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rilievo che serve di lavola alla cappellalaterale, a nianca delia crociera, ove Tul-lio Lorabardo, che vi lasciö il nome, scol-p'i Cristo in mezzo agli Apostoli in attodi coronare la Vergine. Poscia vedule lequaltro tele co’ Sanli Andrea ed Agata,Unofrio ed il Titolare, nonche i quattropiccoli comparlimenti con profeti e santidiversi, opere tutte altribuite a GiovanniMansueti , e un lempo decoranti 1’ anticoorgano ; P ammirazione si yolgo alledue capitali tavole che fregiano l’allarpritno aila destra entrando, e l’ara mas-sima. La prima e dipinta da GiovanniBdlini, allorquando conlava 8G anni d’elä,giacehe porta la data del 1313, ed espri-me S. Girolamo nella solitudine e dai lalii Sanli Gristoforo ed Agostino . La secondae nobilissinio lavoro di fra Sebastiano dalPioinbo, la piu celebrata ch’ei facesse aVenezia , per testimonio dello Zanetti, enella quäle colori il Titolare seduto, ilBattista, la Maddalena ed altri santi. Fuessa per lungo lempo creduta opcra delGiorgione, e il Sansovino anzi narra es-sere stata incominciata da questo maeslro,e finita poi da fra Sebastiano suddetto;per contro, il Biaggi, che la illuströ e loZanetti la vogliono assolutamente operadel frate.
Altre pitture, ma d’assai minor meri-rito, sono in questa chiesa; due di Bar-tolomeo Litterini, una di Carlo Loth , duedi Zaccaria Facchinelti, altreltante di Al-vise Benfatto, e varie, sul sollitto, di Gio-vanni Diamantino.
Santa Maria delta Fisitazione. E' que-sta l’antica chiesa de’ poveri Gesuati, chequi vennero nel 1393, ed eressero un ora-torio dopo il 1423 sotto la invoeazione diS. Girolamo Miani , suffragati da largodono di Francesco I Gonzaga marchesedi Mantova . Dicesi che nel 1473 NicoiöMarcello ricevesse genuflesso il corno du-cale da due frati di quell’ordine, quasi asinentire le accuse di cui furono gravalinel 1436 dinanzi al pontefice Eugenio IV .Ne qui limitossi la stima del Marcelloverso que’ padri, che anzi Ii volle bene-licare con ogni maniera d’ajuti, in modo, che poterono innalzare un tempio deco-j roso, la di cui prima pietra fu posta in-J torno al 1494. N’e ignoto Farchitelto,s ma la sua elegante facciata, ove spicca| particolarmente la porta a pilaslri corinlj,[ leggiadramenle rabeseali ne’ riquadri; le| statuine sugli acroterj del frontespizio,> comeche mediocri; e nell’inlerno le due. piccole colonne posanti su picdeslalli ro-
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tondi che reggono il ballatojo oVe stal’organo, lo rendono uno de’ piü graziosimonutnenli della scuola lombardesca.
Quando vennero ad abitare il cenobiovicino iDomenicani (1669/, pensarono essidi erigere una nuova chiesa presso l an-tica, siccoine diremo in appresso, e questavölsero ad usi di proprio comodo, linche,soppresso il cenobio nel 1810, venne lanuova desiguata a parroccbia, e quella dicui pariamo, data all orfanotrolio maschi-le, collocato in una partc del convento,fu aperta ancora al cullo divino.
Santa Maria Mater Domini . Fu con-sacrata nel 1340. Alcuni la vogliono diPietro Lombardo , i piü di Jacopo San-sovino . Consta di una navata a crociera,benclie le sei cappelle laterali, essendofra lero in comunieazione , polrebberofarla considerare a tre navate. Nel fondo,tribuna semicircolare, e due ntinori ailali. Sulprimo altare a destra di chi enlravedesi Sant’Andrea fra gli apostoli Pietroe Paolo, belle slatiie di Lorcnzo Rregno,compiute da Antonio Minello de’ Bardi. Lapala del seguente e una delle piü com-immdate opere di Vincenzo Catena , cheraffigurowi il martirio di Santa Cristina .Del Tintorelto e la Invenzione della Croce,sulla parete delia crociera a destra. Sem-plice, elegante cd egregiamente eseguitoe l’altarino di marmo d’ignoto lombar-desco del secolo XV, ch’e nella cappellaa sinistra della maggiore. La gran telaesprimente l’ultima cena del Salvatore chedalla stessa parte adorna la parete dellacrociera, e attribuita a Palma il Vecchio .Sott’essa e un bei bassoriiievo su fondodorato, alla maniera bisantina, figurantela Vergine col Bambino. Francesco Bis-solo nella tavola della Trasfigurazionedie adorna 1’ultimo altare, mostrava ilsuo valore principalmente nel colorito,quivi piü allo e robusto che in quant'al-tre ne alibia egli condotto. Una secondaopera bisantina, ma d’oreticcria, abbel-liva fino a! 1797 1’altar maggiore. Que-sl’era una pala d’argento in 21 scom-partimenti cesellali, (iguranli la Passionedi Crislo. Recata di Gostantinopoli nel1204, fu rubata nell’invasione francese .
S. Sebastiano. Frate Angelo di Corsicafondo in questo sito nel (1398 un mona-stero di Gerolimini, che ne’ priini annidella sua istituzione poco potca prospe-rare per le violente opposizioni de’ par-rochi dell’ Angelo Raffaele. Papa Calli-sto III fiui quella lite, imponendo a’fratidessero al jiarroco un anmio Iributo di