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quante belle opere di piflura, fra cuiuna pala con la Nascita della Verginedi Marco Vicentino; altra con S. Barnaba e tre altri santi, di Dario Varottari; imquadretto di Paolo Veronese , con la Sa-cra Famiglia; una terza pala con S. Ber-nardino , S. Chiara e S. Margherila ,d’ignoto imilatore del Giorgione ; una([uarta d’altro ignolo, imilatore di Palmail Vecchio, coi SS. Giacomo, Diego e An-tonio Abate ; e (inaluiente una mezzalunadella stessa mano con la Deposizione dallaCroce.
S. Maria Maddalena. Arcliiteltata nel1780 da Tommaso Temanza nello Stile delclassicismo.
L’icnografia di questa piccola chiesa eun cercbio entro il quäle s’ iscrisse unesagono, in ognuno do’cui lati si aperseroarchi sfondati per acoogliervi altari.
E reputata la miglior fabbriea ercllain Venezia nel secolo scorso.
L’antico campanile che sorge sul cainpo,in prossimilä alla chiesa, si spaccia pertorre , che dalla famiglia da cui vcnnemurata, porlava il nmne di Castel Baffo.
S. Geremia. Slrano concello di CarloCorbellini, del 1783.
L’interno offre.goffi e sl'arzosi altari diGiambaltisla cd Antonio Laureato; e duostatue, S. Pietro e S. Geremia, di Gio-vanni Ferrari , artisti del sccolo passato.Due pero di questi altari meritano grandeconsiderazione perche non sono altrimentidi rilievo ma dipinti e in modo da pro-durre perfelta illusione prospettica, sie-che torna ditlkile all' osservatore accor-gersi dell’inganno; ed anche quando eaccertato di queslo , se torna al giustopunto di vedula , quasi dubita ancora;tanto il finto e simile al vero. Questestupende prospettive sono opere di Giro-laino Colonna Mingozzi.
Delle pilture ci piace nominare le dueseguenli: il S. Bartolomeo, di JacopoTintoretto e la Vergine in gloria, di Palmail Giovine.
S. Giovanni in Oleo, volgarmenleS. Zani Novo. Riedificata sull’area d’al-tra piü antica, nel secolo deeorso , daMatteo Lucchesi , che s’era prefisso dicorreggere con essa gli errori notati nellachiesa del Redenlore arclnteltata dal Pal-ladio e che perciö ebbe la temerilä dichiamare questa sua opera il Redentoreredento.
Ead una navata decorata Ja due sfondiper parte contenenti gli altari e da unacappella in faccia alla porta ov’e collo-
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cato il uiaggiore. Girolamo Dante ha quiuna tavola co’SS. Cosma e Damiano e nel-l’alto il Padre Eterno in gloria.
S. Paolo Jpostolo, volgarmente S. Polo.Vuolsi fondata dal doge Pietro Tradoni-co nell’837; in seguito fu ristaurata piiivolle, fluche nel 1804 venne rimodernatada David Rossi.
Fra le molle opere di pittura che ladecorano, sono specialmente annnirabili:quattro soggelli della Passione di Cristo,di Giuseppe Del Salviati , la Conversionedi S. Paolo, di Palma il Giovane , l’ulti-ma Cena e l’Assunta del Tintoretto. Bel-lissime poi sono le due statue di bronzolaterali all’altar maggiore, S. Paolo e San-t’Antonio abate , fuse da Alessandro Vit-toria. Sulla parete eslerna dell’abside eun bassorilievo del secolo XII figurantela Vergine col Bambino fra i Santi Pietroe Paolo.
11 campanile di questa chiesa vennein-nalzalo nel 1378. Bello n’e il basamenlodi maeigno a bugne, decorato da dueleoni iniissi , l’uno avente fra le zampeuna testa umana, l’altro una serpe. Lacella delle campane e formata da una tri-fora per ciascuno de’ lati.
S. Maurizio. Eretta nel 1806 col dise-gno di Pietro Zaguri , che imitava servil-menle la demolita chiesa di S. Geminia-no. Muravano la facciata, modificando ilprogelto dello Zaguri, Antonio Selva edAntonio Diedo . Ne sculsero i bassorilievie le statue Bartolomeo Ferrari e LuigiZandomeneghi .
Nome di Gesü. Questo tempietto spiraleggiadra semplicitä ed e tutto adorno dilavori de’ piti abili artisti dell’etä nostra.Ne fu architetto Giannantonio Selva , con-tinuatore Antonio Diedo . Venne consa-crato il 12 ottobre 1834.
S. Silvestro. Architettata da LorenzoSanti, sanese, nel 1838. Vi si annnira unatavola del Tintoretto , col ballesimo diCristo, un’ altra di Giancarlo Loth, collaSacra Famiglia, e una terza di GirolamoSantacroce , con S. Tommaso Cantuarien-se, il ßatlisla e S. Francesco. A questa,per allargarla, furono aggiunti due altrisanti da Lionardo Gavagnin.
S. Giorgio de 3 Greci. Di questo cospi-cuo tempio furono archiletti Sante Lom-bardo nel 1839 e Giannantonio Chionafra il 1848 e il 1870. La cupola vennecostrutta nel 1871 da un maestro Andrea.Nell’ interno i dipinti e i musaici sonopressoche tutti opere d’ artisti greci chesacrificarono il bello dell’arte alle tradi-