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organi, appariscono entrati nell’ ospedale900 in dieci anni, la maggior parte guar-die di finanza collocate in appostamentipoco salubri piii o meno lungi dalla citlä,oltre8B appartenenti ad altri comuni dellaprovincia.
I vizi precordialitolsero di vita soli 518individui nel decennio, circa 52 in unanno, e circa 34, pure in un anno, furonogli estinti di morte repentina, 17 quelliper sommersione.
II morbillo e la scarlattina, le pochevolte che qui diventano popolari, non so-gliono assumere molta gravilä. Per varjanni il morbo migliare si diffuse ne’con-termini luoghi senza penetrare in Vene-zia . Dal 1857 al 1841 verun caso ne fusegnalo ne’pubblici atti di morte. Se netrovano 2 nel 1842, 5 nel 1843, 9 nel1844, 5 nel 1845, 54 nel 1846, 53 nel-1’ intero decennio.
Cause accidenlali, favorile dalle diffe-renti disposizioni degl’individui, produ-cono il maggior numero de’ morti. Nel-l’ospedale sono 1789 all’incirca i chirur-gici e 704 le llogosi de’varj organi, chesoinmano quasi i duc quinti di 6597,media de’curali ogni anno. Ciö per altrosi osserva in quasi tutle le iniiannnazioni,che la reazione vascolare non e moltocontinuala e gagliarda , che prestamentesi esauriscon le forze e accadono disordinidi azione nervea. Le sottrazioni di san-gue vengono meno lollerate che in vi-cini luoghi di terrafcrma. Una pneumo-liite che a Verona si vincerebbe con seio sette salassi, ne richiede a Venezia quattro o cinque soltanto; e questi puremeno copiosi c piü distanti l’uno dall’al-Iro , perche altrimejiti i polsi illanguidi-scono, divengono precipitati, scema o ces-sa affatto la tosse, cresce la diflicoltä, lafrequenza , la brevitä del respiro , e siestingue rapidamente la vita.
La chirurgia avvalora con numerosifatti questa generale osservazione. E in-dubitabile (afferma il dottore Asson) chein Venezia le recenti grandi piaghe piüdifficilmente che nella campagna e nellecittä di terraferma aderiscono e cicatriz-zano. Non si sviluppano quelle schiettee genuine infiammazioni, non si suscitaquella viva reazione febbrile, che svilup-pasi in altre condizioni di cielo e di suolo.Puö dirsi che de’tre elementi morbosi acui sono d’attribuirsi gli accidenti conse-cutivi e i mali esiti delle chirurgiche ope-razioni, l’assimilativo abbia la preminen-za; segue il nervoso; ultimo l’infiamma-torio o l’arterioso.
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Tali parlicolaritä nell' andamento deimorbi derivano dallo stato fisiologico deiVeneziani . E nella maggior parte di essigrande mobilitä di nervi, manchevole piut-tosto la forza ; prevalgono , anche negliuomini, la morbidezza della cute, la ro-tonditä delle forme , la poca resistenzadelle carni. Vengono di spesso aecusatesfuggeroli, inoltiformi , lievi molestie ,ch’ebbero il nome di nevrosi. Chi le sof-fre non puö dirsi ammalato o disposto aqualche speciale infermitä. Osservasi ge-neralmenle l’ineltitudine a tollerare diu-turne e gravi faliche, e risenlimenti spro-porzionati alle offese delle esterne im-pressioni. Lo spirito de’Veneziani e acutoe vivace, perö facile ad avvilirsi, com-passionevole delle miserie, generoso nelsoccorrerle, pronto all’ira, non restio alperdono, piü capace di alti proponimenti,che di perdurare nel mandarli ad eltetto.
» Si esamini ( scrisse il dottore Vala-telli) l’uomo veneziano in istalo di salule,e lo si vedrä per passatempo sceglierela stazione nei caffe, invece de’ passeggiquella ne’ridotti, cosi detli casini, e delleriverenti schiave conversazioni al heisesso, invece della ginnastica, de’giuoclndi forza, dell’uso dell’ esercizio nazionaledel remo , onnai lasciato quasi ai solibarcajuoli Le quali abitudini accre-scono la naturale fievolezza de’ cittadinigenerala dall’aere umido, dalle poco va-riabili temperature e dalle altre dolcezzedel clima.
Slavano negli andatitempi diversainentele cose. Venezia , centro di un grandedoininio, eccitava ne’ suoi abitatori straor-dinaria operositä. Ardente amore di pa-tria, spedizioni militari, esercizio di unassai vasto commercio e di molte nazio-nali arti, contrastavano quelle fisiche ca-gioni, educando i corpi alle fatiche e glianimi a gagliardi sentimenti. Ciouondime-no iinporta avvertire non rendere l’espo-sle circostanze piü frequenti le morti aVenezia chealtrove.Nel decennio 1857-184 6cessarono di vivere 20,363 maschi, 19,405
femmine, cioe:
D'un anno 9,126
Da 1 ai 4 anni 5,152
Dai 4 ai 20 2,197
Dai 20 ai 40 3,835
Dai 40 ai 60 5,544
Dai 60 agli 80 11,714
Dagli 80 ai 160 2,177
Oltre i 100 1
Totale 39,766