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S. Andrea e S. Pietro, 6 bellissima opera
di Rocco Marconi.
Ornano la contigua cappella del Croce-tisso: 1’altare, architettato e scolpito daAlessandro Vittoria ; due quadri del Bo-nit'acio; il Cristo in croce, statua di Fran-cesco Cavrioü o di Jacopo Spada; il mo-nnmento 'innalzato nel secolo XVI aOdoardo Windsor e l’urna di Paolo Lo-reclan, uno de’ provveditori doli’ arinataveneziana che sedö nel 1368 la ribellionedi Candia suscitata dai Calergi.
Nella cappella della Maddalena siosser-vano: 1’altare di Stile lombardesco, esovr’esso la Penitente fiancheggiata daiSS.Andrea e Filippo; N. D. coi Bambinoe i SS. Teodoro, Carlo e Sebastiano, appiede’ quali tre ritratti di Camerlenghi, operadi Jacopo Tintoretto , e le urne di Marcoe Matteo Giustinian.
Sul pilaslro che divide questa cappelladaila inaggiore sorge il pulpito, il quälepresenta lo Stile del rinascimento. Fueretlo intorno al 1810.
Quattro mausolei veggonsi nella cap-pella maggiorc: uno dei doge Michele Mo-rosini inorto nel 1382, ed e il meno ri-guardevole; l’altro del doge Leonardo Lore-dan architettato nel 1872 da Girolamo Gra-piglia, nel quäle sono aminirabili le statueche 1‘adornano, quella del doge scolpitada Girolamo Campagna , lc altre da l)a-nese Cattaneo: il terzo del doge MarcoCorner , morto nel 1368, palesa nello Stilearchiacuto la scuola di Jacobello dalleMasegne; 1’ultimo ü quello del doge An-drea Vendramin , morto nel 1478. La di-gnitä dell’insieme, la magnificenza unitaalla somma eleganza fanno di esso uno deipiü insigni mausolei che sieno stali erettidopo il risorgimento delle arti. L’ordituradeil’ opera composta tutta di fino marmoe in molte parti lucente per isparso oro,e semplicissima. Consiste in grand’arcoportato da magnifico basamento e fian-cheggiato da due ornatissime ale. Entrol’arco, nel sito piü cospicuo, primeggiail ricco sarcofago portante la bara del-1’ estinto duce. Non havvi parle che nonsia ornata: statue,bassorilievi, fregi, mean-dri, festoni, arabeschi, medaglie, targhe,iscrizioni, formano il vario e gentile cor-redo di questo singolare edilizio, ma sonosi ben distribuite e annicchiate, che 1’ oc-chio, lunge dal sentire tedio e stan-chezza, ne prova indicibil diletto. A’ latidi questa magnifica opera dello scalpelloveneziano, qui recata daila chiesa deiServi, stavano una volta le statue di
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Adamo ed Eva, quella di Tullio Lombar.do, questa della sua scuola; ma si credet-tero non convenienti alla severitä del cultocristiano, e perciü furono trasportate nelpalazzo Vendramin-Calergi, ove tuttorasi conservano.
Decorano la cappella della Trinitä dueopere di Leandro Bassano , due d’ignolo,sul fare del Cima, e due urne sepolcralidel secolo XIV. Dell’ epoca stessa sonopur quelle che veggonsi nella cappelladi S. Pio V , una del doge Giovanni Dol-fin, l’altra, ornatissima, di Jacopo Cavalli,generalissimo di terra della repubblicaveneta nella guerra di Chioggia.
Nella ci'ociera a sinistra e ragguarde-vole il gruppo in marmo di Antonio Den-tone figurante Vettore Cappello in attodi ricevere da S. Elena il bastone del co-mando; sopra la porta che mette allacappella del Rosario , il monumento deldoge Antonio Venier , opera di stile ar-chiacuto della scuola di Jacobello e Pie-tro Paolo Dalle Masegne .
Della mentovata cappella del Rosario fu architetto Alessandro Vittoria : venneindi riedificata daila confraternita del Ro-sario dopo la vittoria delle Curzolari nel1871. Sopra la porta d’ingresso, la sacralega del 1870 e pregevole dipinto di Do-menico Tintoretto; come lo e di Jacopo suo padre, o di lui stesso. la vicina bat-taglia delle Curzolari. L’altare, a quattrofronti, venne architettato da GirolamoCampagna : loadornanole statue di S. Giu-stina e S. Dotnenico, del Vittoria, diS. Rosae S. Tomasod’Aquino, del Campagna sud-detto.
Gl’intagli in legno che coprono le pa-reli circostanti all’altare sono di AntonioBrustolon; dei Bonazza, dei Tagliapietrae d’altri, i dieci bassorilievi, prima appar-tenenti alla Scuola della Caritä.
Ritornando in chiesa e seguendone ilgiro alla destra, incontrasi il cospicuomonumento di Agnese moglie e di Orsolaiiglia del doge Antonio Venier , innalzatone’ primi anni del secolo XV. Sull’altareche segue e di Jacopo Tintoretto il qua-dro con la Crocefissione, e di Giuseppedel Salviati quello vicino iigurante il Cro-cefisso e le Marie piangenti.
La porta della sagrestia e attribuita aVincenzo Scamozzi ; la sormontano i bustidi Tiziano Vecelli, del Palma Vecchio edel Palma Giovane , scolpiti nel seco-lo XVII da Jacopo Alberelli. Le ceneri diPalma il Giovine riposano dinanzi a que-sta porta e la chiesa accoglie pure le ossade’fratelli Giovanni e Gentile Bellini .