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[Volume primo. Parte seconda.]
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via rimangono attestano 1’ armonica ro*bustezza di quel fecondo pennello.

Molti cospicui monumenti erano untempo nel chiostro medesirao oltre i po-chi che ancor vi si veggono. Vi giace-vano infatti le ceneri di Francesco No-velle» da Carrara ultimo signore di Padova ,morto nel 1406, sulla cui urna sepolcrale

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6 fama si scolpisse la sigla Lj\J

cioe pro norrna tyrannorunij urna distrut-ta nel 170B perche minacciava ruina.Eranvi pure i monumenti di Antonio Cor-naro filosofo celebre, e di Carlo Ridolfi pittore e biografo dei veneti artisti, oraentrambi recati nel seminario patriarcale,ove li vedremo. Fra quei che rimangonovuolsi ricordare 1’ urna sepolcrale deldoge Andrea Contarini , morto nel 1582.

il cenobio serve ora d’ufficio al geniomilitare.

La torre del teinpio descritto e fra lemaggiori della cittä, e, quanlunque soli-dissima, e alquanto inclinata a levante.

S. Lodovico vcscovo di Tolosa , volgar-mente ,9. Divise. La fece murare nel 1588Antonia figlia del doge Antonio Venier per visione del santo vescovo Lodovico,che disse apparsole.

Nell’altiguo cenobio, ov’erasi ritiratacon alcune compagnc a professarvi laregola di S. Agostino , rifugiarono le mo-naclie di Serravalle, della regola stessa,l’anno 1411 , dopo che Lodovico re diUngheria aveva mosso guerra alla repub-blica.

Fu poi soppresso nel 1810.

La cliiesa conserva l’anticasua costru-zione semplicissima al modo semi-golico,avendo pero avuto nel secolo XVII alcunristauro nell’ interno in cui e disposta aduna sola navata. A dostra del primo al-tare il S. Lodovico consacrato vescovo diTolosa, e pregevole tela degli eredi diPaolo.

| Sotto il pulpito a deslra, vedesi unai mal ristaurata tavoia di Jacobello DelFiore, rappresentante il B. Pietro da Pisa .

Presso la porta, a destra di chi n’ eper escire, la Passione e la Risurrezionedi Cristo, e bei trapunto in seta del se-colo XV: serviva un tempo quäle para-petto d'altare, e il Boschini vanlavaloa’ suoi di ricco di perle e lavorato dallemonache dell’ attiguo cenobio , ora abi-tato dalle Suore della Caritä.

Santa Maria dell’ Orto. Fu dapprimaintitolata a S. Cristoforo da frate Tiberio da Parma dell’ ordine degli Umiliali, che

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la murö a mezzo il secolo XIV, e morinel 1371.

11 ritrovamento fortuito di una rozzaimmagine della Vergine in un orto vi-cino, alla quäle si attribuirono prodigj insul cader di quel secolo , mutö nel suc-cessivo il titolare della chiesa stessa ovefu trasportata.

Subi una rifabbrica pressoche totalenel 1399 e piü tardi nuovi risarcimenti,fra' quali il rinnovamenlo della facciatadopo la metä del secolo XV.

Si stanno da dodici anni eseguendovinuovi ristauri reclamati dallo stato rui-noso in cui un diuturno abbandonogittö questo giojello della veneta archi-tettura, ristauri che non sappiamo se lanostra generazione vedrä compiuti, tantolentamente procedono.

Lo Stile della facciata e T archiacutoavviato al suo declinare, e quasi transi-zionale al lombardesco. 11 pendio delledue navi laterali e sormontato da gra-ziöse nicchie ogivali, che portano bellestatuine, e le lesine sono parimenti in-terrotte da simili archetli acuti. Agliangoli della facciata e sugli acroterj sor-gono pinnacoli. Bello il traforo delle duelineslre laterali spartite ciascuna in dueordini di fineslrini ininori.

La porta ornalissima e fiancheggialada due colcnne corintie che portano unsopraornato ricco di fogliami e decoratoal vertice da una statuina della Vergine,di Bartolomeo Bon . S’ignora l’autore diquesta genlile facciata erelta dopo il1473 , ma potrebb’ essere lo stesso Bar-tolomeo.

La pianta interna e basilicale , a trenavi, spartite da colonne di marmo grecosopra cui s’ involtano archi a sesto acuto.

Il primo altare a destra, di Stile lom-bardesco, lia sqoisili ornati del secolo XV.Il Cima da Conegliano condusse la palacol Battista fra quattro santi; Palma ilVecchio , quella assai ristaurata, fra ilprimo e il secondo altare, con S. Lorenzo,il B. Giustinian e S. Elena. Appiedi delterzo altare sta il sigillo sepolcrale diGiovanni De Sanctis lapicida, morto nel1384 , ov’ e ammirabile la bella figuradistesa del tumulato, in bassissimo rilievo.Di Daniele Vandyck e la pala del quartoaltare figurante il martirio di S. Lorenzo;e del suddetto Giovanni De Sanctis laVergine col Bambino, mezza figura so-stenuta da angioletti, sopra la porta dellasagrestia.

Ivi poi e da osservarsi la Deposizione