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[Volume primo. Parte seconda.]
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Bordeaux). Dello Stile e dell’epoca del pre-cedente. I fori quadrilobati dell’elegantefinestrato centrale, interposti alla partesuperiore degli archi, ricordano molto laloggia del palazzo ducale.

P. Giovanelli. Arcbiteltura ogivale. Bellie squisitamente eseguiti i trafori interpo-sti agli archi del finestrato centrale. JD’i-gnoto del secolo XV; ristaurato da G. B.Meduna nel 1847.

P. Bernardo (ora albergo reale Da*nieli). Dello stile del palazzo ducale. Ten-gonsi assai pregiati il cortile e le scale.

P. Foscari. Stile ogivale, secolo XV.II superbo doge che lo comprö dallo Statolo fece alzare d’un piano, perche sormon-tasse ai vicini. L’ingresso dalla parte diterra e difeso da un cortile merlato. Que-sto grandioso edificio, dove fu ospitatonel 1874, Enrico III re di Polonia e diFrancia , e oggi proprielä comunale, eserve alle scuole tecniche. Prima che larepubblica, nel 1428 , lo acquistasse perLodovico duca di Mantova, era uno de’lrepalazzi murati ed abitali dalla famiglia Giu-stinian. I due vicini son dunque egualinell’ architettura al suddetto o poco di-versi.

P. Sagredo. Stile archiacuto del se-colo XIII. La niaestosa scalea e opera diAndrea Tirali, decorata da pilture di Pie-tro Longhi .

P. Badoer. Dello stile del precedente,murato nel secolo XIV. Le muraglie pre-sentano tracce di freschi decorativi.

P. Pisani. Sonluoso edificio del secoloXV, ove si conserva la tela figurante lafamiglia di Dario a’piedi d’Alessandro, diPaolo Veronese .

P. Contarini Fasan. Squisitamente belloed elegante; stile archiacuto del secolo XIV.

P. Facanon. Bella e grandiosa costru-zione dello stile archiacuto, risalente alsecolo XV. Porta auch’ essa sopra il mag-gior finestrato que’leggiadri fori quadri-lobati che formano la prima bellezza deipalazzi ogivali di Venezia dell’epoca an-zidelta.

P. Zorzi. Architettura lombardesca d’i-gnoto del secolo XV. Squisite le moda-nature, e i capitelli corintj del cortile dirara bellezza.

P. Bernardo poi Cehi. Stile ogivale delsecolo XIV. Notevolissima la bellezza de’suoi capitelli, le cui foglie d’acanto quasiagitate dal vento si atlorcigliano a spirad’intorno alla campana.

P. Zen. Stile del risorgimento. Mal di-sposlo l’insieme, benissimo deeorate le

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due porte centrali. Alcune fmestre delpiano nobile s’incurvano nella parte su-periore ad arco inflesso. Ne fu architettoFrancesco Zen nel 1531. La facciata eraaltre volte coperta di freschi del Tinto-retto e dello Schiavonc.

P. Cappello. Corretta architettura del-1’ etä del rinascimento. Fu abitato dallacelebre Bianca Cappello , fuggitane la nottedel 28 novembre 1863.

P. Vendramin Calergi (ora di S. A. laduchessa di Berry). Stupendo edificio del-l’etä del precedente, ed il piü festoso or-namento del Canal Grande . Lofece alzarenel 1481 Andrea Loredan sul disegno diPietro Lombardo . Un secolo dopo loacquistö dai Loredan il duca di Brunswich.Comperato nel 1889 da Vittore Calergipassö, alla estinzione di questa famigliaorionda di Candia, nei Grimani, poi ne’Vendramin, che da pochi annilo vendet-tero alla duchessa di Berry. L’ala sull’at-tiguo giardino aggiunse Vincenzo Sca-mozzi. Vi si conservano due belle statuedi Tullio Lombardo , Adatno ed Eva, chedecoravano altre volte il mausoleo deldoge Andrea Vendramin nella c.hiesa deiSS. Giovanni e Paolo.

P. Corner-Spinelli. Vuolsi di PietroLombardo , benche s’avvicini al modo diprofilare di Guglielmo Bergainasco. I pog-giuoli laterali constano di tre segmentidi circolo: una graziosa bifora serve aognun d’essi di terrazzino.

P. Dario. Stile lombardesco del seco-lo XV. Pregevole non meno per la riccasceltezza de’marmi profusivi, che per laeleganza delle sagome.

Contarini dolle figure. Una delle piiileggiadre fabbriche del rinascimento, dataluni attribuita al Bramante , da altri aiLombardi.

P. Trevisan. Sontuoso ed armonico,sebbene manchi d’euritmia nella distri-buzione. Stile del rinascimento, attribuitoa Guglielmo Bergamasco che avrebbeloerelto ne’ primi atini del secolo XVI.Venduto nel 1877 da Domenico Trevisana Bianca Cappello granduchessa di To-scana , costei ne fece dono al proprio fra-tello Vittore.

P. Malipiero , indi Trevisan , poi Cee-chini. Ne fu architetto Sante Lombardo :pregevole n’ e la facciata per eleganza ecopia di fiui marmi.

P. Manzoni. Stile lombardesco del se-colo XV. Ricorda il palazzo Dario, mane sono assai piü finili gl’ intagli, e piüeuritmico 1’ ordinamenlo generale. Le