834 VEN
procuratore <!i S. Marco morlo nel 1608;Agoslino pur procuratore e Cavaliere, de-funto nel 1627; ed Ermolao, che moltoadoperossi a pro della patria nella pestedel 1630, e che mori poi nel 1633.
Nell’antisagrestia e deguad'osservazionela Nascita di Cristo, pala di GirolamoSavoldo da Brescia , che la dipinse nel1540; e nella sagrestia il ritratto, soprala porla, del doge Cristofuro Moro, atlri-buitu a Gentile Bellini ; la tavola di fronteall’altarc con la Vergine, S. Caterina e ilBattisla di Giovanni Bellini ; e 1’ anconadellaltare ove in tre comparti un ignolovenezianofigurone’primordj del secolo XV,l’Annunziala fra San Antonio o San Mi-chele.
La cappella maggiore e uno de’piü mi-rabili ruonumenti della scultura del se-colo XV 7 . Squisitamenle belli sono gli en-carpj, i fregi, le cornici dell’arcone ehevi da ingresso; insuperabili le statue dell’Annunciata e dell’Angelo, su due rosoniche ne tiancheggiano il peduecio. L’ in-terno della cappella e un quadrato le euilacce portano quattro arconi su’quali siinvolta una cupola. Un cornicione ricor-rente c.oii quelle che serve d’imposta al-l’arco gira su quattro lati e va ricco difregi. Belli son pure i quattro medaglionicogli Evangelisli, sorretti da Angeli, einfissi ne’pennacchi fragli arconi interni.Di si pregevoli opere eseguite intorno al1470, e ignoto l’autore. La cappella vennealzata per cura del doge Cristoforo Moro di cui sul pavimento, in mezzo al presbi-lerio, vedesi il sigillo sepolcrale, splendi-do per bellezza d’ornamenti, e forse la-voro di Pietro Lombardo .
La penultima cappella e decorata diornatissimo arcone e di pilastri leggia -draniente intagliati. Tre buone statueabbelliscono la mensa dcll’ altare. Lavülla, guastaalquanto dal bombardamentodell’agosto 1849, e scompartita in circnli,in cui stanno le mezze ligure degli Evan-gelisli, in terra cotta inverniciata. Tutteopere del secolo XV, d’ignoli arte(ici,mache ricordano le pure forme della scuolafiorentina di quell’etä.
Inline, anche l’ultima cappella e deco-rata di arcone e di pilastri ornatissiini.Corretle statue si veggono sulla mensa esul parapetto dell’allare. Giustail Sanso-vino ne fu scultore Antonio Rosselli diFirenze , nel secolo XV.
S. Zaccaria. Intorno all’anno 1469 die-desi mano ad innaizare questo magnificotempio, uno degli ornamenti piii splen-
VEN
didi della cittä, per la mole sua, per laricchezza de’marmi e delie sculture, perla diligenza dell’esecuzione e per la singo-larita dello Stile. Ne fu architello Antoniodi Marco. Nel 1515 veniva condotto icompiinento e solo nel 1543 consacrato.
La facciata n’e loinbardesca, sorrnon-lata da frontone ricchissimo arcuato. Edivisa in tre corpi rispondenti aH’internadistribuzione, varj cornieioni trasversalisegnano apparentemente de’piaui laddoveI’intcrno sorge senza intcrrompiniento al-cuno. La statua di S. Zaccaria, sopra laporta maggiore, e di Alessandro Viltoria.
L’inlerno e a Ire navi, di cui la mag-giore giunta all’ altare si sviluppa inun’ abside di cinque lati , tutti portantiun’arcata ogivale. A quesl’ abside ne ri-sponde altra maggiore farga quanto lachiesa con quel numero slesso d’ arealeintroducenli in cappelle.
Pochi monumcnli deU’epoca di transizio-ne dalle forme archiacute alle romanemostrano, comc l’absidc di questa chiesa,un piü leggiadro intrecciamento de’duestili. E del pari elegante la forma dellegrandi colonne su cui s’involtano gli ar-chi componenti le navi. Con bell’uccor-gimento i’architetto, per dar loro snel-lezza, le fece sorreggere da svelü pilastriotlagoni.
Incominciando il giro della chiesa adestra vedesi primamente la pila del-1’ acqua benedetta cui sovrasta una leg-giadra statuina del Vittoria figurante ilBatlista. Dalla parete a destra del primoaltare sporge l’urna sepolcrale di MarcoSanudo, oratore eloquente ed abile mec-canico, morto nel 1503; operalombardesca,che s’ aecosta al fare di Alessandro Leo-pard:.
La terza arcata maggiore introduce alco’’o delle monachc, ove son degni d’os-servazione i sedili a tarsia, lavorati daFrancesco e Marco da Vicenza fratellinel 1464, e ristaurati nel 1895; la lela,sulla parete a destra, con la Vergine fraalcuni Santi, attribuita a Palma il Vecchio ;e quella sopra la porta colla Nascita delBattisla, del Tintoretto .
Eleganti sono i tre altari in legno a-dorni di ricchi intagli, della cappella diS. Tarasiö. Lodovico daForliodal Friuliunitamente a Giovanni ed Antonio daMurano piuse l’ancona dell’altar maggio-re : i due secondi quelle de’laterali.
Da questa cappella si discende in unacripta, che sembraavanzo dell’anliea chiesaincendiata nel 1105.