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blica. Antonio Da Ponte ne disegnava ilsoppalco e Paolo Veronese con alta mae-stria lo dipingeva, mostrando, ne’moltieompartimenti in cui e diviso, rappresen-lazioni ed immagini allegoriche espri-menti l’amor della patria, quelio dellareligione e quel della libertä; e nellaparete poi sovrastanle al trono ducalecoloriva una delle piü stupende operesue, cioe Cristo in gloria, la Fede, Ve-nezia, Santa Giustina, Sebastiano Venier vincitore alle Curzolari e Agostino Bar-barigo ucciso in quella giornata. Le altrepareti si vestono con opere pregiatissimedi Jacopo Tintoretto , fra cui la preghieradi Andrea Gritti alla Vergine. Fra lefinestre sono pitture di Carletto Caliari .II cammino venne architettato e sculto daGirolamo Campagna .
II soffitto dell’anticollegio, disegnalo daVincenzo Scamozzi , ha stucchi del Vitto-ria e del Bombarda, freschi di Paojo Ve-ronese, ristaurati nel secolo passato daSebastiano Rizzi. Le pareti recano nellaparte superiore altri freschi del detto Paolo ,nell’inferiore il ratto d’Europa, celebra-tissima opera di Paolo stesso; Giacohbereduce a Canaan, di Jacopo da Ponte ; laFucina di Vulcano, Mercurio colle Grazie,Arianna e Bacco, Pallade respingenteMarte, di Jacopo Tintoretto . La porla cheinette al collegio e lodata opera di Vin-cenzo Scamozzi : ha due colonne, una diverde antico, l’altra di cipollino. Ales-sandro Vittoria ne scolpi le statue.
Ritornando nella sala delle quattroporle si entra quindi nel salotto d’ingres-so, al quäle, come abbiamo piü sopra no-tato, fa capo la scala d’ oro. Esso varicco di uu soffitto messo ad oro e di-pinto da Jacopo Tintoretto , che nello spar-timento centrale figurö Venezia colla Giu-stizia offrente le bilancie e la spada aldoge Girolamo Priuli .
Da queste sale si puö passare al tettodel palazzo, nelle cui ampie Soffitte, co-nosciute volgarmente sotto il nome dipiombi dalle lastre di piombo che la ri-coprono, si chiudevano altra volla i reidi gravi delitti.
I pozzi erano, nell’appartamento infe-riore, prigioni oscure e malsane, non perösotterranee, come spacciano i cantafavole.
Campanile di S. Marco. Torre isolatae robusta che sorge dal terreno della piazzametri 98, 6. Se ne vantano gittate le fon-damenta intorno a’primi anni del secolo X,condotte le muraglie sino alla cella dellecampane verso il 1170. Incendiata da un
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fulmine l’antica cella nel 1189, M. B. Bonne costrusse nel 1810 una nuova aggiun-gendovi l’attico ed il pinnacolo, sormon-tato nel 1817 da un angelo di legno gi-revole rivestilo di lamine di rame dora-to. Nell’interno quattro muraglie sorgonoparallele all'esterno, e nell’interstizio 32salite guidano alla cella. La larghezzadella torre e metri 12 , 8 e si rastremadi circa metri 1, 0 dalla base alla cella.Di (juivi e dall’ attico si gode una vistaincantevole della citla e del mare.
Dal lato che guarda il palazzo ducales’ innalza per quattro gradini un piccoloma ricco edificio, che appellasi Loggetta.Da un gajo terrazzino chiuso da balau-strate di marino sorge il prospetto deco-rato da otto colonne composite spiccatedal muro; fra’ tre maggiori intercolonnjsono iscritti tre archi pe’ quali s’ entranella loggia; i quattro minori s’adornanodi nicchie portanti statue di bronzo. Unattico sopportante un’altra balaustrata co-rona 1’ edificio, intieramente coslrutto dipregiati marmi greci, di Carrara e Vero-nesi. Ne fu architetto Jacopo Sansovino .
Zecca. Ne diede il disegno Jacopo San-sovino . L’alrio d’ingresso, architettato daVincenzo Scamozzi , e adorno di due sta-tue colossali, una di Girolamo Campagna ,l’altra di Tiziano Aspetti . Sopra il pozzodel cortile sorge la stalua del Sole, sim-bolo dell’oro, capolavoro di Dauese Cat-taneo. Intorno a questo cortile stanno di-stribuite le officine di depurazione e ri-duzione de’ metalli. Nella stamperia Ti-ziano pinse a fresco una B. V. col Bam-bino. Le stanze della direzione e la pe-seria hanno pitture del Bonifacio e delTintoretto .
Libreria vecchia. Il piü bell’edificio diVenezia del secolo XVI, architettato dalSansovino e compiuto da Vincenzo Sca-mozzi . La facciata scompartita in due or-dini, dorico e jonico, e coronata da unacontinua balaustrata sormontata da statue.Ventun archi prospettano la piazzetta, esei altri che abbracciano, tre per parte,la profonditä della fabbrica, formano ledue fronti laterali, sul Molo e in facciaal campanile: ad ogni arco ne corrispondeuno interno del portico, e di questi ultimiilcentrale che mette alla scala edistinto neglistipiti da due belle e gigantesche cariatididi Alessandro Vittoria . Le teste che ser-vono di serraglie agli archi, le figuresdrajate su’ loro archivolti e le statueche formano la balaustrata sono opere diDanese Cattaneo , di Pietro da Salö, di