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nerarvi le ossa del sanlo e pregar Dioacciocche tenesse lontano il flagello dellapesle daUe terre della repubbliea. La so-lennitä di S. Rocco perdura anche oggidi;e quanlunque scema dell'antico splendoree l'ra le primarie sagre della citlä.
La scuola di S. Rocco fu incomineialaa murare nel 1517 da ignoto che credesiBarlolomeo Bon, proseguila l'ra il 1824e il 1527 da Sante Lombardo e ultimatada Antonio Scarpagnino inlorno al 1550.
La facciata e un capolavoro d’ archi-tettura lombardesca; stupende le bifore,vaghissima la superiore cornice, bella laporta.
Ne fu autore Io Scarpagnino nel 1830.Tanti elogi non nierita quella che guardail canale, lombardesca essa pure, ma digran lunga inferiore a qucsla che da sulcampo.
La ienografia terrena moslra la saladivisa in tre navale da due lile di co-Jonne corintie che reggono 1’ ampia salasuperiore.
La prima delle detle due sale e rico-perta di dipinti di Jacopo Tintoretlo fi-guranti 1’Annunciafa, 1’ Adorazione deiMagi, la Fuga in Egitto, la Strage degliInnocenti, la Maddalena, S. Maria Egi-ziaca, la Circoncisione di Cristo e FAs-sunta.
La statua di S. Rocco sopra l’altare edi Girolamo Campagna .
La scala per cui si ascende alla sala su-periore, consta di due rami paralleli estaccati che meltono capo ad un terzonel mezzo d’essi, quasi doppio dei late-rali. Fu incominciata da Sante Lombar-do, riformala ed ultimata dallo Scarpa -pagnino nel 1548.
Due preziosi dipinti adornano il pia-neroltolo, l’Annunciata, di Tiziano ; e laYisitazione, del Tintoretto .
Nell’ampie pareti del ramo maggioreAntonio Zanchi dipinse l’orrida peste cheoppresse Venezia nel 1630 e di fronte,Pietro Negri, Venezia liberata dalla pesteinedesima.
Un ornatissimo arcone, insuperabilenella eleganza de’fregi e nella gentilezzadelle semplici proporzioni, introduce nellasala superiore. Quivi l’occhio resta ma-raviglialodalla prodigiosa quantilä di tele,opere tutte del Tintoretto , che gli si pre-senta dinanzi; tele in cui sono espressecopiosissime storie tratte dalle sacre pa-gine dell’antico e dal nuovo patto, come ilRisorgimento di Lazzaro, la Moltiplica-zione de’pani e de’pesci, Fultima Cena,
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FOrazione nell’orto, la Risurrezione, ilBaitesimo di Cristo, la sua Nascita, laPröbalica piscina, 1’Ascensions al Cielo,la Pasqua degli Ebrei, il cader dellaManna, il sacrilizio d’Abramo , il castigodei serpenti, Giona uscente dalla balena,Mose che fa scaturir 1’acqua, il peccatodei primi padri, ecc., ecc.
L’altare e opera di un Francesco Ber-nardina, che lo costrusse nel 1588; del'J’intoretto la pala eon S. Rocco.
Le statue laterali, il Baltisla e S. Se-bastiano furono scolpite da Girolamo Cam-pagna . Gl’ inlagli in legno tiguranli leazioni del litolare, vennero eseguiti nelsecolo scorso da Giovanni Marchiori so-pra disegno di Giorgio Fossati; e quellisoltoposti alle tele delle pareti sono pa-zienti fatiche di Francesco Pianta edi unMichelangelo da Firenze .
Sopra la porta d’ingresso e il ritrattodel Tintoretto penneleggiato da se mede-simo a 00 nnni. Del quäle Tintoretto sonpure tutti i dipinti che adornano le pa-reti della sala contigua detta dell’Alber-go , nonclie il S. Rocco in gloria nel com-parto centrale del soffitto; ma fra questiuno ve n’ha delto a ragione il miracolodella piltura veneziana , nel quäle il Ro-busti vinse se slesso mostrando quantovaleva nell’ arte emula della natura, vo-gliam dire la Crocifissione ch’e sulla pa-rete in faceia alla porta. Sott’essa, Fran-cesco Tosolin di Bologna espresse, nel1780, a chiaroscuro sul cuojo alcune azionidella vila di S. Rocco , con tal diligenzache inganna 1’ occhio.
Nella slanza della cancelleria il Cristodeposto e della scuola di Tiziano; d’ignotolombardesco le belle statuine che ador-nano quella deH'archivio.
La scuola costö in origine alla ricchis-sima confraternita 47,000 zeechini.
Era protetta dalla repubbliea, che leaccordava il privilegio del foro e laindipendente amministrazione. Ajutavaogni anno (e specialmente neH’inlieriredelle pestilenze) le famiglie povere e gliistituti di beneficenza; allo Stato trava-glialo da guerre soccorreva d’ uomini edi danaro.
Espilata dai commissarj francesi, furiaperta e salvata da carilatevoli cittadinial genio delle arti, l’anno medesimo delladecrelata soppressione, 1806.
S. Salvatore. Fondata nel secolo VII, ericordata in una cronaca del XIII per lasingolarilä del suo laslrico, in parle agrate di ferro sotto cui passavano acque