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cere. Sorse piü vasta la chiesa nel 1488,ina oresciuli i proventi del monastero sipensö a rifabbricaria ne’ primi anni delsecolo suecessivo. Sembra infatli ehe lefondamenia dell' attual chiesa venisserogittate 1 anno 1606, e che il disegno of-ferto lo avesse Francesco da Castiglionecremonese, assislilo neb’opera da!lo Scar-pagnino, da maeslro Bartolomen, da mae-stro Guglidmn e da uiaest.ro Pietro. Giu-s!a 1’ iscrizione che leggesi sul prospetloesterno fu couipmta nel 1848. Soppressii Gcroiimini nel 1810, fu dcmolifo il iorobei monastero , e la chiesa entrö neüagiurisdizione del parroco di S. Trovas».
La repubblica , gelosa custoditrice deimolli dipinti onde Paolo adornö que-sla chiesa , decretava che non vi si po-tesse alzare veruna impalcatura per irarrecopia di essi; ne si eoncedesse copiarliehe ad un pitlore per \olta.
La facciata nulla ha d’osservabile. L’in-terno, arnionico e correlto, consla di unasola nave cni inelte capo la maggiorecappella fianeheggiata da dne minori.Pse 11 a parte anteriore s’avanza per tre latiuna loggia a gentili pilaslri quadrati, sucui girano arehi portanti un hallatojo ,che scrviva di coro.
lneoniinciandone il giro a destra, losguardo si ferma sul primo altare adornod’ un S. Nicolö sedenle in atto di bene-dire , con un angelo che gli sorregge lamitra, robuslo dipinto di Tiziano,giavccchio di 86 anni. L’allare seguente liauna piccola Madonna di Paolo Galiari.Nel terzo e notevole il gruppo in marmodi Toinmaso da Lugano , esprimenle laYergine col Bauibino e S. Giovanni. DiPaolo e la pala del quarto con Crislo incroce e le Marie. Qui presso e il monu-mento sepolcrale del vescovo Livio Po-dacataro , Iodatissima opera di JacopoSansovino , che la eseguiva nel 1886.
Tre tele di Paolo Veronese decoranola cappella maggiore, cioe la pala dell’al-tare con la Vergine in gloria e quattrosanti; 1’ ampio quadro sulla parcte a si-nislra col martirio de’ SS. Marco c Mar-cellino, stupendo capolavoro di cui trag-gonsidel continuo copie d’ogni grandezza;e Fallro simile dirimpetto col martirio diS. Sebastiano, che levalo nel 1762 perristaurarlo, si rile'ö copriro altro dipinlodi Paolo rappresentante il soggetlo stesso.
L'organo, inodellato da Paolo, venivainlagliato da Domenico marangon (fale-gname)ed Alessandro vicentino, nel 1888.Lo stesso Paolo dipingeva la Purificazione
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della Vergine sulla faccia esterna de’poü*telli, e la Probalica piscina, su 11’ interna.II buslo di lni, ch’ e quivi alla sinislra,fu scolpito da un i aunl o Bozzetti. II si-gillo sepolcrale sottoposto a questo grettonionuuiento chiude le ceneri del Ve-ronese. Riportianni la iscrizioue incisasotl’al busto quäle mojlello delPampollo-sita del seicento: Paulo Caliario verunensipictori, naturae aemulo, cirlis miraculo,supersliti falU, famarn victuro.
L altare \ieino alla sagrestia palesa loStile del Sansovino : laleralmenfe veggonsiS. Antonio ahate e S. Marco , belle sta-luine di Alessandro Vitioria, del quäle epure il finissimo busto del procuratoreMarcantonio Grimani, morto nel 1668, etuinulato appie dell’allare medesimo, co-strutto per sua disposizione. Del Veronesee Ia pala col haltesimo di Gristo, sull’al-tare seguente , e di Anninio Zuccato ilmusaico del quarto, ligurante la caduladi S. Paolo. Sui tre maggiori spartimentidel soflitto, Paolo e ßenedetlo Galiari fra-telli unitamente a maeslro Antonio, pin-sero Ester condotta ad Assuero, Ester incoronata e il trionfo di'ftfardocheo. An-che i minori spartimenti del soflitto sonodegli stessi penneiii, e cosi pure le pa-reli del hallatojo; ma questi freschi sonoassai danneggiati. Del solo Paolo sonquelli, tutlavia bellissimi, che in cinquecomparli si animirano sul soflitto dellasagreslia, cioe nel mezzo la Incoronazionedella Vergine, e gli Evangclisli ai quattrolati.
Le altre tavole e dipinti della chiesasono opere di Andrea Schiavone, Palmail Giovine, Federico Bencovich, AndreaVicentino e Matteo Ingoli.
S. Fantino. La pietä del cardinale Gio-vanni Battista Zen, vescovo di Vicenza ,Iegö una generosa sonmia nel 150t perla riedificazione di quest’antichissima chie-sa allora ininacciantc ruina. Incomincia-tasi a murare nel 1806 , ebbe sovven-zioni di privati fino al suo compimento.L’ architetto n’e ignoto; lo Stile si dellafacciata e si dell’ interno e lombardescosemplice e puro. Ben collegata alle resi-due parti della chiesa, e di leggiadro ef-felto per l’ingegnoso contrasto delle linee,e la cappella maggiore architeltata nel1833 da Jacopo Sansovino . Due luonu-menli sepolcrali son quivi innalzati d’ot-timo Stile, il priino chiude le ossa di Vin-ciguerra Dandolo, morto nel 1817, bei loper eleganza d’intagli, lavorato con moltadiligenza, e un tempo auclic dorato j si