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[Volume primo. Parte seconda.]
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e la posta fu data in S. Maria. La festac perö piü navale e marittirna, che ter-restre, e la specialitä che la distingue eil numero grande e lo sfoggio delle bar-chc, che in quelle acque, ordinariamentesolinghe, si adunano. I ricchi v’accorronoin sontuose peote formte con ogni ma-niera d’eleganza, quali in forma di pa-diglione o di tenda, quali piü bizzarra-mente foggiate e tutte splendenti di lu-mi; private societä di cittadini, che perquella sera si formano, altre ne addob-bano non meno pompose; lo stesso mo-desto artigiano, il meschino operajo, siraccolgono anch’essi in brigale, arredanoanch’essi il loro legnetto con la piü sem-plice pompa di verdi rami ad arco o afestoni intrecciati, e rilluminanoa vario-pinti palloni. Ma il banchelto non etulto sulle acque: un gran popolo dicommensali in terra pure s’ adnna; leZatlere, il campo di S. Marta splendonod’ insolita illuminazione; i caffe. gli al-berghi piü umili riboccan quivi di gente,e la calca non cessa che al cessar dellanotte.

La sagra di S. Maria non si ristrigneperö fra brevi termini di quella serasoltanto : essa in qualche guisa continnanelle corse che si fanno in quelle acquene’ lunedi che La seguono. Le gondolevanno ivi in sulla sera a diporto incon-(ro alla soave brezza che spira dalla la-guna, e a pascer la visla nel deliziosospettacolo, ehe in quell’ora, al moribondoraggio del sole, eilapresenta.Queste corsesulle acque, nel veneziano linguaggioaddomandate freschi, sono in grandissimavoga, e nella buona slagione formano ilprincipale passatempo de’ cittadini. Ledomeniche si cörre il Canal Grande ; ildi del Redentore le barclic si adunannelle acque della Giudecca piü pressoalla sponda; la festa di S. Pietro con-vengono fra’ ruderi dell’abbandonato Riodi Castello; quella di S. Giobbe nel Ca-uale di Cannaregio. Piü solenne di tutti,e per grande concorso c per eleganza esfoggio di vesti e livree, e il fresco delCorpus Domini .

Le regate non meno famose negli an-dati che ne’presenli tempi, sono i paliidi Venezia . Si fanno su leggieri barchetti,i quali, staccandosi dalla estrema puntade’Giardini, corrono tutta la cittä permezzo a! gran canale che in due la di-vide; poi, giunti al confine, girano il se-gno, e risolcando le onde medesime, ven-gono di qua da Plialto a cörre le sudate

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bandiere. L’uso di queste corse ha lonta-nissima origine: se ne atlribuisce la pri-mitiva istituzione non tanto alla volontädi dare uno spettacolo al pubblico quantoal bisogno di addestrare le ciurme nel ma-neggio del remo sulle galee ed altre bar-che destinate alla guerra. La regata piücelebre e quella che diede a proprie spe-se il duca di Brunswich il 28 giugno 1685.Che se oggidi e scomparsa l’anlica ma-gnificenza per cui tanto splendore deri-vava allo spettacolo, questo e pur tuttaviaindescrivibile pel luogo medesimo in cuisi compie, quello cioe del Canal Grande ,ove doppia fila di inoli maestose mira*bilmente si presta ad accogliere dallemolte finestre, dagli eleganti poggiuoliun popolo innumerevole, che vedesi puregremito sulle rive, sulle porte sui tetti,nonche sul gigantesco arco del ponte diRialto , altalche sembra quivi riversatala cittä tutta quanta.

Aggiungasi a ciö l’addobbo sfarzoso didamaschi, tappeti, Stoffe ed arazzi pen-denti dalle finestre e da’veroni anzidetti:aggiungasi la copia delle barche d’ognimaniera variamentc parate, indi si giu-dichi se altra cittä possa offrire uno spet-facolo a questo paragonabile.

La piazza di S. Marco e come il cuordi Venezia , la sede principale della suavita, la fonie del suo movimento, il cen-tro dei piü frequenti passeggi.

E quivi che si fa la sontuosa proces-sione del Corpus Domini , che alle volte sidä il pubblico giuoco della tombola, chesuona alla sera la musica, che al carnovaleradunasi uno stuolo infinilo di inaschere,quali piü quali meno eleganti, ma tuttegioviali, facete, manierose, gentili; e in-somma nella piazza dove il forastiero ap-punto nella circostanza del brioso car-novale puö di leggieri accorgersi nonesser Venezia una cittä soltanto monu-mentale ed istorica, la cittä dell’artista edelle grandi memorie , ma eziandio unlieto e sollazzevol soggiorno in cui sigode veramente la vita senza rivalitä discialacquo, senza disdegnosa ritrosia nemal frenata licenza.

Dialetto. — Fra tutti i dialetti dellapenisola primeggia, per generale consen-timento, il veneziano, come quello che piüsi avvicina alla lingua scritta ed e ar-monioso , ricco, efficace.

Di secolo in secolo esso venne per al-tro gradatamente alterandosi, e chi, natonel secolo altuale, legge gli scritti di co-loro che dettarono, non pure nel XIV e

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