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liene opera di alcuno de’Lombardi; il se-condo pur lombardesco , di Bernardinoi Martini, raorto nel 1318. Un terzo, opera| di Giulio del Moro , sporge dalla parelea destra di chi entra in ehiesa , e rin-serra le ceneri del medico Pavesano Pa-vesani.
Otto pittori, vissuti in varie eta, e per-ciö piü o meno lodati, hanno quivi la-sciato diverse opere: Giovanni ßellini ,| che colori la Sacra Famiglia entro unai veduta abbaslanza lodata e piacente; Pal-i ma il Giovine , Leonardo Corona , Santo‘ Peranda, Andrea Vicenlino, Alberto Cal-j vetti, Giuseppe Enzo e Liberale Cozza ,i morto non sono molti anni.
! S. Giuseppe di Castello . Il senalo ac-5 cordava ad alcuni divoti, il 28giugno 1813,i la erezione di questa ehiesa e dell’attiguos cenobio prima abilato da monache Ago-'$ stiniane, poi nel 1801 dal le religiöse diSan Francesco di Sales , che qui ricove-i ravano fuggite alla rivoluzione di Francia ,aprendo collegio di edurazione per lefanciulle.
Semplicissimo e lo stile arohitettonicoimpiegato si entro come l'uori della ehiesache descriviamo. La porta principale edecorata esternamente d’un bassorilievodi Giulio del Moro espriinente F Adora-zione de’Magi. Dello stesso e nell’internouna slatuina del Battista sopra una piladeU’acqua santa. 11 bassorilievo del prinio1 altare ligurante la Sacra Famiglia e unagloria d’angeü, venne scolpito da Dome-nico salodiano, nel 1871, in memoria dellabattaglia di Lepanto . Dietro l’altar mag-giore Paolo Veronese dipinse la Nascitadi Cristo. 11 colossale mausoleo del dogeMarino Griinani e di Morosina Morosinisna moglie , sopracarico di ornamenti, epercio alquanto censurato, si attribuiscea Vincenzo Scamozzi : i bassorilievi dibronzo, le statue e gl’intagli si lavoraronoda Girolatno Campagna. Alessandro Vit-toria condusse quello di Girolamo Gri-mani, splendido mecenate delle arti, mortonel 1870.
Altre opere di pittura vi sono di Ja-i copo Tinloretto, Santo Peranda , ecc.j S. Rocco (Chiesa e conjraternita). Fon -j data da pie persone, del 1418,1a confra-I ternit.a di S. Rocco , tanto benemerita della• patriai e delle arti, in oceasione della pe-| ste del 1488 fece destramente rapire leI spogliie mortali di S. Rocco venerate aj Voglnera.
i Rieiscito il colpo, i confratelli pensa-! rono tpochi anni dopo ad innalzargli una
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chiesa e in prossimilä ad essa il sito delloro convegno e dei loro divoti esercizj.La chiesa presente venne per altro riedi-ficata suli’antica fra il 1768 e il 1771, ede misera fatica di Bernardino Macamzzi, ilquäle senza doltrina e senza talenti, sognöd’imitare il vicino prospetlo della confra-ternita, di cui diretno in appresso.
La cappella maggiore e le due lateraliad essa furono architettate, nel 1498, daBartolomeo Bon , sotlo la cui direzionecerto Venturino condusse, nella prima einlorno all’epoca stessa, il magnifico al-tare disposto per modo che sopra tre gra-dini sorge la mensa , il cui parapelto eper sceltezza di marmi ricchissimo : unbasso piedestallo regge quattro grandiosecolonne sulcui sopraornato s’involta l’arcoche accoglie l’urna del Titolare; ed altroarco coronato da cornice raccoglientesinella parte di mezzo in un frontespiziochiude il nobile altare.
L’urna, sfarzosa d’ornamenti e di bas-sorilievi, porta nel centro la statua diS. Rocco scolpita da Bartolomeo Bon . Nellenicchie dei due intercolonnj laterali sonole statue dei SS. Sebastiano e Pantaleo-ne , lavori di quel Simeone Mosca e diFrancesco suo figlio da Settignano , deiquali il Vasari parla con lode.
Le due statue superiori non e impro-babile sieno opera del detto Simeone.
Gli stalli del coro vanno ricehi didi buoni intagli di Giovanni Marchiori .Le quattro ampie tele rappresentanti lacarita di S. Rocco , che decorano le pare-ti, sono del Tintoretto .
Nella cappella laterale alla maggiore adestra e di Tiziano la pala con Cristotratlo al Calvario; di Andrea Schiavone la rnezzaluna che le sovrasta liguranteDio fra gli Angeli.
Nel corridojo che mette in sagrestiasorge in faccia alla porla il monuinentoinnalzato a Pellegrino Boselli morto nel1817 combattendo sotto l’Alviano controgli alleati di Cambrai . Lo Stile n’e lom-bardesco : ben profilati ( dice Selvalico)sono gli ornamenti architettonici, matozza la statua.
I/affresco ch’e a sinistra venne stac-cato dall’antica facciata della chiesa sullecui rovine si fabbricö la presente. E delPordenone e ligura S. Sebastiano. DelPordenone medesimo son pure, nellachiesa, le due tele con S. Martino a ca-vallo e S. Cristoforo.
Ogni anno, il 16 agosto, il doge assi-steva alla messa in questa chiesa per ve-