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L’illustre mecenate delle arli belle, ileavaliere Jacopo Treves, novera nella suapreziosa galleria, oltre gli antichi, varjdipinti d’autori moderni, quali FrancescoHayez, Massimo d’Azeglio , MichelangeloGrigolctli , del Borsato , dell’Orsi, delloSchiavoni, del Bosa, del Busato, eec.
Nella raccolta Zoppetti, oltre varie operedi pittura si conservano alcune curiositäinteressanti la palria storia, come la Se-rie delle inonete veneziane, numerosi ma-noscritti, il vessillo del Bucintoro ante-riore al 1729, il dorso deila sedia ducalech’esisteva nel presbiterio di S. Marco, lapicciola mano dorata con cui si numera-rono i voti nell’ultima elezione del doge,la penna che servi a firmare la pace diCampoformio , ecc., senza dire dei moltis-sinii intagli in avorio ed in bosso, quasitutli rappresentanti veneli fatti, ne deilacollezione di anticlii disegni originalidei piü celebri maeslri, ne di alquantiscalpelli dal Canova adoperati nel lavo-rare le insigni sue opere.
Altre (listinte gallerie sono quelle deisignori Barbini-Breganze, Natale Schia-voni, De Bon, eavaliere Galvagna, cava-liere Giuseppe de Reali, Vahnarana, Pi-sani, Grimani, Contarini dai Scrigni, Giu-sliniani , Mocenigo , Vanaxel, eavaliereMulazzani, Michiel dalle Colonne, prin-cipe Giovanelli, Bollani ed altri pa-recchi.
La pinacoteca Manfrin rimane apertaal pubblico il lunedi e il giovedi dalleore 10 alle 5 pomeridiane e va sopra ognialtra distinta per la non comune ricchezzad’ opere d’ antichi ed egregi pennclli,fra cui citiamo le sole principalissime,eine: tre mezze ßgure e una donna conehitarra, del Giorgione ; i SS. Cosimo,Benedetto e Tecla, del Marescalco; il ri-tralto dell’ Ariosto, di Tiziano ; altrod'ignoto, di Antonello da Messina ; unterzo di donna, di Giovanni Holbein ilGiovane; il Pordenone fra cinque discc-poli, del Pordenone stesso; il ritratto diMichelangelo , del Morone; la Cena inEtnaus e S. Girolarno in medilazione, diGiovanni Bellini ; una Madonna di Jaco-bello del Fiore; S. Giorgio, di AndreaMantegna ; il lavar dei piedi, attribuitoal Perugino; Apollo e Marsia, di GuidoReni ; una Madonna adorante il Bambino,di Filippo Lippi ; ed altra col Bambinoe un divoto, di Francesco Squarcione .
Del Museo annesso alla biblioteca mar-ciar.a abbiamo fatto cenno descrivendo ilpalazzo ducale; e cosi pure di quello
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del Seminario, allorche traltammo di quel*l’edificio; or dunque diremo deila Rac-colta Cor rer.
Dopo aver speso molto oro e moltissimeeure per raccogliere infiniti capi d’ arte,oggetti curiosi manoscritti, slampe, ecc,il nobile Teodoro Correr morendo, legavaalla patria questa sua preziosa collezionein un al palazzo die la conleneva, nonmeno che le rendite necessarie a conser-varnela e mantenervi un direttore, unvice-direltore ed un cuslode, sotto la tu-tela del Municipio.
Fra i molti manni conservati nellasala terrena di questo palazzo noliainouna statua logata , stupendo panneggia-mento dell’etä dei pirimi Augusti e unputeale di marmo coperto di figure ein-blematiche, opera del secolo IX.
Costituisce 1’armeTia una ricca colle-zione d’arini, lavorate in gran parte aVenezia , fra le quali si distinguono pa-recchie alabarde del secolo XVI con lar-ghi ferri alfageinina.
Le sei sale deila pinacoteca si adornanodi quadri deila scuola veneziana , tedescae fiannninga. Fra i primi annoveriarnouna tavola diNicolö Semitecolo col noiae,una, pure col nome di Lorenzo Veneziano e i’anuo 1369, una di Pasqualino colnome e l’anno 1496, due del Mantegna ,il ritratto del doge Giovanni Mocenigo di Giovanni Bellini , e venti scene di co-slume Veneziano, di Pietro Longhi . Fragli altri rieordiamo quelli di MarlinoSchön, di Giovanni Holbein e di Höchle.
NeH’appartamento superiore si veggonovarj quadri a musaico di fino lavoro, diArminio Zuccalo ; sei tavole intagliate,figuranli Venezia veduta a volo d’uccello,deila scuola di Alberto Dürer , una sta-tuina di Pietro Lombardo , piatti raffael-leschij porcellane deila Cina e del Giap-pone, diyersi prodotli dell’arte vetrariadi Murano e Venezia ; due rieche ‘colle-zioni, una ornitologica, P altra entorno-logica, legate da! conte Nicolö Contarini ,un copiosissimo niedagliere e una pre-ziosa raccolta di libri a stampa, oltre laserie de’iuanoscritli, fra cui osservasi unportolano di Pietro Vesconte genovese ,del 1318.
Biblioteche. _ a ) Marcianq. Perirono i
libri che Francesco Petrarca donö alla re-pubblica e la biblioteca Marciana rico-nosce per suo fondatore il cardinale Bes-sarione da Trebisonda , che nel maggio1468 destinava Venezia a custoditrice deisuoi preziosi codici raccolti in Oriente e