che fu chiamata concione, per conosceree de!iberare le piit gravi e piü inleressantipitbbliche cose.
; La nascenle socielä, in cui le continuevieende d’ ltalia facevano mai sempreiluire nuovi abitanti e nuove ricchczze ,dovea spesso ani|)liore il nuovo sistemagovernativo, quindi, fenna la sua radice,e ben naturale che a seconda de'hisognie de’lempi si aumcntassero pure i rap-presentanli della nazione. II tilolo tribu-nizio venne ferse introdotlo o perehe lediverse isole consideravansi aitreltanle1 tril)ü, o perehe usato nel sislema politieode’Romani volle imitarsi dai nuovi Ve-neti teste giunti dalle provincie, e lalunianche dal la capilale di quell’ impero.Quanlo poi alla durala in uflieio , tuttisono d’accordo colla cronaca di AndreaDandolo che i tribnni si eambiassero ognianno.
Convien supporre che quell’ordine so-ciale procodesse regolarmente se ne ve-diamo felicissiini effetli nella nazione ognigiorno crescenle di numero, forze e pro-sperilä, per la quäl cosa nel seslo secolofu in istato di porgere ajulo al grecoimpSro nel riacquisto di una parle d’lla-lia. iielisario slringeva Roma d’ assedioverso l’anno 539, qunndo giunli a soc-correrlo i navigli de’Veneli, fu da questiviAto e preso il re goto Viligc , passalopoi a Coslanlinopoli quäle ornamento de’trionli del generale d'Orienle.
llavvivatosi i! golico regno, l’imperatoreGiustiniano verso il BÜ1 invio con pode-roso cscrcilo l’eunuco Narsele, che giunloa Salona , o secondo allri ad Aquileja ,'• rese vaoe le militari disposizioni di To-tila , che il passo gli contrastava , gio-vandosi delle venete riavi che tragittaronoverso Ravenna gran parte delle suc forze,locchc molto conlribui alla vittoria de’Greci cd alla totale cstinzione del regnogotico in ltalia.
11 progressive ingrandimento e 1’ agia-tezza della veneta consociazione piü nonle permettevano di starsene inosservatae negleüa; essa anzi attraeva gli sguar-di, le brame e l’invidia de’ suoi vicini;sieche Dalmati, Slavi , Islri ed allri po-poli terrestri e marittimi si portava-no spesso a’ suoi danni. Penetrando co-storo di nolte presso le isole principalied a Riallo, vi esercilavano grandissimeruberie. Anche il vescovo aquilejetise For-lunato, colla Grado all’improvviso, vi fe-i ce grande bollino : Impo duca del Friulii commise una simile pirateria, e fu poi
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dal liglio imitato, predando questi Eraclea ed Equilio.
Circoslanze st gravi esigevano pron-tezza ne’ provvedimenti ed energia nellaesccuzionc, quali non si potevano allen-dere dal tribuno del luogo da se solotroppo debole , ne dalla lenta tribuniziaadunanza e mono ancora dalla generaleconcione. Oltreche 1’ingrandimento dellenazioni tiene pur esso i difelli suoi , efra i primi si conlano la gelosia e l’ara-bizione. I tribnni non erano piü forse diaccordo quanlo il ben pubblico richiede-va: laluni fra essi, del pari chealcurie isole,aspiravano alla primazia; sorsero lamenlie discordie, sedizioni e disordini, il coin-plesso de' quali esigeva pronlo e gagliar-do rimedio. Si raccolse il generale con-siglio in Eraclea , allora ciltä pritnaria ,ove asctdtaronsi le querele de’ malcon-lenti. Gli uomini di maggior senno in-leressarono nella ica causa il pa-
Iriaroa di Grado Cristoforo , personaggioautorevolissimo e pio. Questi mostro lanecessitä di allontanare i mali prodotlidal governo de’ piü aflidando la sonunadegli alFari ad un solo: piacque il sugge-rimenlo e fu accolto: si discusse intornoal tilolo del nuovo magistralo e per evi-tare tjuello di re, forse non gralo a’cit-tadini, si adoltö il predicato di duca, ein veneziana favella si chiamö doge ilcapo supremo della rcpubblica.
Si stabilirono i diritli e i doveri diquesla ntiova dignilä , se ne delerminöla durataa lulloil corso della vita di chine fosso inveslilo, e si lisso in Eraclea lasua residenza. La rifonna per altro noncangiü natura al governo poiche il dogenon venne sollcvato a monarca, ma la-sciandosi come prima le pubbliche cosein rnano de’cittadini, gli fu altribuito l’altoufficio di loro capo, guida e condoltiero inpace ed in guerra , per viemeglio diri-gere e rendere piü eflicaci e piü van-taggiosi i mezzi e i inovimenti della na-zione. L’elezione del primo doge avvenuel’anno 697 nella persona di Paolo LucioAnafesto , cittadino di Eraclea , d’ animocoraggioso , d’alta mente e di profondoingegno fornito: egli si conciliö colla sti-ma i suffragj della nazione e corrisposealla pubblica aspettazione con ogni sortadi utili provvidenze. Morl laseiando dise chiara memoria e in sommo onore ladignilä che avea sostenula , nella quälefu deslinato a succedergii l’anno 717 Mar-cello Tegalliano, di cui poco ebbe a lo-darsi la repubblica. Poi venne Orso , che
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