882 VEN
Annesso alla chiesa e un piceolo con-vento di Garmelitani Scalzi.
A. Antonim . Eretta dai Partecipazj nelsecolo IX, ebbe parecchi rislauri, fino ache nel 1680 fu riedificata dai fonda-menti. Poche opere d’arte sono degne diosservazione: notiamo perö il quadro conNoe uscito dall’ arca, dipinlo da PietroVecchia, qualche altro di Jacopo Palmail Giovane , e il monumenlo del procu-ratore Alvise Tiepolo scolpilo da Ales-sandro Vittoria.
Santa Maria del Giglio , volgarnienteSanta Maria Zobenigo . Trae il nomedall’ estinla famiglia Zobenigo, che lamurö nel secolo IX intitolandola all’An-nunziata. ün incendio la distrusse nel 966ed un altro nel 1108. Parecchie volleveniva in seguito ristaurata, finche nel1680 fu riedificata quäle si vede al pre-sente. Giuseppe Sardi ne architettö lafacciata, tutta di pietra d’Istria ed erettaa spese della famiglia Barbaro, di cuiquatlro individui sono sculti nelle nicchie(lisposte nella facciata medesima. La quälenon e a dirsi come sia tutta ricohna distalue, di bassorilievi e di frcgi, tutti dibarocco slile e di gusto depravato. In-ternainanle V ha di niolle seullure e dimolli dipinli, fra cui voglion nolarsi lapala di Giuseppe Del Sclviati, coirAnnun-ciata, dietro l’altar maggiore, quella delTintoretto sul lerzullimo altare, col Sal-vatore in gloria, S. Agostino e Santa Giu-stina. il martirio di S. Antonino, di An-tonio Zanchi , sull'ullimo, e l’ultima Cenasulla porla maggiore, dipinta da GiulioDel Moro , del quäle awi pure una buonastalua nella sagreslia figuranle la risur-rezione di Cristo. Ma ciö che merita spe-ciale atlenzione c il mausoleo delprocu-ratore Giulio Contarini, di fianco all’al-tar maggiore, egregio lavoro di Alessan-dro Vittoria.
S. Maria Formosa. Intitolata alla Pu-rificazione della Vergine da S. Magno nelsecolo VII; riedificata nell’864 e nel 1108,indi giltatene di nuovo le fondamenta nel1492, co’ disegni del Moro Lonibardo ; efinalmente ristaurata dopo i danni reca-tivi da un terremoto del 1688. La fac-ciata presenta il monumenlo innalzato nelsecolo XVI a Vinceuzo Cappello viucitorede’ Turchi a Risano; accurato lavoro diDonienico da Salö . Tra le sculture in-terne notianto l’altar maggiore, ricco didue grandi colonne di granito orientalee di quattro minori di verde antico, e lacappella fabbricata dalla famiglia Querini,
VEN
anch’essa doviziosa di pregevoli mariui.Fra le pitture, vuolsi primamente ricor-dare la pala del primo altare a destra ,divisa in 6 spartimenti con S. Barbara nel centro, opera delle piü distinte diPahna il Vecchio. Assai lodata e purel’ancona dell’ altai’e seguente dove Barto-lomeo Vivarini dipinse nel 1473 la Ver-gine che sotto al suo manto raccoglieparecchi devoti, e a’ lati 1’ inconlro diS. Anna con S. Gioachino e la Nascita diN. D. Di Palma il Giovane e l’Addoloratadel terzo altare , e di Leandro Bassano I’ultima Cena nella crociera a destra. Ilcavaliere Pietro Paoletti dipinse a fresconel 1844 le pareti e il soffitto della cap-pella maggiore.
Dicono le cronache veneziane che il 2febbrajo le donzelle si disposavano nellachiesa di S. Pietro, recando secociascunain uno scrignetto la dote: nel 944 unalurba di pirati triestini conturbö quellafesta involando, armata mano, spose egemme. Tosto inseguiti dai Veneziani , ri-coverarono nel porto di Caorle dove per-dettero il mal tollo e la vita. Il sito dellosbarco ricevetle allora il nome di Portodelle Donzelle. Il valore de’ legnajuoli(casselleri) abitanti a S. Maria Formosafu la causa della vittoria; chiesero essi aldoge per tutta ricompensa, visitasse ognianno la loro chiesa; quindi ebbe origincla festa delle Marie che quivi celebravasinel detto giorno. — V. Porto Caorle.
S. Marzialej volgarniente S. Marcilian.Eretta nel 1135, e rifabbricata nello sliledella decadenza, da ignoto, fra il 1693 eil 1721. Fra le pitture notiamo il quadrodel primo altare a sinistra, con Tobia el’Angelo, di Tiziano Vecelli . Ee altre, diminor merito, sono del Tintoretto , delPassignano e dell’Aliense .
In questa chiesa e lumulato 1’ insignepitlore Paris Bordone , morto il 19 gen-najo 1871.
S. Vitale. Il doge Vitale Falier mura-va primamente questa chiesa (1084) inonore del Santo del suo nome. Arsa conaltre fabbriche da un incendio del 1108e rialzala durava fino al compiere del se-colo XVII. Quindi nel 1700 venivauo git-tate le fondamenta dell’atlual fabbrica, ladi cui facciata, tutta di marmo istriano,fu disegnata da Andrea Tirali . Un Giu-seppe Gnoccola scolpi nel secolo scorso ilbusto del doge Carlo Contarini c delladogaressa sua moglie.
Non parleremo delle pitture se non perricordare la tavola dell’ara massima di-