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[Volume primo. Parte seconda.]
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min: alquanto goffo n’ e per altro lo Stilee i molti ornamenti.ibassorilievi. le sfatue,e le sctillure, opere tntte di un MicheleOngaro, sentono il decadimento dell’arle.Pregevole dipinto del giät nominato MarcoBasaiti e il S. Giorgio a cavallo, sovra-posto alla porla che mette nella cappellad’Ognissanli, dove si amtnira un musaico,che serve di pala all'altare, figuranle ilparadiso ed eseguito da Arminio Zuccatocon cartoni di Jacopo Tintorelto.

Il campanile spettante a questa chiesasorge isolato nel cwmpo attiguo alla me-desima. Fu cominciato nel 1465 e com-piuto nel 1474.

E’ tutto incrostalo di marmo islriano,diviso in due ordini, abbellilo con orna-inenti d’ottimo gusto, e lavorato con sotn-ma diligenza. La cima fu rifatta nel 1670;1’ orologio riordinato nel 1735 per operadi ßartoiomeo Ferracina.

S. Jacopo di Rialto. Dice la tradizioneche un Entinopo di Candia la nmrasseper voto nel 421, e fosse la prima chiesaeretla in Venezia . Itistaurata nel 1073 incui la si ornö di musaici, e nuovainentenel 1194, soggiacque a notevoli rifonne erisarcimenti nel 1531, ma piü nel 1601quando se ne alzö il paviniento persalvarla däll’aequa. Un portico ester-no serve di facciala e ne’ difende 1' in-gresso. La pianta e a Ire navi spartiteda sei colonne, i cui fusti e capitelli simostrano avanzi d’allre costruzioni. I ca-pitelli infalti sono corintj e l’abaco ra-stremato e pesante che portano sulla cam-pana li fa ritenere del V o del VI se-colo. Quattro delle sei colonne, disposteagli angoli di un quadrato, reggono ar-coni che non e improbabile sorregges-sero giä una - cupola. Due cappelle fian-cheggiano il coro, due si schiudono inmezzo alle navi laterali.

Süll’ altar maggiore , slatua di S. Gia-como, di Alessandro Vittoria ; suU’altaredegli orefici, slatua in bronzo di S. An-tonio abate , stupendamente modellafa ebenissimo fusa da Girolamo Campagna .

Vi sono pitture di Marco Vecellio , Al-vise dal Friso, Jacopo Palma , Santo Pe-randa, Pietro Malombra e Giovanni ßatti-sta Lorenzelli.

Il giovedi santo il doge visitava questachiesa per ricevervi le indulgenze com-partite dal pontelice Alessandro UI quandofu in Venezia .

Spirito Santo. Maria Caroldo sorella aGirolamo segretario del Senato, eressequi nel 1483 un monastero di donne, se«

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guendo la regola di S. Agostino . Nel volgerdi pochi anni ne venne perö cacciata,perche bruttatasi di turpi delitti. Tutta-volta 1’ istituto durd fino al 1806, nel quälanno fu soppresso, e, chiuso il tempio,fu riaperto di nuovo nel 1808. Quandovenisse questo eretto, siccome ora si vedee incerto •. i piü lo ritengono per altro nelsecolo XVI. Esternamente son degni diqualche riguardo i soli ornamenti delle(inestre foggiate a tabernacolo; nell’ in-terno la tavola del terzo altare a destraove Giovanni Buonconsigli delto il Mare-scalco effigiö il Redentore fra i SS. Giro-lamo e Secoudo; sopra la porta maggioreilmagnifico sepolcralemonumento di Paolo,Andrea e Marco Paruta, il primo de’quali,morto nel 1598, fu insigne storico esta-tista.

S. Lucia. Giä parrocchia appartenentea monache Agostiniane , oggidl oratorio.Eretla sullo Stile del classicismo, vuolsidi Andrea Palladio , ma pare ch’egli nonideasse se non la cappella maggiore,della quäle si secondarono le linee e loStile nell’aggrandire la chiesa fra il 1609e il 1611.

La cappella maggiore venne fatta eri-gere da Leonardo Mocenigo, di cui sullaparele laterale a sinistra si vede il bu-sto, scolpito da Alessandro Vittoria .

Jacopo Palma il Giovane fu l’artistache piü degli altri operö in questa chiesae in alcuna tela anche con lode.

S. Cassiano. Vuolsi dapprimaeretta que-sta chiesa nel 726, indi per la sesta voltariedificata nel 1611. Nulla di notevole pre-senla all’esterno: internamente la deco-rano molti reputati dipinti, fra cui lapaladi Palma il Vecchio , sul primo altare adestra, figurante il Battista fra quattroSanti; quella dell’altare seguente con laVisilazione di S. Maria Elisabetta, diLando Bassano, che nella cappella late-rale alla maggiore a destra ha due altriquadri, il primo esprimente la Nascitadella Vergine, il secondo S. Zaccaria ; ela pala dell’altar maggiore con Cristo ri-sorto, di Jacopo Tintoretto , del quäle pursono nella stessa cappella la discesa alLimbo sulla parete a destra; la Crocefis-sione, su quella a sinistra.

Il pulpito, riceo di bei marmi, venne co-strulto sullo Stile del rinascimento daignoto del secolo XVI.

S. Maria Madre del Redentore. Fondatanel 1614, servi a nn cenobio di monachefino alla soppressione generale de’ con-venti succeduta ai primi anni del secolo