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pinta da Viltore Carpaccio nel 1814 efigurante S. Vitale a cavallo, la Verginecd altri Santi.
Nella base del Campanile sono inlissedue roinane iscrizioni ricordanti un Nu-merio, credute dal Sansovino qui traspor-tate da Pola .
S. Maria della Fam. Intitolata allaVergine, le venne il soprannoine dallepaste dolei (face) con cui si regalano iparenti il giorno de’morti, giusta il co-stuiue veneziano; vuolsi che alcnne bot-teglie le quali ne facean largo traffico quisi trovassero e da loro prendesse nomela contrada. Questa chiesa serve oggi dioratorio ai padri di S. Filippo Neri . Ar-chitetto della palladiana facciata fu AntonioGaspari ne’primi anni del secolo scorso;Giorgio Massari , della cappella maggiore,costrutta sul medesimo Stile. Due quadrisovra tutti distinguonsi, uno di Giainbat-tista Tiepolo con S. Anna e la Vergine,ed altro di G. B. Cignaroli , con la Ver-gine e il B. Gregorio Barbarigo .
S. Canciano. Credesi fondata da’ pro-fughi aquilejesi, e l'u consacrala nel 1581.Era sotto la giurisdizione del patriarcadi Grado, che il giorno di S. Cancianovi celebrava pontilicalmente. La facciatasi niuro nel 1706. L’intcrno, seompartiloa tre navi, ricorda i prolili lombardeschidel secolo XV. Magnitici sono i quatlroallari laterali, non perö lodati nel disegno.Quello sacro a S. Massimo, eretto dalla fa-iniglia Widinann, e sopracarico di scul-ture, e opera di Cleniente Moli.
S. Biagio. Erelta primainente nel 1602,fu riediticata ne’ prinii anni del secoloscorso co’disegni di Filippo Rossi protodell’Arsenalc. Fino al 1627 fupromiscua-mente ulficiata da sacerdoti di ritoromano>e di rilo greco. Ora e chiesa militaredella R. Marina. A sinislra di chi entrasorge il monumento sepolcrale di AngeloEmo, ultimo eroe della repubblica veneta .E buon lavoro dello scultore GiovanniFerrari (sopranominato Torretti dal inae-stro suo), del quäle fu discepolo ne’priniianni il Canova. La bandiera che pendesopra questo monumento fu presa dai-l’anuniraglio Emo il 29 aprile 1786 nel-Fassalto della cittadella di Sfax .
S. Maria Assunta dei Gesuiti . L’ordinede’Crociferi eresse a mezzo il secolo Xllin queste vicinanze uno Spedale ed unachiesa. Passato il cenobio in coinmenda,ne fu investito nel 1464 il card. PietroBarbo , pochi anni dopo eletto pontelicesotto il nome di Paolo II ; e poscia lo fu
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il card. Bessarione da Trebisonda . La nu-morale condolta di que’cenobiti indussenel 1474 il Senato a chiederne al papala soppressione, che per altro si verilicösolo nel 1666 da Alessandro VII ; e i lorobeni confiscö la repubblica travagliatadalla guerra di Candia. Finite le contro-versie fra la repubblica e la Chiesa, iGesuiti acquistavano nel 1687 quel mo-nastero; rifabbricavano nel 17181a chiesa,suffragati dalla liberalitä della famigliaManin. Soppressa nel 1773 la Coinpagnia,la chiesa passö in giuspatronato ducale,le scuole perö eontinuarono nel vicinoconvento fino al 1807, in cui fu mutatoin caserma. Nel 1844 fu a’Gesuiti ridatala chiesa; donde fuggili ne’ rivolgimentipolitici del marzo 1848, rieomparvero sulcadere del 1849. Architetto della facciata,tutta di manno islriano, fu GiauibattistaF’attoretto e dell’interno un DomenicoRossi . 1 molti shnulacri disposti nelladetta facciata si lavorarono da GiuseppeTorretti , Francesco Bonazza,PietroBarattae da altri parecchi. I/altar maggiore fudisegnalo da fra Giuseppe Pozzo carme-litano, scolpito da Giuseppe Torretti eGiauibattista Fattorelto. Il bello e preziosotabernacolo c intarsiato di lapislazzoli ediaspri. Opera di Girolamo Campagna eilmausoleodeldoge PasqualeCicogna, nellacappella laterale alla maggiore a sinistra.Sulla parete frontale e il deposito fune-rario di Priamo , Giovanni ed AndreaLezze procuratori, corretto lavoro nelloStile del classicismo, d’ignoto, de’primianni del secolo XVII. Delle pitture no-tiamo, la pala dell’ultimo altare col mar-tirio di S. Lorenzo, di Tiziano Vecelli ,guasla perö dal tempo e da’ristauri; quelladi Jacopo Tintoretto , coli’ Assunta, sul-l’altare prossimo al mausoleo Cicogna; ela terza nella cappella laterale alla mag-giore a destra, con S. Francesco Saverio ,di Pietro Liberi .
S. Simeone e Giuda volgarmenle SanSimon Piccolo. Franca imitazione delPanteon . Ne adorna il prospetto unaloggia sulla cui fronte stanno qualtro co-lonne e due pilastrate quadre, ne’fianchilealtre faccie clelle pilastrate edue colonne;vi si sale per una bella scalea di 16 gra-dini. D’ordine corintio la loggia, la porta,il tamburo della cupola e i quattroaltari.Di rimpetto alla porta, un’ arcata guidaal coro ordiuato lateralmente in due emi-cicli, nel cui mezzo sorge l’altar maggiore.Pesa sull’edificio una gigantesca cupolache impiccolisce la loggia. Lodato archi-