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presente. Riaperta nel 1827., e ora uffi-ciata da Cappuccine dette di S. Girolamo .E’ piccola, nia ricca di tre begli ajtari dimarmo e di dne favole di Palma il Gio-vane.
Angela Raffaele. Murata nel 1618 eondisegno nonaffatto spregevole di un Fran-cesco Contini . La facciata e d’ignofo, efu alzata nel 1755. Poche opere v’ha inessa meritevoü di onorala ricordanza, tul-tavolta citeremo il Castigo de’serpenti,dell'Aliense , e il Cenlurione dinanzi aGrislo, di Alvise Dal Friso , nella cappellamaggiore; nonche F utlima Cena del Bo-nifacio, in quella minore, a deslra.
S. Benedetto. Dicesi eretta prima del1015. Nel 1229 fu conceduta da Grego-rio IX ai monaei di Brondolo fuggiti al-l’impeto di Eccelino da Romano; nel 1435enlrö nella giurisdizione de’vescovi di Ca-stello, e nel 1619 fu riedificata dallefon-damenta. In essa vuolsi nolare il S. Se-bastiano slegalo dall’ albero da due donne,rinomata pala di Bernardo Strozzi dettoil Prete Genovese.
S. Maria della Salute . Il doge RanieriZen, in ricompensa al soccorso portatoglida’cavalieri Teutonici contro i Genovesi ,li donava di una chiesa sacra alla Trinitäe di un ospizio nel 1256. Soppresso nel1592 il priorato veneto di quell’ online, lachiesa e 1’ospizio servirono a seminariopatriarcale. Ma nel 1630 destinando larepubblica di erigere un tempio sontuosoalla Vergine per la cessazione della peste,fecero ritorno a Murano i Chierici; el’a-rea del priorato teulonico fu sceliaaedi-ficarvi la magnifica mole. Nel 1656 il Se-nate la consegnö a’Chierici regolari So-maschi,che vi inuraronoaccanto il ioro col-legio. Si queslo poi come la chiesa, ve-nivano nel 1817 assegnati nuovamente alseminario patriarcale.
E’ indubitabile che Baldassare Longhena modellö questo grandioso edificio sulladesc.rizione che Polifilo (Francesco Colonna )fa nella sua Hypnerotomachia di un va-sto tempio da lui ideato, a cui nemmenomancano i contrafforti esterni a voluta,che dal tamburo della cupola vanno aicoperti delle ali.
La prima pietra di quesla chiesa fu po-sta nel 1631; consacrossi nel 1687. Ognianno il giorno 21 novembre qui si fa-ceva una pomposa solennitä coll’inlerventodel doge. Anche adesso havvi nel giornomedesimo una festivitä religiosa, per cuiad agevolare il coucorso del popolo, silega quesla contrada con quelle di S. Moise
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e di S. Maria Zobenigo. che le stanno dirimpetto all’opposto lato del Canal Grande ,mediante due ponti di barche.
Quantnnque sia probabilissimo abbiasiscelto questo sito a fabbricarvi la chiesadella Salute perche uno de’ piü magici ede’ piü perspicui della cittä, vuole nulla-meno la tradizione che lo si scegliesseper farne cadere la porta centrale infaceia a quella della famiglia di NicolöContarini , che teneva il seggio ducale al-lorquando la repubblica decretö l’insignemonumento di cui facciamo parola.
La facciata della chiesa, volgarmentedetla della Salute, presenta un tetraslilocomposito, che nell’intercolonnio centraleha la porta maggiore, e ne’ laterali nic-chie sovrapponentisi. De’profili i piü trasseil Longhena dal Palladio e dallo Scamozzi ,gli altri dal suo intemperanle Capriccio.
La cupola poi & inirabile perchö allaleggerezza piü snella unisce la piü robu-sta soliditä. Ingegnosamente contesta dilegname, vien resa piü imponente, mas-sime se veduta da lungi, dalle grandi Vo-lute che ne rinliancano gli angoli del tam-buro ottagono.
L’ interno consta di due poliedri de-scritti in circoli concentrici; il piü vicinoal cent.ro offre otto lati uguali che com-prendono otto arcate a cui rispondono ledescritte nel maggior ottagono; fra l’unottagono e l’altro gira un portico. Sei ar-cate si sfondano in cappelle; in una siapre la porta centrale, l’altra guida al pre-sbiterio, la cui icnografia e costituita daun quadrato e due emicicli.
Numerosi sono i eapolavori delle artisorelle, pitiura e scultura, che decoranoquesto splendido monumento della pieläveneziana;ma l’indole della presente operaa noi consente di citarne solo con la mas-sirna brevilü i principali.
Incominciandone adunque il giro a de-stra, le Ire prime cappelle che s’ incon-trano hanno altrettanti quadri di LucaGiordano , cioe la Presentazione di MariaYergine, l’Assunzione di lei al Cielo, ela sua Nascita. Giuseppe Le Court scolpiil gruppo dell’altar maggiore figurantela Madonna che fuga la peste. Le colonneche sostengöno la völta sotto cui sorgel’altare medesimo vennero daU’anfiteatrodi Pola, e Fimmagine di Nostra Donnache qui si venera fu recata di Candia nel1672 da Francesco Morosini . 11 grandiosocandelabro laterale e bei getto di un An-drea d'Alessandro Bresciano, che moltoricorda le mattiere del Vittoria.