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[Volume primo. Parte seconda.]
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tuirsi e a tidire le loro sentenze. £ co-perto, diviso internamente in due cor-ridoj con separati ingressi, e valica unl’ivo sottostante, aH’allezzadell’ultimo pianodelle prigioni. 1 foreslieri lo fecero ar-gomenlo di inille scipite e calunniose fan-tasticherie.

Arsenale. Ebbe principio nel 1104sulleisole Gemelle presso il caslelio Olivolo e jricevette poscia notevoli ainpliamenti ne’secoli XIV, XV, XVI e XIX. Gli venneil nome dall’ arabo darsanaa , onde al-tresi la voce darsena. Quanta fosse laimportanza ne’secoli andati di questo ce-lebre imponente editicio, quali mutamentisubisse, quäle l’ordiHainenlo sotto la re-pubblica, e i nomi e le forme de’ legniche vi si costruivano , puo copiosamentevedersi nella relazione che ne stese collapiü coscienziosa dottrina l’ingeg. G. Ca-soni nell’Opera Venezia e le sue lagune.Noi ci limiteremo a dire aleun che sullecose di massimo rilievo.

Ignorasi l’architetto della elegante portad’ingresso costrutta in istile lombardesconel 1460. Si compone di un arco trion-fale a colonne binate, a cui sovrasia nelmezzo un attico col leone di S. Marco.La correttissima trabeazione corintia, especialmente la stupenda cornice, ren-dono quest' ingresso uno de’piü bei mo-numenti del secolo XV. Lo chiude uhabarriera carica di slatue, opera d’ignotodel 1682. A ricordanza della vitloria diLepanto Girolamo Campagna scolpl la sta-tua di S. Giustina e i due vasi che fre-giano la sommitä dell’ architrave. Fian-cheggiano la barriera due leoni colossalirecati d’Atene l'anno 1687 da FrancescoMorosini .

Sulla porta interna dell’alrio che inette ,nelF arsenale e collocala una niarinoreastatua della Vergine , bella opera di Ja-copo Sansovino. Passato lo stradale deicantieri, ove si vede il monumento eretloalla memoria del generale Giovanni diSchulenburg, lavorato da Giammaria Mor-laiter, e girando a destra, giungesi allavasta piazza Francesco I , interessante perle molte officine che intorno si veggono.ln fondo aquesta sonovi ilparco delle palle,le officine da lame e serrature, quelle perla incalramazione, come pure le fonderie,le quali ultime costituiscono una Serie dicinque fabbricati che nell’esterno presen-tano un solo prospetto. Nell’interno sonoda osservarsi i grandi fornelli a riverbero,il maggiore de’ quali contiene da ventimigliaja di metallo, un terebra per ca-

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librare i cannoni e un laipinatore com-posto di doppio cilindro di bronzo. Alladestra delle fonderie, dopo i magazzinidi canapa e stoppa, e la grande corderiadetta la Tana. Quest’ ampia sala lungametri 516, 52 con due lile di piloni cir-coläri che la dividono in tre navi e s’in-nalzano fino al sovrapposto solajo, fu ar-chitettata da Antonio da Ponte nel 1879.Dopo la tana s’ apre lo stradale detto diCampagna, ove sono disposle molte ar-tiglierie di ferro di piü calibri, noncheopificj e depositi varj. S’ entra qüindi inun riparto eselusivamente assegnato agliusi dell’ ardglieria lerrestre. Qui e coläsono altri depositi ed altre officine, chenoi dobbiamo trasandare per amore dibrevitä; non oinettendo per altro di ri-cordare il locale ove custodivasi il Bu -cintoro (Vedi Lido); locale la cui fronte,dorica a bozze , e severa architettura diMichele Sammicheli ; ne il fabbricato pe-gli squadratori, grandiosa costruzione lun-ga metri 149,80, alta metri 18,10, erettanella prima inetä del secolo passato condisegno di Giuseppe Scalfarotto.

Nella parle piü addentrata dell’arsenaletrovansi le sale d’armi, nella occupazionefrancese del 1797 miseramente depaupe-rate di una quantitä di monumenti slo-rici raccoltivi da’Veneziani , quelli che inoggi vi si conservano non essendone chegli avanzi. Fra tutti codesti, sono mag-giormenle degni di nota i seguenti: lastatua del generale Vittore Pisani, scol-pita da ignoto nel secolo XIV , e vicinoalla quäle e collocato un inortajo da bom •ba costrutto di corda e guernito di ferroc cuojo; inortajo ehe vuolsi adoperato da’Veneziani nelF espugnazione di Chioggiaoccupata da’Genovesi l’anno 1580; F ar-mafura di Enrico IV rc di Fräncia , dalui donata alla repubblica, mancante perödella spada rubata nel 1797 senza chesi sappia ove esista; quella equestre diErasmo da Narni detto il Gattamelata .buon lavoro alFagemina d’ignolo del £e-colo XV; il monumento all’ ammiraglioAngelo Emo , bassorilievo scolpito nel 1798dal Canova, rinmnerato per ciö dalla re-pubblica con una medaglia d’oro del va-lore di cenlo zecchini ( ora nel MuseoCorrer).e con un’annuä pensione; losten-dardo tolto alla nave ammiraglia de’Tur-chi nella batlaglia di Lepanto; e final-mente una spingarda ornala di stupendifogliami, che dicesi faltura di un ligliuolodel doge Pasquale Cicogna .

Antica seuoki di S. Marco ora unita