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[Volume primo. Parte seconda.]
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aveano fatlo i Crociati per lu! e per Ales-sio, ehe hen merilavansi aaehe tulto l’im-peru, e ralifieö le promesse. La pace f'rai Crociati ed i Greci non pole\a perö du-rar lung.unenle. II popolo odia\a i Latini ehe, dnpo avere deeisa colle armi lasorle dell’ nnpeio, vole\ano a>soggetlareanche le opimoni religiöse. rehhe I esacerbazione alloiquando l’imperalore, per Irudunare la somuia proiuessa, ie\6 I’ ar- |genieria dal le chiesc , luse le slalue dei \santi, e carieö di graC imposie gli ahi-lanti, gia impmeriti daila guerra. All’ odio e al disprezzo de’ Greci s' aggiunse1’ insolente orgnglio di Alessio , il quäle,dopo aver riliutato ai Crociati la paituitamercede, lenlo una nolte d’ineendiare lallotla; sieche sdegnali dei Ir.idimenlo, 1Lalini einseio di nuovo Ja cilia d’assedio.

II 12 aprile 1204 1’ assalto coiiuneiö allapunta dei giorno. Qualtro torri furoiioprese ; tre porle non soslennero i eolpidell’ariete, e la eaudleria precipitovvisieutro susseguita dai fanti. Chi potrehhedipingere con colori ahhastanza lugidiri,le spaventevoli stragi, i templi profanati,le grida confuse degli uccisi e degli uc-cisori, il divampar dell’incendio appiccatoalla citlä , lasciata in halia dell' irritatasoldatesca? Dandolo in mezzo a quellapiena di delilti, di scoslumatezza e divandaliea barbarie, diede mirabile esem«pio di squisito avvedimenlo. Egli e per1’ opera sua che molti nionuinenti dellearli, poscia diventati nobilissiino decorodella sua patria , vennero salvi dal furo-re dai rozzi soldali, e fra gli allri i quat-tro fainosi c.avalli di hronzo che abbelli-scono la fronte della basiliea di S. Marco.

Ma oltreche somnio capilano , il dogefu anche spertissimo negoziatore. Nonchiese vastita di territorj, non qualilä diterreni uhertosi, non nuinero ingente disuddili; sibbene una linea di possessi chedalle Jsole Jonie costeggiava e dominavatulto il mare fino alla Propontide ; ehhetutli gli scali dei connnercio facili a cu-stodirsi, perche terre in riva al mare; peravere assoluta signoria dei quäle man-cando l'isola di Candia, fu quesla compe-rata dal marchese Bonifacio di Monfer-rato a prezzo d’oro. Nulla fu dimenticato.

Si vollero in Coslanlinopoli quarlieri in-di[>endenti dal governo imperiale, retticolle leggi di Venezia . Baldovino di Fian-dia fu proclamato imperatore: il marclie-se s’ ehhe la Tessaglia, la repuhblica unquarlo e mezzo dell’impero, oltre il diriltodi eleggere il patriarca.

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Tulto lino ad ora arrideva ai • röciati,che passando di Irionfo in Irionfo, si \e-devano all’iinpensutu padroni dell’unpero; d’ Orienie. Ma la variabile forluna nonj volle consertirne loro il tranquillo godi-inento ; e Dandolo do\e\a ai posleri an-che l’esempio d'un’eroic.i fermezza nelleavversila. II re de’ Bulgari assalU Aiiria-nopoli: Enrico e Bahhnino \anno ad in-conlraiio ; quesii per foga giovaiule efallo prigione: quegli a lra\erso nulle pe-rico i riconduce in salvn le reliquie deiI esercito sconlillo, e due mesi dopo muorein Costantinopuli dalle locclic femle. Ve-nezia , dolenlissima, gli diede per succes-sore Pietro Ziani , liglio dei gia doge Se-bastiane.

11 duralo di Pietro Ziani fu uno di qneilempi feliri de' principnti e de’ popoli ,quando dopo un grau irionfo a"ienecliesi riposa e si gode il frutlo delle villorie.Cousolidare le conqnisie in Oriente, Irar-ne prolitto per Io allargamento dei rom-merej e lo spaccio delle industrie, furonole prime eure della repuhblica. 11 feuda-lismo opprimeva il genere titnano;il feu-dalismo allora necessita de’ potenti permantenersi.

1 Veneziani . gelosi delle interne lorofranchigie, furono costretti di ricorrere adesso per sottomellere molte terre prove-nienti dalla conquista di Costantinopoli .Ebbero per altro l’acume di non largheg-giare nell’ ampiezza dei feudi: i Queriniehberol’isola di Slampalia, i Sanudo quelladi Nasso . Erano vassaili ligj: pagavanotrihuto, nelle chiese cantavano le lodi deidoge, prestavano giurainento di fedeltäed ajuli in caso di guerra. Niun cominer-cio poteano fare tranne che coi Vene-ziani ; quesii, nelle terre infeudate, eranoindipendenti dalla giurisdizione de’ feu-dataij.

ln Costantinopoli le cose andavano di-versamente. Ivi erano accorsi assai cilla-dini di Venezia e fu statuita una cosli-luzione analoga a quella della capitale perla parte della cittä ch’ era indipendentedagl’ imperatori francesi. Soggetta a Ve-nezia, come in Venezia v’avea inaggiorenti,di tutti i quali era necessaria la sanzionepegli atti pubbliei. Il primo podestä, Ma-rino Zeno, l’aveano elelto da se soli, gliallri furono spediti da Venezia . Le leggicivili erano quelle adottale dagl’ irnpera-tori francesi, eine le assise dei regno diGerusaleimne; le leggi nautiohe, quellebarccllonesi dette coiisolato di mare; nelleverlenze tra Veneziani e Francesi, i giu-dici erano tratti dalle due nazioni.