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duino tagliapietra che vi lasciö il proprionome e l’anno 1340. A destra, la scuoladei Carmini, non ispregevole architettu-ra del secolo XVII, internamente decora-ta di discrete pitture del Tiepolo , delloZanchi e del Lazzarini.
La torre spetlante a questa chiesa ecelebre perche, d’inclinala ch’era, vennedirizzala dal valore dell’ architetto Giu-seppe Sardi , 1’ anno 1688, come rilevasidall’iscrizione ivi apposta.
S. Stefano Protomartire . Fu edificatadagli Eremitani di S. Agostino. Ne bene-disse la prima pietra il vescovo Castel-lano nel 1294: fu couipiuta nel 1328. E’dessa una delle maggiori per corpo enieglio ornate della cittä. Lo Stile del-l’architettura e ogivale. La porta mag-giore, slupenda per ben intagliati fogliamied arcbetti trilobali , pare opera degliscultori Dalle Masegne. E senza dubbiouno de’piii leggiadri monumenti del se-colo XVI.
L’interno e a tre navi, formate dacolonne sulle quali girano arditi archi disesto acuto. La völta della nave centralee contesta di legname e foggiala a care-na capovolta. La eoslruzione e d’ignoto,probabilmenle uno de’frali Agostiniani.La pila dell’acqua santa reca una statui-na di Giovanni Maria Mosca , figurantela Caritä. Da questa parte, ch’e la destra,veggonsi tosto due monumenti, ad Anto-nio Zorzi senatore e a Pietro Porta me-dico; e due urne sepolcrali, una di Anto-nio Marcello, l’altra di Grazioso Grazioligiureconsullo anconitano, entrambe diStile lombardesco. Presso alla porta dellasagrestia, la Vergine col Bambino e dueSanti, e prostrati a’Ioro piedi Jacopo Su-riano ed Eugenia sua moglie, e un ele-gante bassorilievo in bronzo, di Stile lom-bardesco, il quäle serviva di pala ad unaltare erelto in questa chiesa dal dettoJacopo Suriano. La porta della sagrestiae attribuita a frate Gabriele agostiniano.Internamente sopra la medesima portastanno due mezze ligure di santi, attri-buite a Pietro Lombardo ; come lo sonpure le due statue iaterali all’ altare fi-guranti S. Antonio e S. Giovanni Bat-tista.
Nella cappella del Sacramento , le sta-tue del Redentore e di due Angeli, nonchegli ornamenti di bronzo, che veggonsisull’ altare, sono opere di Giulio Del Moro .I due candelabri di bronzo dorato ap-partengono alla scuola di Alessandro Vit-toria.
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Vettore Camelio scolpi nel secolo XVIle statue dei dodici Apostoli e quattroSanti, i bassorilievi coi quattro Evange-list! e due Dottori, nonche gli altri bel-lissimi ornamenti che decorano le paretiIaterali della cappella maggiore dappoi-che venne distrutto il coro eollocato inmezzo alla chiesa (secolo XVII). Archi-tetlo dell’ altar maggiore fu un AlvisePanizza nel secolo XVI. L’ abside dietroil medesimo e architettura archiacuta delsecolo XIV. I sedili del coro, a tarsia edintaglio, furono lavorati nel 1498 da mae-stro Marco da Vicenza . La porta nel cen-tro del coro, di Stile lombardesco, vieneattribuita al sunnominato frate Gabrieleagostiniano.
L’urna sepolcrale di Giovanni BattistaFerretti, giureconsullo vicentino che nellacappella a sinislra della maggiore, sporgedalla parete a destra, si altribuisce a Mi-chele Sammieheli.
Sull’ altare che segue, la parte supe-riore della pala figurante la Sacra Fami-glia colle Sanle Maddalena e Caterina, epregevole dipinto di Palma il Vecchio .
Nella cappella del Battisterio, la paladell’ altare col Baltesimo di Gesü Cristo viene attribuita a Paris Bordor.e , na &forse della sua scuola. Giulio Del Moro scolpi la statua del Battista ch’ e sullaporta battesimale. Sopra quella che meltenell’attiguo chiostro sorge il monumentoeretto nel secolo XVI a ßartolomeo Al-viano, generale della repubbiica veneladurante la lega di Carnbrai.
Le due statue rappresentanti S. Giro-lamo che adornano il terzultimo altare,sono di Pietro Lombardo .
Di lianco alla porta maggiore e I’insi-gne mausoleo di Jacopo Suriano, medicoariminese, morto nel 1831; sopra la porta,il monumento a Domenico ed AngeloContarini, inalzato nel secolo XVII. Ilsigiilo sepolcrale del doge FrancescoMorosini , ch’e sul pavimenlo nel mezzodella chiesa. venne scolpito e fuso daFilippo Parodi nel 1694.
Merita adesso parlare del vicin chio-stro , inalzato dai fondamenti, col dise-gno di frate Gabriele agostiniano, dopoche il vecchio rimase distrutto da unincendio l’anno 1832. 11 portico e for-mato da colonne joniche, un po’ secchee soverchio distanti. Sulle pareti attor-no il cortile Giannantonio Licinio dettoil Pordenone avea colorito alquante istorieoggidi quasi rovinate o coperte di calce,ma le quali nei pochi avanzi che tutta-