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[Volume primo. Parte seconda.]
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sporli, si pflgassero loro duemarclii d'ar-gento per ogni uomo e qnaltro per ea-vallo , e si dividesse con essi il boltinoper uielä. ) Veneziani per iscambio s’ob-bligavano a somminislrare naw e \eito—vaglie per ncne mcsi e cinquanta galereariuale di tutlo punlo clte avrebbono coo-peralo all’ impresa. Tale si fu 1’ accordodella repuliblica eoi Croeiati; ma quesliaveano consultalo piii lo zelo die le for-ze, perocdie quar.do si radunarono i capidella spediz.ione e si vidern nella impos-sibilita di sborsare la somnia pattuita ,non sapeano a quäl parlilo appigliursi. IVeneziani proposcro ehe a supplcniculodel danaro niancanle, concorressero i Cro-ciati ull’espngnazione di Zara, eil erasi ri-belluta e data in mano al re d’Ungheria .II rispelto per qnel principe ehe a\eapreso la croce egli pure, e a cui sareb-besi mossa nianifesla gnerra, e la cspressavolonta del pontelicc sopponeano a que-sto (livisanieido. II curdinale legalo me-uava fra lutti grau romore : ma EnricoDandolo, sebhene oltuagenario e quasicieoo (perclie essendo ambasdaloru pressoi Greei, costoro , conlro il dirilto dellegenli, aveano tenlato di abbacinarloj spie-go coraggiosa fermezza, dicendo che Zaraapparleneva di dirilto aila repuhhlica ;che quella cilla in mano nemica a\rehhepolulo interrompere la libera comnnica-zione tra i’Italia e la Paleslina, e che ilcardinale seguitava J’ armata solamenlecome predicatorc della pia impresa. Que-sla energica risposla nippe ogni dimora.Fu scelto a generale dell’esercilo il mar-' chese di Monfcrralo ; doveasi nomiuare ilcomandanle della flotta : Dandolo sale latribuna , e prega i snoi. concilladini dipermettergli che prenda la croce egli pureed accompagni que’ valorosi. La maravi-glia e universale; s’ applaude al magna-liimo vecchio : le navi in numero di Cin-quecento levan l’äncore, s’ allargano inmare, assallano Zara e se ne impadroni-scono. Erano i Croeiati per lale fatto in-corsi nella scomunica. I Francesi chie-sero umilmente ed ottenncro l’assoluzione.f Enrico all’incontro ne la diiese, ne la ot-! lenne; ma oppouendo una rispdtosa fer-i mezza alle pretensioni del pontdice, negb■ che il polere di questo giugnesse a tantoi d’ immischiarsi negli affari della repuh-i blica.

| Mentre atlendevano all’assedio di Zara,Alessio Comneno presenlatosi ai Croeiati,chiese il soccorso loro conlro ad altroAlessio suo zio, che, lialzato dal trono ed

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abbacinato Isacco Angdo, padre suo, im-peratore d’Oriente, or lo leneva catlivo.l'igli promelleni, ove fosse riusdta 1 ! im-presa, (lugentomiia marchi e la riunionedella Chicsa greca alla latina. Grandis-sima fu la eonlroversia die fra i t.rociatiinsorse: la viusero i Veneziani per I’ e-nei gia ed eloquenza del loro doge; laspedizione di Gosla fu decisa. H

pontdice non approvo un’iinpresa die po-teva distruggere le speranze di riaequi-slaie il sepolcro di t.risto; ma \inse l'av-viso del Dandolo, e i Crodati dirizzarono1’ armata verso il Bosforo . Alcuni peronon vollero seguilarli; clii turne a casa,cliirecossi direltamente verso Terra Santa.L’ usurpatore dal seno delle sue volulläderideva spensieratamenle eodesta impre-sa de’Lnlini; ma lo scosse in hreve il \i-cino fragore delle armi, allora chiaino isoldali dal le provincie; volle aileslire nnaflotta, 111 a troppo lardi. La cilla imperialevide la \eiida armala sbarcare tianquil-lamenle sul lido asiatieo un novello im—peralore. Dice-Villarduino, teslimonio ocu-lare, che alla visla di Gos ' _ delle

sue quattroccnto torri e deirimmenso pn-polo die ingomhrava la spiaggia, non fucuore si haldanzoso die mm palpdasse alpensare che dalla creazione del mondoin poi , si ardita impresa non erasi maitentnla da si pochi guerrieri. Venli ga-lere difendevano la catena che diiudeia1’ ingresso del porlo, e settantamila uo-miiii stavano sulla vicina riva accampati.Non allerriti i l.alini da quella vista, ab-bandonano le rive asialidie e dirella-menle si volgono all’ europea. Vicne de-crelato l’assalto; i Francesi per terra, iVeneziani per mare. S’avanzano i primi,ed infinite macchine nmrali percuolonocon alto rimbombo i terrapieni e le torri.Dali’allra parte lutte le navi sono in mo-vimenlo : il doge , impugnato il vessillodi S. Marco, scende sul lido pericoloso :soldali e marinaj , animati dall’esempio ,si precipitano a terra , ne tcinono la ro-vina, che piomba loro dal hallo, di sassi,dardi e bitumi. S’appoggiano le scale,resistono virilmenle i Greei: vani sforzi 1Giä la lorre e presa, i nernici respinti elo stendardo della veneta repuhhlica sven-lola maeslosaniente pel primo sul le muradi Costantinopoli.

Riposto Isacco sul trono, i Croeiati glirammentavano quanto suo figlio avea loropromesso. L’imperalore rispose che i patiierano gravosissimi, e che non sapeva inquäl modo adempirii; ma pure che tanto