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[Volume primo. Parte seconda.]
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VEN

nella quäl cifra non sono compresi 1666nati morti.

La mortalita media e pertanto 3977,ossia 1 su 32 abitanti; porporzione chescema ove si detraggano i morti all’ospe-dale spettanti ad altre provincie (oltre a200 ogni anno), e circa 87 maniaci, egual-mente l'orestieri, che nmojono a S. Ser-vilio.

I mesi ne’ quali havvi una minore mor-talitä sono quelli di maggio, giugno, lu-glio, agosto, settembre ed ottobre c spe-cialmente giugno, in cui la media de-cennale risulta in N.° 235; mentre in-vece quelli della maggiore mortalita sonogennajo, febbrajo, marzo, aprile, novem-bre e dicembre, ma particolarmente gen-najo e dicembre, in cui Irovasi la media

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decennale nella somma di N.° 442. Ciovuol dire che nella stagione estiva, a Ve-nezia si verificano le morti nella ristreltaproporzione mensile di 2 sopra circa 1000abitanti, mentre invece tale mortalitaquasi raddoppia ne’ mesi di gennajo e di-cembre. Ad ogni modo i risultati com-plessivi e parziali di tutti gli studj me-dico-slatistici valgono a provare che il cli-ltia di Venezia , particolarmente nella state,e favorevolissimo alla conservazione esalubritä della vita.

Alle preinesse indicazioni soggiungiamoun prospetto dimostrante il numero dellemorii avvenute e la qualitä delle malaltiedominanli in Venezia dal 1.“ gennajo1857 al 31 dicembre 1852.

Malattie acete

Morti

Numerode’ morti

u

iuiprov-

Somma

Epoca

vise

TOTALE

£

V

c

a>

polmonari

Oj

C5

OSOAJ9U

migliare

cholera

vajuolo

cronicho

accidentali

di

adulti

infantili

’o

’S

O

-o

c«

negli

stabilimei

DEI

MORTI

1847

123

639

878

121

31

st

29

2327

31

58

410

2912

1429

4341

1848

142

686

684

99

45

Si

22

2426

63

46

476

3307

1380

4687

1849

185

780

1997

182

38

3541

51

2939

57

37

469

6726

3258

9984

1850

115

469

581

83

26

ff

91

1899

29

47

424

2495

1237

3752

1851

97

448

494

83

48

SS

10

2142

31

41

521

2750

1189

3909

1882

99

346

402

75

23

SS

ff

1942

21

55

| 481

2461

963

3424

Usi e costcmi. — Chiunque conosce Ve-nezia per pratica rende ampiamente giu-stizia all’eecellente carattere e costumede’suoi abitanti; e proclama cortesissimigli uomini, modelli di grazia e di genti-lezza le donne. I Veneziani sono in ge-nerale pii, benefici, socievolissimi, disin-volti, gioviali, fregiali insomma d’un com-plesso di belle doti che li fa amare dachiunque giugne a conoscerli ed ha mo-livo di profittare dei divertimenti d’ ognimaniera che la loro patria procura. Fraquesti ve n’ ha di anlichissima origine eche si collegano alla storia della repub-blica. All’ articolo Giudecca abbiamogiä discorso della festa del Redentore s ea quello sul Lido delle partite di piacereche ivi si fanno ne’ lunedi di settembreed ottobre; ora diremo d’altri pubblicispettacoli e costumanze cittadine.

Alla sagra o solennitä del Redentore,segue,con breve intervallodi giorni,quelladi S. Marta. La sua istituzione ri'sale alleelä piii rimote; ma ella non ricorda nes-sun fatto illustre, nessuna particolar di-vozione. Ne’primi tempi della repubblicala genle prendeva diletto (coine narra laMichiel parlando appunto dell’origine dital festa) di andare di luglio alla pescadelle sogliole, il pesce piü ghiotlo dellastagione; poi, fatte lor prese, scendevanoa riva per ristorarsi delle durate fatiche,ed ivi al fresco, dove che fosse, gozzovi-gliavano eon la lor pescagione. ln pro-gresso, divenuti piü civili i costumi, parvepiü comodo lasciare que’ faticosi piaceria’ poverelli, e si converü 1’ uso in unapubblica cena, dove la sogliola, accomo-data in savore, ritenne F antico primato;