Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
828
JPEG-Download
 

828 VEN

La pala del secondo altare, con la Pre-sentazione di N. D. ed alcuni santi ö diGiuseppe Del Salviati.

Contiguo vedesi il monumento d’AIme-rigo d’Este, principe di Modena , morlonel 1660 in servizio della RepubblicaVenefa.

II S. Girolamo del terzo altare vennescolpito da Alessandro Vittoria , chevuolsiqui rilraesse Tiziano.

La paia dell’altare seguente col marti-rio di Santa Caterina ö di Jacopo Palma il Giovine.

Vicino ö il monumento di Marco Zen,vescovo di Torcello, morto nel 164t, acui ne conseguitano due altri, il primo alvescovo Giuseppe Maria Bottari, il se-condo a Benedetto Brugnolo da Legnago.

Sopra la porla vicina, vedesi una cassadi legno, che spacciasi contenere le ossadi Francesco da Carmagnola, ma che in-vece contiene quelle di un individuo dellafamiglia Della Torre, i cui stemmi, di-pinli nel secolo XVII, sovrastanno allacassa medesima.

Nella crociera a deslra e degno d’os-servazione l’insigne monumento di JacopoMarcello, morto nel 1484 all’assalto diGallipoli in Calabria ; non meno che l’an-cona divisa in quattro spartimenti, ovesono ligurati Cristo presso la croce, laVergine e i Santi Pietro, Paolo, Andreae Nieolö, egregic opere di BartolomeoVivarini .

ln un ricco sarcofago, tutto messo adoro e quinci poco lontano, riposano leceneri del B. Pacifico (Scipione Bon) mi-norita francescano, il quäle verso la metädel secolo XIV sovraintese al compimentodi questa chiesa.

Sopra la porta della sagrestia sporgeil mausoleo di Benedetto Pesaro , attri-buito a Lorenzo Bregno . La statua diMarte, sul fastigio a destra, ö di Baccioda Montelupo . Mell’ interno poi del|a sa-grestia medesima, il reliquario ornato dibassorilievi che vedesi di faccia alla portae opera di Francesco Penso detto il Ca-bianca. Enlro il reliquario e un elegan-tissimo altarino con bassorilievo cherappresenta il corpo del Redentore soste-nuto da due angeli, e ai lati due statui-ne di S. Antonio e de 1 Battista.

Giovanni Bellini dipinse la Madonnacol Bambino e i quattro santi, che in trecomparti stanno nell’ancona dell’ altare.A Tiziano vier.e attribuita la tela che quivistesso decora la parete a sinistra: rappre-senta la Madonna col Bambino ed alcunisanti.

VEN

Rientrando in chiesa e continuandoneil giro trovasi il monumento equestreinalzato nel secolo XV a Paolo Savelli morto combattendo per la repubblicacontro Francesco da Carrara .

Nella seconda cappella a destra dellamaggiore havvi un bei monumento di stilearchiacuto eretto a Duccio Degli Alberti,ambasciatore de’Fiorentini alleati de’Ve-neziani contro Martino Scaligero signoredi Verona , morto nel 1336.

Nella cappella maggiore, la pala del-l’allare con l’Assuuta, ö di Giuseppe DelSalviati. La parete a destra reca il mau-soleo del doge Francesco Foscari , cui stadirirapetto quello del doge Nieolö Tron.

La pala dell’altare con la Vergine introno e varj santi, ch’ö nella prima cap-pella a sinistra della maggiore, venne di-pinta da Bernardino Licinio . La cappellaseguente ha l’altare di legno messo a co-lori e doratura. 11 S. Giovanni Battista nelcentro dell’ ancona e scullura in legnodel Donatello; le altre statue, di artislifiorentini del secolo XV. Ad Antonio Den-tone si attribuisce il monumento diMel-chiore Trevisan, ch’ ö sulla parete a de-stra. Anche l’altare della terza cappella,detta dei Milanesi, e tutto di legno. Lapala figurante S. Ambrogio in trono cir-condato da varj santi, e nel campo su-periore l’Incoronazione di N. D., venneincominciata da Bartolomeo Vivarini ecompiuta da Marco Basaiti . Sotto il si-gillo sepolcrale ch’ e in mezzo a questacappella, giacciono, con quelle d’altri lom-bardi, le ossa di Claudio Monteverde ,celebre riformatore della musica sacra eteatrale, morlo nel 1643.

Nell’ angolo della crociera s’ apre lacappella Corner. Sopra la porta che vida ingresso, vedesi in una nicchia, unangelo recante un cartello nelle mani,statua in marmo nello stile del risorgi-mento scolpita da Jacopo da Padova .Quel cartello suppone l’elogio di FedericoCorner senatore, che nel 1363 e 1366ospitö Pietro Lusignano re di Cipro e glifece un prestito di 60,000 scudi d’ oroavendone in ricompensa la dignitä di Ca-valiere di quel rearne e la signoria delcastello di Piscopia .

Nuovamente seguitando il giro dellachiesa, lo sguardo fermasi a contemplarele belle pitiure di Bartolomeo Vivarini che in un’ancona a tre spartimenti figu-rano S. Marco fra i SS. Giambattista, Gi-rolamo, Paolo e Nieolö; come pure il co-spicuo monumento inalzato nel secolo XV