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Tonimaso Lombardo e d’ altri discepolidel Sansovino . I putti nel fregio jonico,di Girolamo da Ferrara . Una magnificaseala, decorata da stucchi del Vittoria,come anehc da pitture di Battista Fran-co e di Giulio Dal Moro, mette alle salesuperiori. Nel centro del soffitto dell’an-tisala Tiziano colori la Sapienza. Nellagran sala poi eli’era im tempo la libreriamette un’ elegantissima porta jonica delSansovino, il quäle diede pure il disegnodella \61ta ivi soprastante, la piü celebredi quante n’esistonö iu Venezia , per ladecorazione, per l’oro profusovi e per lepreziose pitture che annovera, dovule alpennello di Paolo Veronese, del Padova -nino, di Andrea Schiavone e d’ altri fa-mosi artisti.
Le pareli altra volta coperle dagli seaf-fali della libreria , si ornano di quadri,fra cui: S. Marco che libera un saraeenodal naufragio ; e il trasporto del corpo diS. Marco da’ sepolcri d’ Ales9andria, am-bedue del Tiutoretto.
Nel 1812 la libreria di S. Marco fu daquesto edificio trasportata nel palazzo du-cale; ed esso serve d’allora alla residenzadel Governo-
Procuratie Nuove. Ne’ due prinii ordinisorio una continuazione della pubblica li-breria del Sansovino, operata da VincenzoScamozzi che volle aggiungervi un ter-z’ordine togliendo l’euritmia e scemandola luce alla piazza. Corrono per 56 ar-chi sino all’estremita della piazza stessa,donde svoltava con altri 7 tino alla de-molita cbiesa di S. Geminiano. La lun-ghezza della fronte e nietri 155, 82, l’al-tezza metri 22, 45. A’ teiupi della repub-blica vi abitavano i procuratori di S. Mar-co, ora servono al Governo.
Ala aggiunta alle Procuratie Nuove.Ne fu architetto Giuseppe Soli da Vigno-a, nel 1810. Il prospetto sulla piazza diS. Marco si eompone co’ due ordini in-feriori delle Procuratie nuove, ed e sor-montato da un pesante attico che impic-colisce la piazza. L’altra fronte verso SanMoise ha buone proporzioni, ma troppocomune concetto. Nel centro della primadi queste fronti sorgeva la facciata dellachiesa di S. Geminiano opera bei San-sovino, demolita per dar luogo al presenteedificio.
Procuratie Vecchie. Questo bei fabbri-cato estendesi dalla torre dell'orologio al-1’ angolo dell’ ala nuovamente costrutla,per metri 182, 06, e sorge dal livello dellapiazza di S. Marco metri 18, 77 cogli acro-
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teri cbe ne coronano il grandioso corni-cione. Il pianlerreno presenta un porticodi 80 areale sorretle da pilastri quadrati,il sccondo e il lerzo ordine constano diuna serie d’ arebi minori ad uso di fi-nestre, rispondenti ogni due ad uno de-gli archi del pianterreno. Pietro Lom-bardo , innanzi al 1496, fu l’architetto delprirno c secondo ordine ; Guglielmo Ber-gamasco sotto la direzione di BartolomeoBon , del terzo nel 1817. Dappresso alleVecchie Procuratie s’innaiza la magnifica
Torre dell’orologio. Costrutta nel 1496da Pietro Lombardo , o, secondo altri, daGiampaolo e Giancarlo Rinalcli da Reg-gio . Maestoso portico a fornice, con co-lonne coriutie, da ingresso alla piazza, ead esso van sopraposti tre piani con pi-lastri del pari corintj. Nel prirno e in-scritlo il gran circolo, in cui stanno im-presse le orc, le fasi lunari e i segni dellozodiaco; il secondo accoglie un taberna-colo con entrovi il simulacro dorato dellaVergüte, a’ cui piedi sporge un piano sc-uiicircolare e lateralmente s’aprono dueporticelle pur dorate, ond’ esce ed entraformando il giro, in certe feste solenni,un angelo con la trornba segiüto dai Ma-gi , i quali giunti dinanzi alla Madonnas’inehinano. Il terzo piano porta in cam-po azzurro stellato d’ oro il leone allatoin tutto rilievo , e a questo sovrasta unterrazzo uei cui ntezzo sta immobile unacampana sulla quäle battono a vicendale ore due gigantesche figure di bronzo.Alcuni fanno autori di questo complicatomeccanismo i due Rinaldi suindicati; ilnome de’ quali leggesi nella iscrizionesottoposta al disco dell’orologio; altri in-vece, come notamrno, li vogliono architettidella fabbrica; comunque sia, giova ri-cordare che la macchina fu rinnovata daBartolomeo Ferracina nel 1787.
Palazzo patriarcale. Fabbrica recentearchitettata da Lorenzo Santi, alla quälesi aggiunse la Sala dei banchetti apparte-nente una volta al palazzo ducale.
Prigioni e ponte dei Sospiri. Grandiosoedificio dello Stile del classicismo: archi-tetto Antonio Da Ponte nel 1889. Coslruttointieramente di pesanti massi di pietraistriana, forse non havvi, al dire del Te-manza, per lungo tratto d’Europa , un mo-numento di tal genere ch’equivalga aquesto in comodo, robuslezza e magnifi-cenza. Le prigioni comunicano col pa-lazzo ducale mediante il Ponte dei So-spiri_, cosi sempre denominato dall’esserei delinquenti condotti per esso a costi-