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[Volume primo. Parte seconda.]
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VER

eretto da Palladio. V i si custodiscono ol-tre a 100 quadri, la imaggior parle donaliall’Accademia del nobil uomo Ascanio Mo-lin, e dal la signora Maria Felicita Ber-trand Hellmann vedova di Bernardino Re-nier. Sovratutto si disstinguono: un Reden-tore con S. Tommaso apostolo e S. Magno,del Cima da Conegliano ; una Madonnacol Bambino e le Saute Maddalena e Ca-terina, di Giovanni Bellini ; laVergineint,rono fra due santi, di Barlolomeo Mon-tagna; un Battisla nel deserto, di Tiziano ;una Vergine col Bambino ei SS. Francescoe Girolaino, di Vincenzo Gatena. Gli altrisono del Cima, del Bellini e del Tizianosuddetti, del Bonifacio, del Tintoretto , diBartolomeo Vivarini, di Paris Bordone ,del Carpaccio, dello Schiavone, di Gio-vanni da üdine, di Francesco Montemez-zano, dello Spagnoletto ecc. Circa 90 sonoi quadri appesi alle pareti delle due salenuove; circa 80 quelli delle quattro nno-vissime. D’essi vanno in particolar modoammirati: la Presentazione della VerginealTempio,di Tiziano ; una processionenellapiazza di S. Marco, di Genlile Bellini; l’in-contro di S. Anna e di S. Gioacchino, delCarpaccio; l’Adora/.ione de’Magi, del Bo-nifacio; il Battista fra quatlro santi, delCima; nonche altri del Carpaccio suddelto,di Andrea Vicentino, di Paolo Veronese ,del Basaiti, del Bissolo, di Paris Bordone ,del Tintoretto, di Palma il Giovane , diLuca Giordano, del Padovanino , di An-tonio Vandick, ecc.

Nella sala delle riduzioni accademichesi conserva in vaso di porfido, riccamentefregiato di bronzo, la mano destra di An-tonio Canova . La sala medesima si adornad’ una preziosa collezione di disegni ori-ginali de’migliori maestri antichi,fra cuiLeonardo da Vinci e Raffaello , come pured’altra di bronzi, di Vittore Pisanello, diVittore Camelio, de! Donatello, di AndreaBriosco detto il Riccio, ecc.

Scuola di S. Giovanni Evangelista. Vida ingresso un corlile reltangolo a trelati decorato di pilastri scanalati che reg-gono una stupenda trabeazione. Nell’ jn-terpilastro centrale s’apre la porta, disquisito lavoro, a cui sovrasta un arco digentili sagome, che reca scolpita nel tim-pano l’aquila di S. Giovanni. I due in-terpilastri laterali portano ne’loro campidue sfarzose linestre. La scala per cui siascende al gran salone e opera degna ve-ramente del bei secolo, e pare architet-tata, insieme alla rimanente fabbrica, dataluno de’ Lombardi.

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11 salone poi £ lungo metri 20, 80 ,largo 8, 10.

Oltre i descritti parecchi altri pubbliciedifizj sono in Venezia , de’quali, perchemen ragguardevoli, ommetliamo parlare.Del gran ponte che unisce la cittä allaterraferma ä discorso all’ articolo Lagunedi Fenezia.

Palazzi. — Se volessimo qui descriveretutti indistintamente i palazzi che deco-rano questa cittä, il discorso ei porterebbeoltre i confini dall’ indole di questo librotracciati; toccheremo qnindi de’prineipalisollanto, disponendoli secondo lo stile incui furono fabbricati, o secondo l’etä incui ne (iorl l’architetto.

Fondaco de’ Furchig giä palazzo deiduchi di Ferraraed ora di ragione diAntonio Busetto detto Petich. Stile italo-bisantino, archi ad alto peduccio, capitellie formelle tolle in parte a costruzioni piüantiche, merli di gusto arabo, Questo edi-fieio, murato nel secolo XI, era ricopertodi fini marmi e fiancheggialo da torri.Nel 162t la repubblica lo comperö dalduca di Ferrara per destinarlo a’ Turcliiqui stabilitisi per ragione di traffico.

Palazzo Farsetti (ora residenza del Mu-nicipio). Stile bisantino-lombardo del se-colo XII. Il piano nobile si compone dicolonne binate su cui girano archi pro-lungati di gusto arabo. I capitelli corintja foglia cF accanto spinoso si tolsero daedifizj romani de’ bassi tempi.

P. Loredan. Dello stile e dell’epoca delprecedente, ha, coin’esso, d’architetturalombardesca i piani sovrastanti al fine-strato bisantino-lombardo. Appartenne aquel Federico Corner Piscopia che nel 1365e nel 1366 vi ospitö Pietro re di Cipro,i cui stemmi si veggono scolpiti sopra ilfinestrato della fronte e sovra la portad’ingresso che da sul vicino canale.

P. Falier. Appartenne al doge MarinoFalier , e fu dalla repubblica confiscatoe venduto all’incanto nel 1388. La casamurata sulle rovine di questo palazzo neconserva ancora, nel centro della faeciata,un finestrato, di stiie arabo-bisantino, delsecolo XIII.

P. Priuli. Stile ogivale del secolo XIV.Eleganti i profili; graziosa la finestra an-golare.

Cd D’oro ( dalla ricchezza delle dora-ture, o da un’antica famiglia D’Oro). Or-nata e leggiadra costruzione dello stilearchiacuto del secolo XV.

P. CamUi (ora di S. A. il duca di

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