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S. Caleriaa. Soppresso nel 1274 1’ or-dine de’ Saccldnij monaci del Sinai cosiappellati dalle lunglie vesli a sacco, chequi stanziavano dal secolo XI, vi cnlra-rono le inouache di S. Agoslino. La cliiesaserve oggi d’ oratorio all’ annesso liceoconviüo. Nienle di notevole presenla lafacciata. Nell'interno la cliiesa e adornadi rnolle pillure spellaiiti a varie ela dellascuola veneziana . Lc muraglie die soslen-gono la navata di mezzo sono coperlo ditele pennelleggiatc da Andrea Vicenlino.Santo Zago, discepolo di Tiziano, condusseil quadro nv’e figuralo l’Angelo Cuslodecon Toliia. La Yergine con dne divoli, etavolu d’ignoto del secolo XIV, alla 111 a-niera dell’anlicn scuola ferrarese. Laleraliad essa son allredue (avole, S. Agoslinoe S. Giovanni Ballisla, d’ignolo vivarine-sco, forse Giovanni d’Aleinagiia. Vi sonopure dipinti di Jacopo Tinlorelti, Palmail Giovine, Pietro Vecchuq ecc; mavla lelapiii splendid» die vanli questo tenipio equella ddl’ailar maggiorecon le mislidienozze della Tilolare, capolavoro di PaoloVeronese , cd mio de’pift rispeltali daltempo.
& Apotlinai'e, volgarineiile S. Aponal.La prima fondazione di quesla cliiesa siassegna all’anno 1034, avendo la nobilefamiglia Scievola, qui venuta da Ilavenna,voluto murarla in onore del palrono del-l’antica sua palria. Ne’ primordj del se-colo XV venne riedilicala per opera delparroco Marco dei Piacenlini, indi anddsoggclla a diversi ristauri, c principal -mente alla rinnovazione di aleuni fra isetle altaricheaveva, nonche al rifacirnenlodelle opere lutle di pitlura die la deco-ravano, mentre quelle che annoverava all’e-pdea della sua soppressione, cioenel 1810,erano lavori di artisli vissuti ne’due se-coli posteriori. Dal detlo anno 1810 reslöcliiusa e converlila ad usi profani sino aquesti Ultimi tempi in cui venno riapertaal culto. Lo slile della facciata e del ri-nasdinenlo. Tra i procurati abbelliuienlisono da menlovarsi la porta d’ingresso cdil maggior allare, quella tolta dalla sop-pressa cliiesa di Sant’Elena in isola, que-sla daU’altra cliiesa pur soppressa di SantaGiustina. La prima e lavoro del 1480 ,di Antonio Dentone, e serviva di belladecorazione al gruppo di S. Elena col ge-nerale Vittore Gappcllo in ginoccliio din-nanzi a lei; gruppo, che tolto dissotto al-l’arco che s'involta su quesla porta, vennecollocalo nel tenipio de'Santi Giovanni ePaolo, ove il vedeuimo, Anzi il gruppo sles-
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so e la porla unili componevano il monu-menlo eretlo alla memoria di questo ge-nerale infelice, che, dopo aver riporlalemolte vitlorie sopra i Turchi in Morea,per tradimentü rinianeva vinlo in Patrasso .L’altare poi qui venuto da Santa Giusti-na, e prezioso pei marmi orieniali di cuisi vede inlarsialo, quali il serpentino, ildiaspro cd altri di non minor raritii. Latavola che in esso si mise, opera moder-na di Laltanzio Querena, figura il mar-tirio del Tilolare. Anclie Panlico altaredel Crocefisso e ricco di marmi preziosi,quali il porlido, il cipollino, il diaspro, ecc,,e ornalo di begi inlagli come anclie dipregiate colonne.
S. Giobbc. Fa quesla cliiesa consecratala prima volla nel 1493; e per esseres la la in parle rinnovala, lo fu la secondail 14 aprile 1397. La rinnovazione perallro accadde solo nell’interno corpo,nonneli’eslerno prosjiello e neile cappelle,conscrvanti anzi lullavia le scultuie e loslile della primiliva fondazione.
I Minori Osservanli, soltentrati nel 1428agli Ercmili di S. Girolamo, accoglicvanonell’ altiguo convenlo frale Bernardinoda Siena , qui venuto a predicare nel 1445.Un anno dopo la canonizzazione di que-sl’uonio pio (1481) Cristoforo Moro chequi lo conobbe e gli fu amico, volle simurasse una magnilica cappella in snoonore. Dieesi che Bernardino prcdicesseal Moro sarebbe doge; e il Moro elettoalla suprema dignitäfaceva aserivere quelSanto nel novero dc’proteUoridi Venezia.II convenlo venne poi soppresso nel 1810,indi nel 1812 atlerrato, e l’area ridottaad orto botanieo insieme a quella occu-pata dal giardino prima speltanle a’fraliMinori.
La porta esterna della cliiesa si adornadi ben deeorali profili, di squisiti fogliamine’riquadri dei pilastri, e di tre stupendestatue sugli acroterj, rappresentanti SanBernardino da Siena nel mezzo, e a’latiS. Lodovico vescovo e S. Antonio. Nelvarco del frontespizio e un bassorilievo,figurante S. Giobbe e S. Francesco d'As-sisi: lulle opere di scuola lombardesea;siccome lo e, nell’interno, il primo allarea destra, bene archilettalo e meglio ese-guito. La pala del quarto allare coi San-ti Pietro Aposlolo, Andrea e Nicolö, e diParis Bordone .
II mausoleo sopra l’arco che introducenell’antisagreslia e ricco di marmi e di-viso in tre inlercolonnj ove sono altret-tanti busli de’fratelli Nani, Paolo, cioe
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