritä, i quattroDottori della Ghiesa e i SS. I.orenzo, Gi-rolamo e Nicolo, opere tntte di Paolo Ve-ronese ; Cristo nel Getsemani sostenuto daun angelo, di Palma il Giovane ; V EcceHomo, di Giulio del Moro , ed altre pa-recchie.

SS. Giovanni c Paolo. Il doge JacopoTiepolo concedette nel 1254 ai Domeni-cani che allora abitavano a S. Martino,un terreno paludoso presso S. Maria For-mosa, acciö rassodalolo vi erigessero unconvento ed un tempio. La erezione delcenobio cominciö nel 1246, e sulla fine delsecolo XIV era quasi compiuta. II tempiofu consacrato nel 1430. La facciata diquesto e tripartita da lesine fino alla metädell’altezza ed ornata alla sommitä dapinnacoli. A fianco della porta si schiu-aono archi che fanno tetto ad alcuni se-polcri. Se ne ignora l’architetto; lo Stilee archiacuto. Sulla lesina angolare a de-stra vedesi Daniele fra i leoni, bassori-lievo del secolo VIII; a’lati dell’ornatodella porta, l’Annunciata e l’arcangelo Ga-briele , bassorilievi del secolo VII; sottoil primo arco a sinisfra, l’urna sepolcralede’ dogi Jacopo e Lorenzo Tiepolo , sar-cofago de’ primi tempi cristiani, con epi-grati del secolo XIII. La porta maggiore•va ricca di colonne orientali ed intaglidi finito lavoro. Lo stile n’ b archiacutoprossimo a trasmutarsi nel romano.

L’interno presenta la figura d’una crocelatina a tre navi spartita da piloni cir-eolari posanti su piedestalli a facce: stileogivale, d’ignoli che furono probabilmentefrati domenicani . Ha la lughezza di me-tri 97 circa, la larghezza, nella crociera,

YENSTO

YEN 828

di metri 46, di metri 27 nel centro, el’altezza di metri 36.

Le cospicue opere d’ arte raccolte inquesto magnifico tempio, lo costituiscono,per cosi dire, il panteon primario dell’in-cantevolc Venezia . Noi ne additeremo leprineipali cominciando dalla destra di chientra, e via via seguitando giusta la ri-spettiva loro collocazione. Primo ad affac-ciarsi e il grandioso mausoleo del dogePietro Mocenigo , decorato da quindici sla-tue, opera di Pietro Lombardo,e de’costuifigliuoli Tullio ed Antonio. Segne Furnadi Girolamo Canal, generalissimo di mare,d’architetto ignoto. Sotto di essa vedesi unbassorilievo esprimenle Cristo in tronofra due angeli, scalpello del secolo XIII.Copriva il sepolcro del doge Ranieri Zen.

Sul vicino altare ammirasi la Madonnacol Bambino ed aleune Vergini c Santi,pala di Giovanni Bellini , malconcia dairistanri piü ehe dagli anni. Piü oltre, pi-ramide sepolcrale di Melchiorre Lanzapittore, opera di Melchiorre Barthel, sas-sone, indi monumento a Marcanlonio Bra-gadin, d’ ignoto. Süll’ altare che segue edegna d’osservazione l’ancona divisa innove spartimenti, altribuita dal Sansovinoa Giovanni Bellini , da altri al Carpaccio.Dopo un monumento ad Alvise Michiel,procuratore di S. Marco morto nel 1889menlre perorava insenato, viene una cap-pella sul cuialtare avvi una pala di PietroLiberi tiguranle il Crocefisso con alcunisanti.

Poco lungi sorge fra due porte la gl-gantesca mole del mausoleo Valier archi-tettato da Andrea Tirali e scolpito daPietro Baralta, Antonio Tersia, GiovanniBonazza e Marino Gropelli, nel sec. XVIII,Sulla parete a sinistra della cappella chesi apre sotto il mausoleo Leandro Bassano dipinse il S. Giacinto che passa unfiumea piedi asciutli.

Il S. Agostino che vedesi sull’angolodella crociera a destra b pregevoiissimaopera di Bartolomeo Vivarini . Il mausoleodi Nieold Orsini conte di Pittigliano, sor-montato dalla sua sfatua eqnestre di legnodorato, b lavoro d’ignoto, del secolo XVI.Giambattista del Moro dipinse il quadrosottoposto rappresenlante S. Marco cheassiste i nobili del Magistrato all’Arinarintenti alla leva marittima. Qui vicino ea vedersi il finestrone a vetri colorati inmolti spartimenti, condotto da GirolamoMocetto sopra cartoni di Bartolomeo Vi-varini , nel 1473, ristaurato nel 1814. Sul-l’allare che segue, la pala con Cristo fra

104