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di Croce, tela della scuola di Gior-
gione.
L’altarino sotto all’ organo e adornod’un leggiadro quadrelto di GiovanniBellini rappresentante la Madonna eolBambino, quadretto qnivi posto da An-drea Navagero , ehe appie dell' altarinostesso riposa.
Sul pavimento della cappella maggiorefu nel secolo XVI eseguito da ignoto,con ist de lombardesc.o , i! sigillo sepol-crale di Giovanni Grimani . 11 finimondosulla parete a destra e l’Adorazione delVitello d’ oro, che sta dirimpetto , sonolodate opere del Tintoretto .
Dietro 1’ altare sorge la statua oolos-sale, in legno, di S. Cristoforo, scolpitanel seeolo XV da Gasparo Moranzone.
L’ altarino di fianco alla cappella mag*giore, a sinistra , e lavoro lombardesco,del principio del secolo XVI.
La cappella laterale alla maggiore, pa-rimenti a sinistra , fu nnirata nel seco-lo XV da mercatanli lombardi. La parete adestra reca lo stennna dei Visconti, abassorilievo, ai lali del quäle e il mono-gramma di Galeazzo : in oggi e peröcoperto da due tele del Tintoretto figu-ranti la Presentazione al Teinpio , cheformavano altra volla i portelli dell’ or-gano. Lo stesso Tintoretto dipinse pureil martirio di S. Agnese nella cappellaContarini, cosi detta da sei monumenti,che quivi stanno, di quella famiglia, condue busti bellissimi del Vittoria.
La fronte dell’ ultima cappella , sulloistile. del risorgimento, e leggiadramentearchitettata da ignoto del secolo XV.
La torre che dappresso a questa chiesas’innalza metri S6 circa dal suolo, eiultacostrutta di maltoni e isolata. Credesieretta verso la metä del secolo XV, emerila d’essere mentovata perebö solidaassai ed elegante.
Nel vol. II delle Iscrizioni venezietnedel cav. Cicogna trovasi un dolto e mi-nuzioso ragguaglio di questa chiesa e deimonumenti che rac.chiude. Ricordiamo chevi dormono le ceneri della famiglia deiRamusj a cui tanto debbono la geogra-fia e gli studj storici del secolo XV, delloscultore e fonditore Alessandro Leopardi ,e della famiglia del Tintoretto .
5. Nicolö de’Mendic.oli. Incerta e l’e-poca dell’erezione di questa chiesa, poiehenon puö credersi Tattuale quella slessache fu edificata nel seltimo secolo dallanobile famiglia Zancarola. Decorata in al-tri tempi da un porticoehe ne difendeva
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l’ingresso, mostra cionondiraeno, ed an-■che sotto a’ristuari ch’ebbe ne’secoli XVIe XVIII, l’antichitä della sua origine. L’in-terno, a tre navate, ribocca di dorature.Sul soffitto del presbiterio Carlo Galiaridipinse S. Nicolö in gloria. Lo stessoin abito vescovile e ligurato in una sta-tua maggiore del naturale che vedesi die-tro l’altar grande, messa a colori ed oro.II ricinlo del coro e formato da colonnedi eletti marmi che sorreggono l’anticacornice messa pure ad oro. L’architetturadell’allare nella cappella sinistra lateralealla maggiore fu da taluni attribuita alSansovino, da altri ai Lombardi: il mar-ehese Selvatico la dice leziosa e accusantevicina l’eta della decadenza nonche delsecolo XVI. Vi den luogo dipalaun ma-nierato bassorilievo figurante 1’ EternoPadre e due Angeli, con molti e varj ar-chileltonici ornamenti.
L’organo e decoralo di piccole tele diCarlo Galiari. Lo spartimento medio sulsoffitto della navata centrale reca il Ti-tolare in gloria. di Francesco Montemez-zano. Nella chiesa v’ha inoltre dipinti diAndrea Schiavone, Giambattista Zelotti ,Luigi Benfatto detto dal Friso, Palma ilGiovine, Leonardo Corona , Andrea Vicen-tino e Pietro Malombra , senza noverare al-tre opere della scuol'a di Paolo Veronese .
Questa chiesa si chiama S. Nicolö deiMendicoli dalla povera condizione de’piüfra gli abitatori dell'isoletta su cui sorge.Nella storia veneziana e importante peraver dato nome ad una delle due fazioni(Nicoloti e Castellani) in cui si dividono ipopolani della ciltä. La origine delle qualie a cercare nelleprimitive divisioni, spessofra loro nemiche, degli abitatori dell’estua-rio. La linea che in Venezia separa l’unadall’altra fazione e serpeggiante, e tagliaquasi ad angolo retto il Canal Grande aRialto. 1 Nicoloti porlano berretto neroe fascia nera alle reni; i distintivi deiCastellani son rossi. Gareggiavano untempo le due fazioni nel pugillato, nelleforze d’ErcoIe, come in tempi piü vicininelle regatej ma la lora divisione nonfumai promossa ne alimentata.da discordiepolitiche o da viste de’ reggitori. Suben -trato al governo popolare 1’ aristocratico,un’ombra di rappresentanza del popolorestava al gastaldo de’Nicoloti, ch’essi chia-inavano, con nome abusato, il loro doge.Era il capo de pescatori, portava vestedistinta, e seguiva in apposita barca ilbucintoro allo sposalizio del mare. —• VLmo.