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[Volume primo. Parte seconda.]
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diani assistenti e il cappellano. Un medi-co-chirurgo ha cura di amendue i Laz-zaretti. Lungo il litorale risiedono depu-putati di sanilä.

Venezia e sede della delegazione pro-vinciale composla del delegato, vice-dele-gato coh due aggiimti, medico e chirurgodi delegazione ed altri uffici suhallerni.La congregazione provincialc e presiedutadal delegato.

Un commissariato distrettuale vigila al-l’adenipimento delle leggi pratiche, all’e-sazione delle inulte e della tassa perso-nale, e cuslodisce i registri del censo.

La congregazione municipale, e rappre-sentata da un podeslä, da sei assessori eun segretario.

Vi sono inoltre diverse altre magistra-ture, coine la direzione generale di poli-zia, la direzione delle poste, l’intendenzadi finanza, il magistrato camerale, l’ar-chivio generale notarile, 1’ ufficio fisca-le, ecc., conie abbiaino fin da principioaccennato parlando del governo di Ve-nezia .

La rendila della ciltä sorpassa i duemilioni di lire.

ClIMA E SALUTE l'UHBLICA _ Tl'3 i piÜ

initi elimi della parle settentrionale d’Italia e quello certaniente di Venezia , dove laletnperalura media annua e 15. 07, quellad’inverno 3. ft, di primavera 12. 6, d’ e-stale 22. 8, d’autunno 13. 3, tutte del ter-monietro centigrado. La media dell’invernoa Padova e 2. 8, quasi un grado al di-sotto di quella di Venezia . Quivi poi lemedie de’differenti mesi sono le seguenti:

gennajo 4 - 1 . 8. C.

febbrajo 3. 9.

marzo 7. 9.

aprile 12. 6.

niaggio 17. ft.

giugno 21. 3.

luglio 23. 9agosto 23. 2settembre 19. 0ottobre 13. 7novembre 7. 0dicembre ft. ft

La media barometrica dal 1811 al 1826fu pollici 28,*11066 0,378: la massima 28:9. 0., la minima 26: 11. 3.

Nello stesso periodo la media igrome-triea fu 87. 187, la massima 100, la mi-nima 36. La grande umiditä dell’ aere diVenezia e cagionata dall’ essere la cittäfabbricata sull’acque.

La media quantitä di pioggia in un annoe 32,09 pollici di Parigi : 80 il numeromedio de’giorni piovosi.

La frequente serenita del cielo, la ra-ritä d’impetuosi venti, la moderata quan-titä di pioggia, il piccolo numero di giorni

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in cui cade, la maggiore abbondanza diessa propriamente allorche giova a miti-gareil soperchio calore,la dolcezza del ver-no in confronto della vicina terraferma, esopratutto le temperature meno variabiliche in altre cittä anche pifi meridionali,rendono Venezia preferibile a quelle incui sovente accorrono gli abitatori di molteinclementi piagge del globo. Le acqueche le stanno d’ intorno crescono e ca-lano con la naturale alternativa del mare;rade volte giungono a grande altezza, eallora pure che coprono per due o treore le basse vie sono lieto trastullo agliabitanti, che sulle agili barchette scorronoper quelli e per la piazza medesima diS. Marco, dove poco prima passeggiava lostraniero animirando il portento dall’ an-tica ricchezza e delle arti veneziane. Sottoqueste favorevoli intluenze non e malattiache possa chiamarsi endemica in Venezia .La scrofola doinina, come in tutte le po-polose cittä; non perö con particolare fe-rocia, anzi con minore de’luoghi vicinidi molte cäpitali d’Europa .

Per adequato si perdono in un anno9 di ascesso linfatico, 88 di rachitismo, 27di tabe scrofolosa, 80 di mesenterica, Iftftall’incirca, i quali sono in gran partebambini, e rispetto alla media mortalitädi Venezia (3977) non coslituiseono sommadi alto rilievo.

Non e molto frequente la tisi polmo-nare. Dal 1836 al 18ft8 il numero mediode’curati in un anno nel civico spedaleche accoglie poveri infermi dell’ interaprovincia, si calcola 6397. I morti dellastessa malattia nel periodo 1837-1846 fuapprossiniativamente di 182 ogni anno,coinpresi i forestieri.

Piü che i tisici scarseggiano nello spe-dale gli scorbutici. In tutto il suindicatodecennio furono ft2B, di cui 80 non ap-partenevano a Venezia . Uli affetti di feb-bri intermittenti sommarono a 4ft27, com-presi 768 pertinenti ad altri comuni, ecirca 2000 guardie di finanza, ammalatefuori del circondario.

Soli 169 perirono nel decennio di feb-bri perniciose; e da codesta assai leggieramortalitä e mestieri togliere ancora quantispettano ai detti due ordini d’individui,i quali deggiono per la massima parteentrare negli 87 chemancarono inospedaledi cosiffatta malattia: rimangouo quindi82 estinti tra i curati alle proprie abi-tazioni, cioe 8 per anno nell’ intera cittä.

Col nome di fisconie, che risguardanoil fegato, la milza, ovvero arnbi questi