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[Volume primo. Parte seconda.]
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Nella sagrestia sono quadri di AndreaVicentino, Leandro Bassano e Marco Ve-celli, oltre uno pregevolissimo di AlviseVivarini figuranle il porlar della Croce.

Rientrando in chiesa e continuandoneil giro s’ incontra il cospicuo mausoleodel doge Pasquale Malipiero , morto nel1462, sotto il quäle si ammira un insignedipinto attribuito a Girolamo da Udine ,ov’e rappresentata la Incoronazione dellaVergine. Piü oltre, sotto il monumenlodi G. 11. Bonzio seuatore morto nel 1 BO 1,s’aprono due niccliie a cui sovrastannodue statue, S. Tommaso, cioö, di AntonioLombardo e S. Pietro martire di Paolo daMilano .

Nella nicchia a destra vedesi la statuagiacente del doge Michele Steno , mortonel 1413; nella seconda il monumento diAlvise Trevisan, morto nel 1828.

Viene in seguilo il monumento di Pom-peo Giustiniani condotto sullo stile delViltoria e sott’esso l’iscrizione sepolcraledel doge Giovanni Dandolo.

Ricchissimo e il conliguo mausoleo deldoge Tommaso Mocenigo scolpito da Pie-tro di Nicolö da Firenze e Giovanni diMartino da Fiesoie intorno al 1423, mapiü degno aneora di attento esame e l’al-tro del doge Nicolö Marcello , morto nel1474, stupenda opera di stile lombarde-sco, forse di Alessandro Leopardi .

Sul vicino altare e la celebre pala diTiziano Vecelli figuranle il martirio diS. Pietro.

Sulla parete altigua al monumento diOrazio Baglioni, avrebbe maggior pregiol’Adorazione de’Pastori di Paolo Veronese ,qualora non fosse guasta dai ristauri.

SulFultimo altare, architetlato da Gu-glielmo Bergamasco, e osservabile il SanGirolamo, statua di Alessandro Viltoria.

Infine, fra i numerosi monumenti chearricchiscono questa chiesa, ricorderemoanche il grandioso mausoleo del dogeGiovanni Mocenigo morto nel 1488 , nelquäle Tullio ; Lombardo sfoggiö tutte lelusinghe del suo delieato scalpello.

Nella chiesa de’Santi Giovanni e Paolo si celebravano i funerali de’dogi, che lavisitavano annualmente il 7 ottobre in. commemorazione della viltoria ottenutada’Veneziani il 26 giugno 1686 contro i| Turchi nelle acque dei Dardanelli , per[ poi passare alla chiesa di Santa Giustina| a commemorarvi la vitloria di Lepanto.\ Santa Maria Gloriosa dei Frari , ossiadei Frati. — Stabilitisi a Venezia i FratiMinori della regola di S. Francesco nel

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1227, fu loro assegnalo ad abitare unapiccola abbazia che aveva appartenuto aiBenedettini , fluche sul terreno concessodalla pietä di alcuni divoti gittaronsi lefondamenta della chiesa presente nel 4280.

La chiesa fu tolta ai Minori dal decretodi soppressione del 1810.

Quanto all’architetto sul cui modello fumurato questo grandioso tempio, gli scrit-tori e le guide vorrebbero fosse NicolaPisano, frantendendo un passo del Vasari nella vila di quell’insigne architelto. None piuttosto improbabile (scrive il Selva-tico) ne desse il modello alcuno dei fratiminori che ne vollero posla la primapietra nell’aprile del detto anno 1280.

Il monastero venne fondato nel 1256,accresciuto nel 1266 dal doge RanieriZeno, e finalmente, dopo il citato decretodi soppressione, convertito in archiviocentrale, come diremo piü avanti.

La facciata del tempio e tripartila dalesine sopportanti pinnacoli.

Lo stile della porta maggiore e archi-acuto.

Sul fastigio di essa sorgono tre statue:il Redentore nel centro, S. Francesco diAssisi a destra, entrambi di scultore igno-to; e alla sinistra la Madonna col Bam-bino, altribuita dal Cicognara a Nicola Pi-sano .

L’interno presenta la figura d una crocelatina a tre navi, architettura ogivale.

L’ampiezza n’e di poco minore a quellade’Santi Giovanni e Paolo .

Eleganlissima produzione dell'architet-tura del inedio evo n’e l’abside esterna ;com’e pur bella per leggiadria di projEilie per copia di maestrevoli sculture laporta esterna della cappella Corner.

Il campanile, di stile archiacuto, fu in-cominciato da Jacopo Celega ( probabil-mente Dalle Masegne) nel 1361, e com-piuto da Pietro Paolo suo figliuolo nel1396, come si ha da una iscrizione latinacollocata sul muro del medesimo.

Entrando in chiesa e imprendendoneil giro alla destra, vedesi primamente l’ur-na di Alvise Mocenigo procuralore di SanMarco, morto nel 1828.

Architetto del primo altare fu Baldas-sare Longhena nel 1863; scultore dellestatue Giusto Le Curt.

Sulla pila dell’acqua santa sorge la Pu-ritä, statuina in bronzo di Girolamo Cam-pagna.

Segne il mausoleo a Tiziano Vecelli ,quivi sepolto, cominciato nel 4838 daLuigi e Pietro Zandomeneghi .