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[Volume primo. Parte seconda.]
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gentili logge del primo e secondo pianofanno perdonare al brutto cornieione in-feriore. E il solo palazzo feudale di Ve-nezia , il quäle, all’estinguersi la famigliachelo abitava, dovesse diventare proprietädello Stato.

P. Contarini ora Mocenigo. Sorge difronte all’ ala sinistra del palazzo Gri-mani alle Poste. E leggiadra arehitetluralombardesca d’ ignoto del secolo XV.

P. Grimani (ora Ufficio postale). Unode’ capolavori del Sammicheli , eretto allametä del secolo XVI. Mirabilmenle vinse1’ insigue architetto le irregolarita del-1’ area, benche piü presto intendesse allamagnificenza del prospetto che non al-1’ interna dislribuzione. Non poche scon-cezze deturpano il terzo piano, che nonsappiamo da chi murato dopo la inortedel Sammicheli .

P. Corner-Mocenigo. Stile del classi-cismo. Solida elegante e ben distribuitacostruzione di Michele Sammicheli . Oravi risiede la direzione del Censo.

P. Gussoni ora Dalla Vida. Del Sam-micheli dice essere questa fabbrica ilSansovino , appellandola « roirabile e digrau corpo, ricca d’alberghi e benissimointesa ».

P. Grimani (a S. Maria Formosa). Nefu architetto Giovanni Grimani patriarcad’Aquileja, nel secolo XVI. La porlad’in-gresso n’e altribuita al Sammicheli . Nelperistilio stalua colossale d’Agrippa , scal-pello de’bei itempi romani. Avambraccia ,delfino e parte delie gambe, moderne. Infaccia statua d’Augusto , di cui e anticoil solo dorso. Ne’seeoli andati la primadi queste due statue occupava uno de’nicchioni della fronte del Panteon a Roma .Fu pubblicata ed illustrata nella Icono-grafia Romana da Ennio Quirino Vi-sconti.

P. Corner della Ca* Grande. Magnilicamole murata da Jacopo Sansovino nellb52. N’ e pure degno di osservazione ilsontuoso cortile interno. Ora vi risiedela Delegazione provinciale.

P. Manin. Architetto della facciata Ja-copo Sansovino ; riformatore dell’ordina-mento interno Giannantonio Selva sul ca-dere del secolo scorso.

P. Da Ponte. Ricorda lo stile del Sam-micheli , ma ignorasi 1’ architetto che loinnalzö per comando del doge Nicolö daPonte sul cadere del secolo XVI.

P. Barbarigo della Terrazza. Accusail declinare del secolo XVI e lostiledelloScamozzi . Eravi la rinomata pinacoteca

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Barbarigo, ricca specialmentö per nume-rose opeire di Tiziano, tre di Gentili Bel-lini, tredici di Giorgione comprese quelleattribuitiegli, due di Paolo Veronese , unadi Palma il Vecchio , ecc. Questa colle-zione passö nel 1850 a Pietroburgo peracquisto fattone dall’ imperatore delleRussie.

P. Balbi in volta di Canal. Al dire delTemanza ne fu architetto AlessandroVittoria fra il 1582 e il 1590.

P. Rezzonico. Mole grandiosa e magni-fica: architetto de’due primi ordini Bal-dassare Longhena nel secolo XVII; Gior-gio Massari del terzo, nel XVIII.

P. Morosini. Stile del classicismo av-viato al decadimento. Murato al terminedel secolo XVI o ne’ primi anni del suc-cessivo, arieggia in qualche parte lo Stiledel Sansovino . Nacque ed abitö in qucstopalazzo Francesco Morosini detto il Pe-loponnesiaco, del quäle vi si conservanoaneora le armi e parecchi trofei.

P. Emo (ora Treves). Stile della deca-denza d' ignoto del secolo XVII. Fra leaitrepreziosila artistiche quivi conservate,trovansi due statue colossali, Ettore eAjace, di Antonio Canova .

P. Labia . Architetto Andrea Cominelli.E notevole la sala ove stanno egregifreschi di Giambattista Tiepolo , accer-chiali da ricchi ornamenti uscili dal pen-nello di Girolamo Colonna Mingozzi.

P. Corner della Regina (ora Monte didi Pieta). Edificato ove prima sorgeva1’antico palazzo di Caterina Corner re-gina di Cipro. Architetto Domenico Rossi nel 172'(.

P. Mangilli-Falmarana. Eretto con di-segni di Andrea Visentini, poscia riordi-nato da Giannantonio Selva .

P. Zenobio. Grande ediücio architettatoda Antonio Gaspari nel secolo XVIII.Tommaso Temanza ne decorö il giardinocon una loggia di prelto slile palladiano.Nel 1850 fu trasportato dal palazzo Pe-saro a questö il collegio armeno Raphael.

P. Manfrin. Tutto di marmo d’ Istria:semplice ma non inelegante. Avvi una do-viziosa pinacoteca aperta al pubblico duevolte alla seltimana.

Ripetianto: di tutti i palazzi di Vene-zia i suindicati non costiluiscono che unaminima parle, ma non dee inferirsi perquesto che güommessi vadano privi d’im-portanza storica o artistica, che anzi oper eleganza e sontuositä esterna, o perinterna ricchezza e magnificenza, ovvero