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[Volume primo. Parte seconda.]
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o XVI. Singolari ne sono le basi , lequali, attiche nel motivo, portano negliangoli del plinto gruppi, adesso malconci,nia che lasciano ancora scorgere il pen-siero di ricordare i raestieri piii usati eo piü popolari in Venezia . Quesle colonnehanno diametru poco minore a quelle delportico del Panteon romano. Furono tra-sportale non si sa da quäle isola dell’Ar-cipelago nel 1127 dal doge DomenicoMichiel , reduce da Terra Santa.

Fra i campi vogliono essere niento-vati quelli di S. Polo, di S. Margherita,di S. Angelo , di Stefano, de’SS. Gio-vanni e Paolo, di S. Agostino e de’Mori;i quattro primi per la loro vastitä, ilquinto pel tnonumento Colleoni ond’ eadorno, i due Ultimi per le curiosilä sto-rico-arlistiche che presentano.

Un ricco e magnifico piedestallo dimarmo fregiato di squisiti ornauienli inbronzo sorregge la statua equestre, puredi bronzo, del generale Bartolomeo Col-leoni .

Lo architettava, e scolpiva nel 1496,Alessandro Leopardi , da cui veniva ezian-dio fusa la statua sopra modello di An-drea Dal Verocchio.

Una lapide scolpita sulla facciata diun’antica casa prospetfanle il campo diS. Agostino ricorda eome ivi Aldo PioManuzio avesse aperta quella celebreSlamperia , la quäle durata un seeolo(1496-1898) si rese grandemente bene-merita deile lettere e della civiltä.

Dietro poi la diroccata chiesa da cuiprovenne il nome al campo medesimo,stette fino al 1797 una colonna d’infamiadove prima si alzava la casa di Baja-monte Tiepolo atterrata per decreto delM. C. nel 1314. Questa colonna conser-vasi ora nella villa Melzi sul lago diComo.

Sui muri d’un palazzo di stile ogivalech’e nel Campo de’Mori , stanno inca-strate alcune immagini in costume orien-tale. Fra quesle e degna di ricordanzala cariatide infissa in un angolo e dettavolgarinenle Sibr Antonio Rioba, la quälenel 1848 servi di titolo ad un giornalesalirico. Sulla fondamenta che mette aquesto campo era Fabitazione di JacopoTintoretlo.

Fra i luoghi di pubblico diporto siannoverano, oltre la piazza, la piaz-zetta e qualche campo, il Molo, la Rivadegli Schiavoni , i Giardini, le Fonda-mente naove e le Zattere.

■Il Molo eostituisce 1’ estremo lembo

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della piazzetta ed ö congiunto con laRim degli Schiavoni medianle il pontedella Paglia, murato primamente nel se-coloXlV,indi rifabbricato pochi anmor sono sull’ antico disegno.

Uno de’ principali e piü deliziosi pas-seggi e la Riva degli Schiavoni, spaziosariviera che dipartendosi dal punto suin-dicato e sempre costeggiando 1’ ampiocanale di S. Marco, guida alla Via Euge-nia e quindi ai pubbiici Giardini. Lungola medesima e precisamente presso alPonte del Sepolcro, vedesi la facciatadella casa che la repubblica donava nel1362 a Francesco Petrarca , grata deldono fattole dall’ illustre poeta di partedella sua libreria.

11 Giardino pnbblico venne piantatosull’area giä occupata dalle chiese e dai ce-nobj di S. Domenico, S. Nicolö di Castello,delie Cappuccine, di S. Antonio di Vienna e dello spedale de’rnai inaj, tutli atterratinel 1806 per decreto di Napoleone . L’ar-chitetto Giannantonio Selva ne fu l’ordi-natore nel 18 tO.

L’area di questo giardino descrive untriangolo, due lati del quäle sono lara-biti dalia laguna. Vi sono poggi artefatti,ombrosi viali, un caffe, una cavalleriz-za, ecc., ed e inoltre abbellito dell’arcod’ingresso della cappella Lando, ch’era al-tre volle nella chiesa di Sant’ Antonio ,arco atlribuito a Michele Sammicheli .

La Zattere e le Fondamenle naove sonoslrade sixnili alla Riva degli Schiavoni,perö men di questa spaziose; le priinein parte alberate, lungo il canale dellaGiudecca; le seconde lungo la laguna.

fnfine anche la Piazza d’ armi, arte-fatla isola siluata all’estremitä occidenlaledi Venezia , presenta occasione di diportoe molte volte lo spettacolo deile manovremilitari quivi eseguite dal presidio dellacittä.

GaLLEHIE , PlNACOTECHE , BaCCOLTE DI OG-

getti d’arte, ecc.— Le vicende a cui di leg-gieri sottostanno le collezioni arlisticheae’ privati ci consigliano a non fare deilemedesime che un rapidissimo cenno, perdire invece alcun che deile gallerie pub-bliche non ecceltuata quella Manfrin,la quäle come notammo parlando del pa-lazzo e accessibile periodicamente allacuriositä degli amatori.

La pinacoleca di S. A. ß. la duchessadi Berry possiede varie opere antichedella scuola veneziana e un’insigne rac-colta di pitture francesi antiche e mo-derne.