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[Volume primo. Parte seconda.]
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VEN

II soffitto del coro presenta in tre grandiscompartimenti: Elia ristorato dall’angelo,il cader della manna e Abacuc tratto dal-l’Angelo , opere di Giuseppe Del Salviati;e in otto minori gli Evangelisti e i Dot-tori della Chiesa, dipinti da Tiziano .

Nelle tre cappelle opposte alle tre su-indicate sono due tavole di Pietro Liberi ,cioö Venezia a’ piedi di S. Antonio di Pa-dova e 1’Annunciata, una di Tiziano , fi-gurante la diseesa dello Spirito Santo.

Di quest’ ultimo autore avvi pure unS. Marco fra quattro sanli sulla paretesinistra dell’antisagrestia, rimpello a unaPieta, pregiato bassorilievo del secolo XV,probabilmente di Antonio Dentone.

Nella sagrestia maggiore sono di Giu-seppe Del- Salviati: 1’ultima Gena soprala porta d’ ingresso e Säule che vibral’asta eontro Davide; ne’ due comparti la-terali Girolanio da Treviso dipinse il SanPiocco con altri santi, elf e sulla stessaparete a destra, e Piermaria Pennacchi,la Vergine col Bambino fra le nubi, a si-nistra. I tre quadri con la inorte di Abele,il Sacrificio d’Abramo e David vincitoredi Golia che adornano il soffitto, sono diTiziano .

Il Padovanino condnsse la paladell’altareov’e rappresentala la Madonna della Salute.

Nella cappella a destra e colloeata unainunagine della Vergine, gia venerata aCostantinopoli . E' un bei niosaico bisan-lino, donato dall’artefiee Teodosio all’im-peratore Emaimele, nel 111B. Decoranole pareti a destra un S. Sebastiano, diMarco Basaiti , a sinistra un’ ancona incinque comparti con Maria Vergine, l’E-terno Padre e due santi, di Cristoforo daParma, che la coloriva nel 1495.

La parete a destra di chi guarda il dettoaltare presenta: le Nozze di Gana, di Ja-copo Tintoretto,Sansone e Giona, di Palmail Giovane , la Vergine col Bambino, dellascuola di Murano , secolo XV; quella asinistra : il trionfo di David, in due com-parti, Melchisedec e Abramo , opere lulledi Giuseppe Del Salviati.

Nella sagrestia minore e a vedersi ilsoffitto ove Andrea Vicentino dipinse Dio in gloria, e sulla parete a sinistra i ri-tratti di una famiglia palrizia, condotti da(iiannanlonio Fasolo, nel 1860.

ün ignoto veneziano pinse nel 1338 ilquadro che ivi stesso e sopra la portaconducente nel coro, quadro il quäle mo-stra il doge Francesco Dandolo ed Elisa-belta di lui moglie, presentati da’santidel loro nome alla Vergine.

VEMETO

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Altro ignoto scolpi nel secolo XV ilbassorilievo in faccia alla porta esprimentel’Incoronazione della Vergine, sotto a cuivedesi l’urna sepolcrale di Antonio Cor-ner, ricca per intagli, lavorata sullo Stilelombardesco ne’ primi anni del Cinque-cento.

Ogni anno il 13 giugno, anniversariodella morte di Sant’Antonio , il doge re-cavasi a questa cliiesa per venerarvi lareliquia di quel santo qui custodita; indireduce a S. Marco banchettava alcunemagistrature e gli ambasciatori delle va-rie corli.

Ora diciamo aleun che del seminario,architettato esso pure dal Longhena, e aitempi nostri arricchito di molte opered’arte prima appartenenti a chiese e a ce-nobj soppressi, e qui raccolte e dispostedalla solerzia dell’abate Moschini.

L’oratorio ha un altare adorno di leg-giadre statuine e rieco d’intagli, erettosullo Stile del rinascimento da ignoto lom-bardesco nel secolo XVI. Ivi e pure l’urnasepolcrale di Jacopo Sansovino , sormon-tata dal bnsfo ileirimmortale architetto,plastica di Alessandro Vittoria . Nel mezzodel pavimenlo vedosi il sigillo sepolcraledel sullodato abateGiannanfonio Moschini,lliot'lo nel 1840, aVeiido speso quasi in-tera la vila nell’ illustrare la letteraturae le arti di Venezia .

A pala d'altare serye nella sagrestia unbassorilievo di slile lombardesco figurantel’Adorazione de’ pastori, lateralmente alquäle sorgono le statue di Santa Ceciliae Santa Caterina, scolpite da Tullio Lom-bard o.

Ornano le pareti del chiosfro varj mar-mi sotlratli alla distruzione degli uominidal solerte Moschini. Ne citiamo i phi im-porlanli, cioe: 1’ iscrizione del mausoleoeretto dal doge e dal senato a TaddeoVolpe da Imola eapitano della repubblica,nel 1854; il husto di Lorenzo Bragadin,scolpito da Girolanio Campagna; quellodel medico G. B. Peranda, del Vittoria ; 1fratelli Batutti, di Murano , bassorilievodel 1361; la consacrazione della chiesa diS. Giorgio in Alga , lapide del 1229; l’al-tra di S. Biagio alla Giudecca , del 1188;la fondazione di S. Antonio di Castello,epigrafe veneziana del 1346; la parte an-teriore di un sarcofago ove giacevano Vi-tale e Paolina conjugi, con caratteri edornainenti del secolo IX; la iscrizione delmausoleo del doge Nicolö Da Ponte , ar-chitettato da Vincenzo Scamozzi ; I'urnasepolcrale del doge Francesco Dandolo

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